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A SPECCHIA FESTA E FIERA DELLA CANDELORA

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

A SPECCHIA FESTA E FIERA DELLA CANDELORA

 
 

Martedí 2 febbraio 2010

 
     
 

Clicca per ingrandireSi comunica che martedì 2 febbraio a Specchia si svolgerà la “Fiera della Candelora”, appuntamento secolare che ogni anno richiama numerosi visitatori e venditori, con la vendita di capi di abbigliamento, alimentari, calzature, utensili per la casa, materiali per la lavorazione della terra, capi di bestiame e si svolgerà lungo via Umberto I, Via Plebiscito, Piazza del Popolo, via Amendolara e via Matteotti.

La “Fiera della Candelora” è una delle più antiche e tipiche manifestazioni salentine, che richiama numerosi visitatori e venditori. Già nel numero del 11 febbraio 1899 de “La Provincia di Lecce” così si leggeva: “Quest’anno la fiera della Candelora è riuscita molto importante, benché il tempo fosse minaccioso,il concorso dei forestieri,dei negozianti,dei venditori e dei compratori è stato eccezionale. Si son fatti moltissimi affari e i contratti per compravendita di bestiame grosso e minuto sono stati di gran lunga superiori a quelli degli anni scorsi,benché i prezzi in generale siano stati piuttosto sostenuti.” Solo in questa giornata dell’anno, i contadini locali vendono le“pestanache”, caratteristiche carote dolci, caratteristiche carote di polpa dolce, consumate come ortaggio, crude o cotte, usate anche come aromatizzante per le vivande di utilizzo quotidiano, un prodotto che i contadini hanno accuratamente coltivato per tutto l'anno, un appuntamento che richiama numerosi gli abitanti dei paesi vicini.

A Specchia la celebrazione è particolarmente sentita dalla comunità che la rivive attraverso significativi segni ereditati dall’antica tradizione. Il termine deriva dall’antico latino "candelorum", per "candelaram", benedizione delle candele, attribuito dai cristiani alla festa celebrata in ricordo della presentazione di Maria al Tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni. Come per il Natale, il giorno scelto per la festività ricalca una festività pagana preesistente, in quanto il calendario in vigore nell'Antica Palestina non era quello attuale.

La ricorrenza giunse in Occidente nel VII secolo, dal XVIII secolo, invalse l’uso dell’offerta al Papa di candele artistiche. Specchia è tra i pochi paesi salentini in cui viene festeggiata questa ricorrenza, nella Chiesa della Confraternita della “Madonna Assunta in cielo”, è possibile ammirare una composizione di statue in cartapesta che rappresenta la Presentazione al Tempio, chiamata dagli specchiesi “Cannalora”, composta da San Simeone, San Giuseppe, la Vergine Maria e Gesù Bambino e che solo in quest’occasione viene portata nella Chiesa Madre per la venerazione dei fedeli. Anche a Specchia, durante le funzioni religiose della giornata, vengono distribuite le candele, benedette dal sacerdote officiante; i ceri conservati con cura devota, vengono accesi per scongiurare il pericolo dei temporali. La Chiesa di rito latino celebra questa festa il 2 febbraio da quando si stabilì di celebrare il Natale il 25 di dicembre, giorno, per Roma, del Solis invicti.

La prima testimonianza della festività é raccontata da Eteria nel Pellegrinaggio in Terra Santa: “Il quarantesimo giorno dopo l’Epifania, qui (a Gerusalemme), è celebrato con grande solennità. In quel giorno si fa una processione (= affluenza numerosa sì fedeli) all’Anastasis (= Basilica sul luogo della morte e della risurrezione) e tutti vi partecipano; ogni cosa si compie con grande festa, come a Pasqua. Predicano tutti i sacerdoti e pure il Vescovo, commentando sempre quel passo del Vangelo nel quale si dice che Giuseppe e Maria, il quarantesimo giorno, portarono il Signore al Tempio, e che Simeone e la profetessa Anna, figlia di Fanuele, lo videro, e si ricordarono delle parole che essi dissero alla vista del Signore e l’offerta che i genitori fecero. Dopo aver compiuto tutte e le cerimonie usuali, si celebrano i Misteri e avviene il commiato”.

Per l’edizione annuale, eccezionalmente, sarà possibile visitare ancora il presepe artistico realizzato da Nicola Cacciatore, con una superficie di circa 20 metri quadri. Gli anziani ricordano che la sera del 2 febbraio, l’intera famiglia si riuniva per ricevere tutto ciò che aveva abbellito il presepe; poi si andava in chiesa per la funzione religiosa e per fare benedire le candele. I ceri benedetti venivano conservati in casa dai fedeli ed accesi, per placare l'ira divina, durante violenti temporali, oppure in tutte quelle circostanze in cui si sentiva il bisogno di invocare l’aiuto divino nell’assistenza di un moribondo o nell’attesa di una persona cara che non tornava o si riteneva in grave pericolo.


 
     
 

Fonte Notizia: Studio Antonazzo (Foto Nunzio Pacella)
 

Data: 30/01/2010;      Notizia Letta: 2920 volte.

 
 

 

 
     

 

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