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“RIDATECI IL BOSCO”

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

“RIDATECI IL BOSCO”

 
 

Precisazioni del sindaco ing. Antonio Biasco

 
     
 

Clicca per ingrandireA causa di un malanno di stagione sono stato costretto a restare “forzatamente” a casa per alcuni giorni e non sapendo cosa fare, ho pensato di ingannare il tempo navigando per i vari blogs cittadini.
In apertura di uno dei blogs, in prima pagina, mi sono ritrovato l’articolo “ridateci il bosco” che ho letto con attenzione e stupore che, con il passare dei secondi, hanno lasciato il posto all’amarezza nel momento in cui ho dovuto constatare come è facile fare disinformazione quando qualcuno, chissà per quale motivo, dice o scrive fatti che non conosce o che se conosce travisa per il semplice gusto di far apparire la realtà diversa da quella che è.
Ancor prima che io diventassi sindaco, il bosco “magnone”, che adesso dovrebbe avere l’età di circa 50-60 anni, presentava diverse aree con alberature secche e/o divelte. Non mi risulta che nessuno abbia mai detto niente al riguardo. A seguito degli ultimi eventi metereologici del 23 ottobre 2009, il bosco “magnone” così come la zona “Santa Lucia”, la zona “Paduli” ed altre zone di Specchia sono state interessate da una tromba d’aria che ha divelto centinaia di alberi che solo chi non era presente a Specchia o disinformato o in malafede non ha notato. In quella circostanza alcuni vecchi pini d’Aleppo della zona “magnone” sono caduti sulla provinciale Specchia- Ruffano interrompendo il traffico poi ripristinato solo grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco.
All’accorto osservatore ed agli amici dell’ECO-SPO posso assicurare che non è stato fatto nessuno scempio ma si è cercato solo di mettere in sicurezza quanto presentava serio pericolo per chiunque si trovasse nelle vicinanze. L’Amministrazione Comunale, come suo dovere, dopo aver dato disposizione all’Ufficio Tecnico di produrre adeguata documentazione fotografica di tutte le zone con alberature interessate dalla tromba d’aria, ha comunicato l’accaduto alla società SMA S.p.A. con sede in Noci (BA). Chi è la società SMA S.p.a.? La SMA è una società alla quale la Regione Puglia con contratto n. 009516/08 ha dato l’appalto per il “Servizio di prevenzione del patrimonio boschivo pugliese e di interventi di difesa idraulico-forestale” relativo al progetto di “miglioramento di boschi misti di conifere e latifoglie e rinfoltimento con latifoglie autoctone”. Ciò significa che ogni intervento necessario al bosco “magnone”, in virtù di tale convenzione viene fatto gratuitamente dalla società suddetta previo sopralluogo di tecnici forestali che, sicuramente con professionalità, decidono cosa tagliare e cosa piantare a tempo debito. Quindi nessuno scempio, ma solamente lavori di messa in sicurezza eseguiti da gente competente, a costo zero per la collettività di Specchia e a totale carico della Regione Puglia. Fatta questa doverosa precisazione, mi preme anche far presente che l’Amministrazione Comunale che presiedo, sin dai primi giorni di insediamento, si è posto il problema di come utilizzare quel vecchio bosco di “pinus halepensis” male ancorati e per gran parte cadenti. Si è pensato ad una sistemazione a terrazzamenti con muri a secco, camminamenti e scale di collegamento tra i terrazzamenti. In funzione della modalità e dell’entità del finanziamento, il progetto potrà essere integrato con impianto antincendio o altri impianti tecnologici. Il progetto di massima da tempo è già pronto presso l’Ufficio Tecnico e si ufficializzerà appena uscirà una appropriata misura di finanziamento. I grafici di seguito allegati possono dare l’idea del progetto di massima e dell’impegno dell’Amministrazione Comunale in tal senso.



Continuando a leggere gli interventi, mi sono imbattuto nell’articolo “elettore UNA SPECCHIA ha risposto all’articolo il 04.01.2010”. In detto articolo si insinua che l’avv. Remigi, in un certo qual modo, tenti di sfruttare la carica di presidente dell’ECO-SPO per fini che non sono proprio attinenti con i principi ambientalistici dell’associazione stessa.
Personalmente ritengo che l’avv. Remigi creda nelle cose che fa e mai le verrebbe in mente di usare l’ECO-SPO come trampolino di lancio per altre attività (politiche, amministrative, ecc.) non in linea con i principi statuiti dell’ associazione che richiedono lavoro e impegno. D’altronde tanto lavoro e impegno sono necessari oggi come in passato quando l’associazione è stata fondata dall’ing. Scupola e da tanti altri cittadini, indipendentemente dal colore politico di appartenenza. Sono fermamente convinto che se l’avv. Remigi avesse in mente eventuali candidature (cosa che comunque potrebbe essere una sua legittima aspirazione), al fine di evitare speculazioni non esiterebbe a dimettersi dalla carica di presidente. Mantenere quella carica sarebbe si legittimo ma sarebbe anche oltremodo inopportuno e credo anche controproducente. Questo è il mio punto di vista che rappresenta ciò che farei io, ma che non è detto rappresenti un comportamento ideale per tutti. Ciò detto però, devo pur dire anche, che non ho capito la risposta (Anna Laura ha risposto all’art. il 04.01.2010) che la stessa Anna Laura dà al sedicente elettore di “UNA SPECCHIA” che è UNO, e non sappiamo se appartenente o meno veramente al gruppo “UNA SPECCHIA”. Non discuto sulla prima parte della risposta, mi lascia perplesso invece la seconda parte, laddove si scrive “vedete qual’è la differenza tra me e i componenti di UNA SPECCHIA ….” Ed ancora “vi sta ribollendo il sangue ….. calmatevi ………” L’avv. Remigi per rispondere ad un utente anonimo del suo blog, generalizza,al plurale, dando per certo che quell’elettore sia di UNA SPECCHIA e comunque che i componenti di UNA SPECCHIA non si sa per quale recondito motivo dovrebbero avercela con lei. Sparare nel mucchio, qualora si mirasse al mucchio giusto, è sempre azione azzardata e pericolosa; lo diventa ancor di più quando lo scrittore anonimo potrebbe essere di UNA SPECCHIA, di AMO SPECCHIA, un proprio parente cosi come un lettore occasionale del blog. Ecco perché chi scrive o parla deve presentarsi con nome e cognome, deve metterci la faccia ed avere il coraggio delle proprie idee ed azioni. Tale mio convincimento è stato rafforzato nel prosieguo della lettura del blog medesimo. Difatti dopo la lettura dell’intervento (sempre anonimo) di “Spacchiamo le barriere! ……. 17.11.2009” con il quale si muovono taluni appunti alla responsabile ed ai vari “discutibili opinionisti” del blog, è seguita la risposta dell’avv. Remigi “Anna Laura ha risposto all’art. il 17.11.2009” che fondamentalmente dà ragione a quanto da me prima affermato.
L’avv. Remigi rivolgendosi a “Spacchiamo le barriere! scrive: “SE ALMENO AVESSI IL CORAGGIO DI DIRE APERTAMENTE CHI SEI PROBABILMENTE LE TUE DOGLIANZE AVREBBERO UNA LORO GIUSTIFICAZIONE E FORSE ANCHE UNA CREDIBILITÀ.” ed ancora “QUANDO AVRAI IL CORAGGIO DI DIRE QUELLO CHE PENSI METTENDOCI LA FACCIA ………”, dopo tali considerazioni, che io condivido in toto, non pensa l’avv. Remigi che le stesse cose potrebbero dirsi a tutti coloro che spesso dicono cose inesatte SENZA AVERE IL CORAGGIO DI METTERCI LA FACCIA e dare alle loro affermazioni UNA GIUSTIFICAZIONE E FORSE ANCHE UNA CREDIBILITA’?
L’avv. Remigi scrive “vi sta ribollendo il sangue …… calma …”. Perché ai componenti di UNA SPECCHIA dovrebbe ribollire il sangue? Forse perché si piantono alberi o forse perché si puliscono angoli del territorio comunale? Se ciò è la causa del “ribollimento” ben venga, l’importante è che gli alberi si piantino nel posto giusto e secondo un progetto concordato con l’Amministrazione Comunale.
La realizzazione di aree verdi non nasce dall’improvvisazione di gente di buona volontà ma è frutto di un lavoro di sintesi tra chi conosce l’ambiente, i fruitori ed utilizzatori degli spazi, ponendo attenzione alla tipologia delle essenze da mettere a dimora, alle caratteristiche delle alberature, alle limitazioni dovute alle alberature stesse e alle strutture ad esse adiacenti. Spesso la non conoscenza di certi parametri o l’improvvisazione porta a vedere rami che entrano nei fabbricati, radici che ostruiscono fogne, manti stradali distrutti, recinzioni divelte, piante messe sotto al marciapiede con pericolo per la circolazione stradale, ecc.
Quanto detto si evita con un minimo di competenza e con un minimo di progettualità.

Auguri a Tutti

Antonio Biasco

 
     
 

Fonte Notizia: Antonio Biasco
 

Data: 10/01/2010;      Notizia Letta: 2418 volte.

 
 

 

 
     

 

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