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GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE 2009

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE 2009

 
 

Tutte diverse, tutte uguali ''Parliamone, scriviamone, urliamo, ma questa vergogna, questo orrore, deve finire''.

 
     
 

Clicca per ingrandireLa Giornata venne istituita con la risoluzione 54/134 dell’Onu nel 1999, invitando governi, organizzazioni governative e non governative, media e società civile a sensibilizzare sulla violenza di genere le società. In particolare, è stato scelto il 25 novembre poiché è la data in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo.Tale data è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne.

Ho atteso invano un volantino,un manifesto,un intervento pubblico di una delle donne impegnate nella politica qui a Specchia, da parte di una delle associazioni culturali presenti, da una delle segreterie di partito presenti e che in questi giorni sono in aumento in vista delle prossime elezioni regionali,in un blog …… Attesa vana nulla di tutto questo !!!!

Ricordo che lo scorso hanno la nostra commissione pubblicò un numero straordinario del giornale “ADESSO IO” sull’argomento,giornale che fu consegnato nelle scuole e fra la gente di Specchia per mettere in rilievo l’argomento, io stessa ho più volte e in più occasioni denunciato la violenza contro le donne, argomento purtroppo attuale anche in considerazione dei fatti che la cronaca quasi quotidianamente ci porta all’attenzione.

Si parte dalle violenze più piccole, da quelle che ti dicono per strada, a quelle peggiori, molestie aggressioni omicidi. E credo che ogni donna abbia provato quella sensazione di paralisi dalla violenza del condizionamento, per cui alle donne viene sempre chiesto tutto, di fare fatica, di dare di più, di sentirsi in colpa se la cena è sempre uguale, se sono tre chili più pesanti.

La violenza contro le donne è un fenomeno che assume ormai i connotati di una vera e propria emergenza nazionale e internazionale , costituendo la prima causa di morte per le donne e le giovani donne. Come ha registrato una recente ricerca dell'Istat, infatti, sono 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni ad avere subito, nel nostro Paese, violenza sessuale o fisica nel corso della vita, pari a una donna su tre. Di queste, 5 milioni hanno subito violenza sessuale, 1 milione ha subito stupri o tentati stupri. La violenza di genere è soprattutto domestica e avviene ad opera di familiari e conviventi.

Ma certo quella che accade casualmente in strada ad opera di sconosciuti non è meno drammatica. C'è un grande problema di sicurezza nelle città per le donne, che riguarda le periferie isolate e buie, la mancanza di servizi e strumenti adeguati al contrasto tempestivo, la carenza di strutture per il sostegno e la prevenzione.

Ritengo doveroso ancora una volta riprendere la questione della violenza,per dire che noi donne dobbiamo denunciare la deriva autoritaria delle nostre istituzioni che ha come bersaglio principale noi e i nostri bisogni di libertà e rappresentanza specie nelle istituzioni.

Dobbiamo denunciare i fatti che avvengono nel luogo “privilegiato” della violenza: la famiglia ,dove si consuma la percentuale più alta delle violenze sulle donne, e poi nei luoghi di lavoro, dove precarietà, bassi salari, mobbing, licenziamenti, sono il frutto perverso dei provvedimenti governativi per “risanare” l’economia in crisi, smantellando lo stato sociale (asili,scuole, consultori, sanità pubblica …) e cercando di fare arretrare le donne verso l’antico ruolo tradizionale di mogli e madri, inabilitate a esprimere la propria soggettività e la radicalità delle proprie differenze, costringendole di fatto a rinunciare ad un’indipendenza economica che è il primo strumento per uscire dalla violenza.

Dobbiamo dire NO alla violenza, e vogliamo che a prendere la parola pubblica sia il desiderio delle donne-reali, non in contrapposizione agli uomini o ad altre donne, ma in relazione con gli altri.

“Le violenze sulle donne non possono essere tollerate, in nessuna forma, nessun contesto e nessuna circostanza, da nessun leader o da nessun governo’’ (il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon).

 
     
 

Fonte Notizia: Carolina Giorno –Amo Specchia-
 

Data: 27/11/2009;      Notizia Letta: 2335 volte.

 
 

 

 
     

 

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