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TRICASE: NEI GUAI IL FONDATORE DEL GRUPPO CALZATURIERO E IL FIGLIO

 

Dalla rubrica "Cronaca" di www.Specchia.it

 
 

TRICASE: NEI GUAI IL FONDATORE DEL GRUPPO CALZATURIERO E IL FIGLIO

 
 

Usato come nuovo? Adelchi a giudizio per truffa

 
     
 

Clicca per ingrandireL’accusa di truffa con i contributi pubblici trascina sotto processo l’imprenditore Adelchi Sergio, legale rappresentante della «Nuova Adelchi spa» di Tricase. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Nicola Lariccia che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marco d’Agostino. Insieme con il titolare del gruppo calzaturiero, il prossimo 11 gennaio comparirà davanti ai giudici anche il figlio Luca Luigi Sergio. L’inchiesta, nel corso della quale è scattato anche il sequestro dei macchinari, riguarda il finanziamento da 3 milioni e 50mila euro riconosciuto con i fondi della 488 per l’acquisto di macchinari industriali della Selcom.

Dell’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato dovrà difendersi Luca Luigi Sergio (legale rappresentante della Selcom) che – secondo quanto contestato dalla Procura – avrebbe prodotto fatture relative a macchinari privi del requisito «nuovo di fabbrica», richiesto invece per la concessione del contributo.

Padre e figlio rispondono di malversazione a danno dello Stato. I finanziamenti pubblici sarebbero dovuti servire per la realizzazione di un nuovo impianto situato a Tricase per la fabbricazione di parti ed accessori per calzature non in gomma. I macchinari, acquistati con i soldi pubblici, prima di essere ceduti alla Nuova Adelchi, sarebbero stati temporaneamente esportati.

Sarebbero stati ceduti in prestito d’uso gratuito ad imprese situate in Albania («Berttoni Shpk», «Donianna Shpk» e «Green Shoe hpk»), in Romania (S.C. «Montana S.A.» ) e in Bulgaria («Oraden srl»). In questa maniera non avrebbero rispettato l’obbligo esplicito di non distogliere dall’uso i beni oggetto del finanziamento per almeno cinque anni dalla data di entrata in funzione dell’i m p i a n t o.

Ma nei guai sono finiti anche due funzionari del ministero dell’Industria. A Vittorio Scagliarini e a Carmela Serini, entrambi baresi, si contesta il reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Nelle rispettive qualità di presidente e componente della commissione che avrebbe dovuto accertare il rispetto dei requisiti, avrebbero attestato che i macchinari «nuovi all’atto dell’acquisto» si trovavano nell’impianto della Selcom. Le indagini, invece, hanno accertato che i macchinari erano già stati ceduti ad aziende operanti in Albania.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, Giuseppe Russo, Giulio De Simone e Michele Laforgia.

 
     
 

Fonte Notizia: Gazzetta del Mezzogiorno
 

Data: 12/10/2007;      Notizia Letta: 3080 volte.

 
 

 

 
     

 

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