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LETTERA APERTA DI ROBERTO MUSIO - VICEPRESIDENTE DELL’UNIONE DEI COMUNI ''TERRA DI LEUCA BIS''

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

LETTERA APERTA DI ROBERTO MUSIO - VICEPRESIDENTE DELL’UNIONE DEI COMUNI ''TERRA DI LEUCA BIS''

 
 

Problemi socio–economici.Richiesta di interventi.

 
     
 

Clicca per ingrandireAscoltando quotidianamente le esigenze della gente, e con loro convivendone i disagi, si sono voluti partecipare, con la nota del 27/04/2007 a firma del vice presidente dell’Unione Roberto Musio (allegata alla presente), alcune problematiche alle massime Autorità di Governo (Presidente del Consiglio e Ministro delle Finanze), affinché possano essere adottati interventi urgenti in favore di chi vive in difficoltà.

Sono state evidenziate le “incongruenze” che, oggi più di ieri, la gente nota, in particolare il contrasto tra il comune affanno alla sopravvivenza di molti e tra i privilegi riconosciuti a quelle stesse persone che sono, spesso, chiamate ad imporre agli altri ulteriori sacrifici.
Per questo si è rappresentata la necessità di restituire ai Cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti parlamentari e di operare dei tagli sugli incarichi “ad personam” nella P.A. che a volte costano, singolarmente, centinaia di mila euro all’anno, in un mondo costretto, anche per “giustizia” fiscale, a perseguire chi, ad esempio, è costretto a lavorare in “nero”, percependo 20 euro al giorno per mangiare.

Si è chiesto, insomma, che la politica diventi meta di minori privilegi, in tutti i sensi, pur ritenendo giusto che chi fa politica, in favore della collettività, ha bisogno di tutta la serenità possibile, anche economica, ma senza esagerare rispetto al contesto economico, ricordando che molta gente che ha bisogno è costretta, come sempre, a fare “lunghe file” e a pagare per ottenere servizi essenziali.
Si è rappresentata l’urgenza con cui intervenire per capire quali siano state le cause che, con l’introduzione dell’Euro, hanno fatto impoverire gran parte della Nazione e, una volta individuate le stesse, cercare di trovare soluzioni per ristabilire la situazione precedente, verificando eventuali speculazioni.

La situazione che si è creata ha messo in ginocchio le categorie più deboli, dai disoccupati ai pensionati, ai precari, ai dipendenti ed anche a molti artigiani e commercianti onesti, che hanno perso una grande fetta di potenziali clienti.
Si è chiesto, al riguardo, di verificare come mai, con l’introduzione dell’Euro, siano aumentati, pure, i prezzi di molti prodotti o servizi considerati “statali”, come la benzina, i valori bollati, i servizi postali.
Si è invitato il Governo ad operare congiuntamente, nell’azione di repressione del lavoro nero, un’azione per la promozione di quello “bianco” e, nell’attività di controllo di evasione fiscale, quella di offrire ai Cittadini onesti la possibilità di poter fronteggiare la insostenibile concorrenza di alcuni paesi extra-comunitari.

Si è voluto, infine, invitare il Governo a mettere in atto, e con assoluta urgenza, azioni per eliminare il fenomeno delle “lotterie istantanee” rimproverando, allo stesso Governo, la scandalosa iniziativa di attivare un “gratta e vinci” da 10 euro!
Riguardo a questi tipi di giocate si è segnalato che, la loro sproporzionata diffusione (anche a causa di notizie “enfatizzanti”, di vincite clamorose spesso apparse sui giornali), ha generato questo grande fenomeno negativo che può fare trasformare, in molti casi, l’azione del gioco in una grave patologia “collettiva”: quella del gioco ossessivo-compulsivo.

Si è chiesto, al Ministro delle Finanze, alla luce dell’attuale particolare situazione sociale, di eliminare queste formule di “gettito fiscale” o, quanto meno, di ridurre i costi delle giocate che non possono, comunque, superare i limiti della “popolarità”, unico elemento che potrebbe giustificare queste lotterie.
In ogni caso, è stato rivolto un invito al Governo per rendere più trasparenti e chiare le condizioni ai giocatori, affinché possa esistere una maggiore consapevolezza che è molto più facile perdere che vincere, senza creare “false aspettative”

Abbiamo deciso di sollecitare questi interventi perché la gente, anche tramite le piccole Istituzioni, possa reperire dei riferimenti per continuare a “credere” e a “sperare”.
Naturalmente, dal nostro piccolo, ci attendiamo dei riscontri su ciò che, modestamente, ci siamo permessi di rilevare, semplicemente in base a quanto manifestato, quotidianamente, dalla gente.
Quella stessa che, purtroppo, tende ad allontanarsi sempre più dalla politica e dalle stesse Istituzioni per colpa di tutti noi quando, pur essendo chiamati ad interpretare e a soddisfare le più importanti esigenze collettive, finiamo per ignorarle.


Specchia, 27 Aprile 2007

On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Romano Prodi
Palazzo Chigi
00100- ROMA


On.le Ministro dell’ Economia e Finanze
Prof. Tommaso Padoa Schioppa
Protocollo 124/07 Presso Ministero delle Finanze
00100 - ROMA

Nota anticipata a mezzo fax


Oggetto: Problemi socio – economici. Richiesta di interventi.

Illustrissimo Signor Presidente e Illustrissimo Signor Ministro,

con la presente, si desidera sottoporre alla Vostra autorevolissima attenzione il grande disagio, di cui siamo testimoni giornalieri, di molti Cittadini che vivono in situazioni economiche al “limite della sopravvivenza”.
Ci rivolgiamo alle massime Autorità di Governo perché, purtroppo, non sempre si riescono a cogliere tutte le esigenze dei Cittadini e ad interpretare tutti gli interventi necessari per rendere l’Italia un paese più giusto.
La Politica, affinché il Cittadino possa riavvicinarsi alle Istituzioni, dovrebbe adoperarsi per “rimuovere” i privilegi dei “pochi”, guarda caso degli stessi chiamati a imporre gli altrui sacrifici.
La gente ha bisogno di una vera iniezione di fiducia e deve essere la politica a doverla dare.
Una nuova legge elettorale, Signor Presidente, ha stravolto le decisioni dei Cittadini, lasciando in mano ai “generali” dei partiti la scelta dei candidati, alcuni già eletti per calcolo, prima ancora del voto!
E, la garanzia di dover assicurare un posto in parlamento ai “gerarchi” di partito, a prescindere di quello che è stato o che sarà il loro impegno personale per il paese, non lascia spazio a quella forma di sana competitività tra la forze in campo, basata sulla scelta più giusta “ dell’ Uomo” che deve rappresentare chi lo elegge e che deve essere scelto dal popolo, non dal singolo partito.
Perché sono gli Uomini a fare migliori i partiti e mai viceversa.
Non crediamo che sia questione di “colori” politici, perché quella stessa legge voluta da un Governo precedente, continua a regnare in quello attuale, che tra i primi obbiettivi segnati nel programma presentato alla gente, prevedeva proprio la modifica della legge elettorale.
Intanto, le piccole Amministrazioni non riescono più a sostenere i propri fabbisogni e a garantire le esigenze degli amministrati, per farlo sono necessarie nuove imposizioni tributarie, colpa di una politica che ha demandato, nel corso degli anni, diverse competenze a Regioni e Provincie che agiscono, nelle diverse aree del paese, con metodi e criteri diversi, l’una dall’altra, scaricandone gli effetti sull’utente finale: il Cittadino.
E siamo noi, a piccoli o grandi livelli, che quando amministriamo corriamo il rischio di non accorgerci di un determinato problema perché, evidentemente, come “singoli” non lo subiamo, non ci coinvolge direttamente.
Si pensi, ad esempio, come il problema delle pensioni, alla cui soluzione sono chiamati parlamentari che finiscono per appartenere ad un inspiegabile sistema di privilegi (vitalizi ed altro…- in contrasto con le aumentate esigenze della povera gente, costretta sempre a fare lunghe file e a volte a pagare servizi essenziali), venga gestito da chi, in fondo, non sarà interessato o lo sarà molto relativamente, come “normale Cittadino”, dagli effetti di ciò che andrà a determinare.
Cosa potrà cambiare, in questo caso, per chi dovrà decidere se un operaio o un commerciante andrà in pensione a 70 anni anziché a 65 e se la corrispondente pensione sarà di 500 anziché 600 euro mensili?
Intanto, nessuno riesce a smantellare quei sistemi di incarichi “manageriali” nella Pubblica Amministrazione, affidati “ad personam” e remunerati con una altissima percentuale dello stesso bilancio che sono chiamati molto spesso a “sistemare” o a migliorare.
Tutte queste “riconoscenze” costano, e i costi ricadono sui quei i benefici che dovrebbero ritornare dai servizi forniti, da quel determinato ente, in favore della collettività.
Ecco perché esiste nel nostro sistema, per esempio, chi può percepire 500 mila euro all’anno e chi 20 euro al giorno lavorando in nero o inventandosi qualcosa per vivere.
Il secondo è considerato un fuorilegge, perché lavora per i “suoi interessi”, il primo un manager che cura gli interessi “degli altri”.
La gente si allontana dalla politica, a tutti i livelli, perché non ha più fiducia, si sente sempre meno rappresentata e, difficilmente, riuscirà ad individuare in un qualsiasi stemma politico, di destra di sinistra o di centro, un emblema che possa restituire un senso di fiducia per il futuro, perché non è più una questione di partiti…
Non riteniamo giusto fare passare inosservato questo segnale, per quanto sicuramente Vi sarà già noto quanto detto e quanto diremo, anche a costo di rimanere ignorati, cosa che non ci auguriamo e che non ci aspettiamo.
Le nostre considerazioni, lungi dall’essere mero atto di critica nei confronti del Vostro Governo anzi, speriamo possano diventare una valida occasione perché la parte “più alta” del Governo nazionale riesca ad ascoltare i “sussuri” che, modestamente, partono da una delle Istituzioni “più piccole” (ma non meno importante) del nostro Ordinamento,
Per restituire fiducia basterebbe poco, probabilmente dei segnali chiari in cui si dimostri che tutta la politica italiana, scelga di dedicarsi ai problemi di chi amministra per passione.
Per sondare questa passione politica occorrerebbe, sicuramente, rendere questa attività meta di minori privilegi esclusivi (il riferimento principale è a tutti i benefit previsti, anche al di fuori dell’attività istituzionale) e di maggiori obblighi partecipativi alla vita che si sceglie di fare, naturalmente avendo tutte le garanzie e la giusta serenità, anche economica, che sono necessarie ma senza esagerare rispetto agli amministrati.
Solo in questo modo la classe dirigente potrebbe risultare più credibile, quando è costretta a dover chiedere sacrifici ai comuni Cittadini che governa e, probabilmente, più consapevole delle necessità degli stessi.
Tra i compiti di un Amministratore, anche piccolissimo come chi scrive, deve per forza esserci quello di evidenziare e, magari, di sollecitare, ai livelli più alti, la necessità di eseguire interventi urgenti che, ragionevolmente, appaiono necessari per ridare giustizia e serenità alla nostra popolazione.
Ecco perché, altro importante argomento, visto che il precedente Governo per una intera legislatura non si è accorto che, in coincidenza dell’introduzione dell’Euro, gran parte della popolazione si è impoverita, ci diventa quasi inevitabile chiederci come mai neanche questo Governo si ponga il problema di cosa sia potuto succedere con l’ingresso della moneta unica.
Eppure, ancora oggi si ritiene possibile poter individuare alcuni prodotti o servizi che hanno visto lievitare il loro prezzo con il semplice cambio di moneta ed analizzare le cause giustificative, ammesso che siano tali, che hanno provocato questi “aumenti” di prezzo.
Potrebbe bastare al riguardo un semplice raffronto dei prezzi di servizi o prodotti, prima e dopo “l’euro”, con riviste specializzate o con i dati in possesso degli Istituti di statistica.
Senza naturalmente trascurare il raffronto del costo delle marche da bollo, delle spese postali, del carburante ecc., tutti prodotti o servizi, in qualche modo, considerati “statali”.
Ai Cittadini, in fondo, era stato spiegato che, per un corretto “utilizzo” dell’euro, sarebbe bastato dividere il valore in lire per “1936,27” ed avrebbero ottenuto l’esatto equivalente! Questa regola è continuata a valere quasi esclusivamente per pensioni e stipendi.
Signor Ministro, per molta gente la vita è diventata insostenibile e da qualche anno, in questo modo, sono drasticamente cambiati, in peggio, i progetti di molte famiglie italiane, a gente comune come noi è stato insegnato, nei modesti studi di economia, che a fronte di qualcuno che perde c’è sempre qualcuno che guadagna.

Possibile che nessuno abbia quella curiosità di scoprire, e indicare alla gran parte dei Cittadini italiani (quella che ha perso, per intenderci), gli estremi di chi alla fine ci ha “guadagnato”, se proprio non possiamo dire speculato?

Un Governo attento e sensibile, come riteniamo quello a cui ci rivolgiamo, non può non riconoscere questa triste realtà.

Quella di molti Cittadini, primi fra tutti disoccupati, precari, pensionati, lavoratori dipendenti, soprattutto monoreddito, ma anche di molti piccoli professionisti, artigiani e commercianti costretti a “chiudere”.

Probabilmente, un’azione incisiva per capire cosa sia veramente successo in concomitanza dell’entrata in vigore della moneta unica, e per colpa di chi, potrebbe consentire degli interventi rapidi, pur nella comune consapevolezza di essere in “libero mercato”.

Lavorare, per cercare di ristabilire la situazione “quo ante” è sicuramente difficile ma è un tentativo che si dovrebbe fare necessariamente, perché nessuna azione “una tantum” basterebbe per ristabilire un, seppur modesto, potere d’acquisto nei confronti di chi oggi è in difficoltà.

Questo consentirebbe, oltretutto, una ripresa di quei settori artigianali, industriali e commerciali, anche loro oggi in crisi, che trovavano tra i loro clienti più importanti proprio quei Cittadini oggi impossibilitati a fare acquisti.

La povertà, porta altri disagi.

La povertà, spinge la gente a percorrere altre strade molto spesso non lecite ma che, nella disperazione, finiscono per essere considerate quasi giustificate, per la sopravvivenza, da chi le mette in atto.

Noi non vogliamo ciò.

Noi abbiamo il dovere di sostenere la nostra gente, e dobbiamo farlo per quella scelta che ogni amministratore, a qualsiasi livello, ha deciso autonomamente di fare.

Ecco perché battersi in prima persona, affinché le cose possano cambiare a tutela di tutti e, principalmente, del mondo giovanile, che non attraversa un momento felice, a cui i genitori riescono sempre meno a programmare un futuro fatto di speranza.

Vogliamo e dobbiamo essere rappresentanti di uno Stato che deve garantire il rispetto delle Leggi e che sappia offrire opportune garanzie per tale rispetto.

Uno Stato che deve combattere il lavoro “nero”, ma che abbia anche il dovere di poter garantire quello “bianco”.

L’azione di repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale dovrebbe, sempre a nostro modesto giudizio, essere accompagnata da forme di garanzia nei confronti del cittadino onesto che, dopo avere assolto il proprio dovere, deve fronteggiare la insostenibile concorrenza di alcuni paesi extra-comunitari.

Il nostro “carnet” di cose da portare alla Vostra autorevolissima attenzione è molto ampio ma desideriamo, oltre a quanto sin qui detto, parteciparVi soltanto un altro fenomeno, positivo per l’Erario, negativo per le tasche dei Cittadini più deboli: “Le lotterie istantanee”.

Di fronte ai problemi che, modestamente, ci siamo permessi di ricordare ci pare veramente strano che un Governo adotti l’introduzione di un “Gratta e Vinci” da 10 euro!

In questo mondo di crisi, anche a causa di una informazione enfatizzante di clamorose vincite in prima pagina, molta gente, proprio quella socialmente più debole, si lascia andare alla spasmodica ricerca di quella vincita clamorosa su di un grattino che, in alcuni casi e con molta prudenza, costa gran parte dell’intera giornata di lavoro.

Forse non era proprio questa l’Italia che tutti sognavamo.

In molti “angoli” ed in molti “posti”, si notano persone che, con molta probabilità, iniziano a beccarsi una malattia, perché, come potrebbe confermare l’On. Ministro della Salute, il fenomeno del gioco ossessivo-compulsivo è una grave patologia.

E’ una ricerca, in questo caso, del biglietto che deve cambiare la propria vita, che diventa ancora più affannosa quando nessuno, in maniera diversa (anche politica), riesce ad offrire serie opportunità per un miglioramento della stessa.

Signor Presidente e Signor Ministro, per cortesia, cerchiamo di frenare questo fenomeno che sta assumendo una forma, sia consentito il termine, “azzardosa” e non certamente quella di un gioco che dovrebbe essere “popolare”, in ogni senso.

Se per mere ragioni di “gettito fiscale”, non si dovesse ritenere saggio eliminare questa forme di lotteria, almeno si riduca l’importo del costo della giocata e, soprattutto, le false aspettative di chi “gratta”.

Vi preghiamo con tutta l’urgenza che il caso richiede di rendere più trasparenti le condizioni di vincita, facendo in modo che si spieghi ai contribuenti-giocatori che i Monopoli di Stato ogni “tot” milioni di euro introitati ne restituiscono, solamente, un determinato, altro, “tot”.

Ciò che ci permettiamo di suggerire, sempre se non si ritenga, come già chiesto, più ragionevole l'estromissione dal mercato di queste formule di gettito (che ribadiamo colpiscono sempre i più deboli), è la possibilità di trovare il modo di spiegare, in maniera chiara quante possibilità ci sono di vincere in relazione alla più probabile condizione di perdere o di non vincere.

Sperando di avere usato la nostra funzione nell’interesse collettivo, confidiamo sulla Vostra autorevolissima attenzione e, nella speranza di trovare molti punti di condivisione , restiamo in attesa di conoscere il Vostro pensiero e le Vostre auspicabili determinazioni, nell’interesse di tutto il nostro paese.
Distinti Ossequi.

Unione Dei Comuni -Terra di Leuca “Bis”
Il Vice-Presidente
Roberto Musio

 
     
 

Fonte Notizia: Roberto Musio
 

Data: 09/05/2007;      Notizia Letta: 3937 volte.

 
 

 

 
     

 

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