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LUIGI DE GIOVANNI "BEYOND THE LINE"

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

LUIGI DE GIOVANNI "BEYOND THE LINE"

 
 

Dal sei all’undici ottobre 2006 presso il lido viale Poetto 41 a Cagliari

 
     
 

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lido viale Poetto (00)
La galleria “La Bacheca”, sulla scena artistica Cagliaritana da oltre 30 anni, presenta in questa fiera un gruppo d’artisti, che apparentemente non sono collegati stilisticamente ma perseguono un comune obiettivo di ricerca e sperimentazione.
In questa manifestazione i suoi obiettivi sono quelli di dare al pubblico uno spaccato della sua vitalità, infatti abitualmente segue artisti consolidati a livello nazionale ed internazionale, ma particolare cura dedica anche alla promozione dei giovani.

lido viale Poetto (01)
Le opere che presenta al SAF vanno dalle elaborazioni fotografiche, del giovanissimo Gabriele Pais, agli acquerelli di Maria Caboni, all’informale di Luigi De Giovanni e Gemma Tardini, ai frammenti ricomposti dei codici a barre o di terre di Chiara Demelio e Marta Fontana, all’espressionismo di Polese e Cerulla.
Gli artisti presentati provengono da percorsi diversi, la Demelio e De Giovanni sono entrambi diplomati all’Accademia Di Belle Arti in Scenografia; Pais ha appena terminato il corso di studio al Liceo Artistico, Tardini ha seguito corsi d’arte tenuti da ottimi artisti locali. Fontana ha il Diploma Superiore d’Arte presso l’ISIA, Caboni diplomata al Liceo Artistico e laureata in Lettere. Diplomata al Liceo Artistico La Polese che opera con Cerulla.


Artisti:

Cabina N°15 LUIGI DE GIOVANNI - BEYOND THE LINE
La cabina del Lido è un deposito di poche cose, pone dei limiti spaziali, ma l’artista la decostruisce e ricostruisce per far sì che il suo spazio venga allargato all’infinito.
La linea fisica dell’orizzonte è nei muri che chiudono, inglobano e tolgono l’aria.
lido viale Poetto (02)
Osservando le sette opere esposte, dell’artista Luigi De Giovanni, l’orizzonte si allarga all’infinito: “Beyond the line”. E’ l’orizzonte metafisico che contempla l’animo dell’uomo, con le sue debolezze, le sue angosce, le sue violenze.
Le opere, tecniche miste, una su tela e sei su carta, parlano con i colori e i materiali usati.
I rossi sono delle ferite che sanguinano, i neri sono angosce che attanagliano l’animo, le garze cercano di tamponare le ferite e danno forma a libri che raccolgono il dolore del vivere.
Grovigli, sempre di garze e colore, descrivono pensieri e azioni non più chiare ma offuscate dalla sete di potere.
lido viale Poetto (03)
Con questi simboli l’artista cerca di tamponare i fiotti di sangue che i più deboli versano per l’arroganza dei più forti.
Tutto parla. I frammenti di jeans raccontano i sogni, del mitico sessantotto, infranti in un tradimento generazionale. Le parole disegnate (caos, morte, guerra, aiuto) sono emblema dell’autodistruzione dell’uomo che ha perso il senso della vita e della misura. Dei pertugi di speranza si ritrovano nei verdi ma sono così chiusi da simboli aggressivi che la fanno apparire lontanissima.
“Beyond the line”, oltre l’orizzonte, sensibilità dell’artista che avverte e descrive le angosce proprie e del nostro tempo. In queste opere c’è un ritrovarsi nel caos degli eventi, delle guerre, della morte, dell’inquinamento insensato, sordi agli urli muti di una terra in distruzione. Federica Murgia


lido viale Poetto (04)
Cabina N° 16 MARIA CABONI IN PRIMIS
Il blu: una serata elegante, la serenità, il cielo e la sua altezza indefinita; il rosso: la vita, il sangue, la sofferenza, la passione, l’amore; il giallo: la luce, la speranza, l’Utopia, ma anche la pazzia, quando tende al verdastro.
I colori possono essere tante cose, per ognuno qualcosa di variabile, delle sensazioni, dei ricordi; si possono associare al nome delle persone: Laura e Caterina sono rosse, Maria forse bianca.
Qui prevalgono i colori primari, l’origine da cui partire per creare tutti gli altri, i primi imparati a scuola.
L’inchiostro di china, antico amore, per rifondare le radici, facendo germogliare con l’acquerello, tra gli alberi in cui scorre linfa nuova, entità ancora in nuce.
Anche le forme sono vitali: sono gocce di sangue, chicchi, semi; sono organiche:

lido viale Poetto (05)
si uniscono, avvicinano, sovrappongono o fondono, lunghe o brevi, curve o spigolose, appuntite.
Atomi e molecole si stringono per una compatta identità; la stessa, forse, che raccoglie in sé le energie, per poi sprigionarne di nuove e gioiose.
E così, Libero, scorre il colore. Come figura di ciò che di primaria importanza deve essere, per ogni uomo, individuo, nella sua libertà di unicità diversa. Maria Caboni
Singole opere.
Opera in blu
Opera in rosso
Opera in giallo
Radici, alberi, germogli
Senza titolo – Compatto
Entità centripeta gioiosa
Libero


lido viale Poetto (13)
Tre Artiste insieme
Cabina N° 3 CHIARA DEMELIO - CHIARA DEMELIO S.P.A.
Tra le incessanti trasformazioni in atto nel nostro pianeta, anche la natura ha un piano rilevante: accade che anche i frutti, i fiori e i sementi spontanei vengono rimaneggiati da sapienti costruttori di nuovi mondi.
La riflessione nasce dai 'semplici' fiori di campo della Sardegna immaginando che anche loro potrebbero essere deviati geneticamente, in un prossimo futuro, anzi , a quanto pare, ciò è già realtà.

lido viale Poetto (12)
Ho simulato di essere una multinazionale, “CHIARA DEMELIO S.P.A.”, che propone sul mercato dei fiori di campo modificati. (Tra breve saranno in mostra i nuovi prodotti floreali che la mia azienda distribuirà sul mercato dal 3 Novembre al 16 Novembre farò una mostra personale al Palazzo Ducale a Sassari). Ovviamente si tratta di un falso, ma vuole essere una riflessione sulla trasformazione genetica attualmente in corso e alla mercificazione della stessa.
Ho acquisito dei codici a barre reali da una società di prodotti biologici, ed ho elaborato delle fotografie, scattate da me, col digitale per poi passare alla pittura ad olio. Chiara Demelio

lido viale Poetto (06)Cabina N° 3 - MARTA FONTANA PAROLEPRIME
Il dittico avvicina ed esplora la fisicità della parola scritta, percepita come ordine preciso di segni che, attraverso un codice linguistico, sono medium di significato e particella comunicativa. In questa ricerca ho abbandonato il segno istintivo inciso nella terra, teso alla comunicazione, ma per molti versi indecifrabile perché non appartenente ad un codice condiviso. Ora il segno è lettera e le esplorazioni seguono le precise linee grafiche
lido viale Poetto 09)
del nostro alfabeto di caratteri. La parola è osservata come contenitore di significato, ma è ancora lungo le pareti del contenitore che si perde lo sguardo, affascinato e “dis-tratto” dalle linee, dalle forme, dalle successioni di segni diversi e uguali, dalle textures che i segni compongono al di là del loro significato. La parola è “vista”, più che letta e decifrata, è materia essa stessa, è materia di costruzione che ancora non vuole soggiacere alla sua codificata capacità di significato perché è inebriata di fisicità e di gioco… un gioco che non fugge dall’ordine del codice, anzi ne prova il piacere.

lido viale Poetto (07)
É il piacere dei primi passi, o primi sguardi, nelle sfumature della differenziazione, della definizione, in un linguaggio condiviso che potrà veicolare la lettura del mondo, ancora così “nuovo”, la sua stessa percezione e conoscenza.
Ecco che ancora tanto è il fascino suscitato dalla materia del segno, dal pigmento nero, quel nero che cela in sé gli echi della terra nera, caos in cui si sono lasciate le prime impronte…
Titolo opera: Paroleprime
Anno: 2006
Misure: dittico, ciascun pannello misura cm 64 x cm 88
Tecnica: acrilico, china, grafite, collage, typewriting, terre naturali su supporto di legno. Marta Fontana

Cabina N° 3 - GEMMA TARDINI lido viale Poetto (11) Fiori e non solo
Quadri e non solo, infatti, i ricchi fiori di un rampicante sono piccole sculture che parlano raccontando la forza dell’esistere, sino a quando un soffio di vento non porterà via i petali.
Sono fiori, di tessuto leggero, rampicanti che si abbarbicano al muro di tela per vivere una vita, purtroppo, difficile. Sono fiori, figli della terra, coltivati, curati, amati: uccisi con violente forbiciate.

lido viale Poetto (14)
Sono la metafora dell’uomo che alleva i suoi figli per mandarli alle guerre, per farli morire con l’inquinamento del consumismo e dell’egoismo.
Tutto deve essere fatto con cura ma i fiori messi in ordine perfetto, innaturale, si ribellano e lasciano cadere i loro petali dissidenti: creativi e… di morte.
La Tardini usa pochi colori in queste pittosculture serene all’apparenza. E’ osservando con attenzione che si scopre la drammaticità dell’esistere su questa terra impazzita. Federica Murgia

Cabina N° 347 GABRIELE PAIS
lido viale Poetto (10)
Ritrovandolo ancora molto giovane dopo le esperienze del 2004 a Casa Olla (Quartu S.Elena) assieme ad Alberto Marci, Michel Chevalier (attualmente a Firenze e prossimamente a Madrid) e la giovane Milena Mudu, con lavori polimaterici ma sempre molto grafici e quasi neo-pop, ora invece ci spiazza con opere più sul concettuale, apparentemente mistico-esistenziali.
L’elemento a croce dei nudi contrapposti è più sacro che profano, più puro che erotico, più simbolico che inconscio. Esplicito in apparenza.
I piedi, come gli altri lavori esposti, richiamano una rilettura in chiave privata di alcune iconografie sacre. Prima o dopo l’abluzione?
Invece l’opera: “Autoritratto (l’impiccato)” che si potrebbe leggere come un riferimento al suicidio di Van Gogh, anche per le spropositate dimensioni con sviluppo verticale non è un’opera autobiografica, ovviamente, ma rivelatrice del pericolo del suicidio dell’arte contemporanea.
Una sorta di definitiva implosione espressiva. Ottobre 2006 Antonio Mallus

Cabina N°36 STEFANIA POLESE - FEDERICO CERULLA
“A DUE MANI” Intervento pittorico ed installazione dei due artisti

 
     
 

Fonte Notizia: Federica Murgia
 

Data: 08/10/2006;      Notizia Letta: 2475 volte.

 
 

 

 
     

 

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