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ROSARIA RICCHIUTO PORTA IN SCENA AL TEATRO ROMANO DI LECCE L’ANTIGONE DI SOFOCLE NEL SEGNO DI CARMELO BENE

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

ROSARIA RICCHIUTO PORTA IN SCENA AL TEATRO ROMANO DI LECCE L’ANTIGONE DI SOFOCLE NEL SEGNO DI CARMELO BENE

 
 

Domenica 7 Giugno 2015 alle ore 21.00

 
     
 

Clicca per ingrandireDomenica 7 Giugno alle ore 21.00 presso il Teatro Romano di Lecce i giovani attori del Liceo Vigilo a conclusione del Laboratorio Teatrale Virgilio in Scena presentano una versione de l’Antigone di Sofocle ridotta e riveduta dalla regista Rosaria Ricchiuto.

Il laboratorio teatrale “Virgilio in scena” rappresenta uno spazio ormai irrinunciabile dell'offerta formativa del Liceo.

Quest’anno gli allievi, guidati da Rosaria Ricchiuto con la supervisione della docente referente del Progetto Teatro Gabriella Calogiuri, si sono cimentati con l’Antigone di Sofocle riformulato in 2 atti rispetto ai 5 dell'originale: una rappresentazione arricchita dai monologhi di Carmelo Bene e non solo.

La vicenda di Antigone si svolge a Tebe, all’indomani della morte di Eteocle e Polinice che, pur essendo fratelli si sono affrontati e uccisi in battaglia da nemici.

Creonte, il re, ordina che si lasci insepolto il traditore Polinice, ma Antigone, l’ indomita sorella, trasgredisce la disposizione regale per non contravvenire alle superiori leggi della coscienza e degli dei, pur consapevole che il suo gesto le costerà la vita.

L’Antigone è il dramma della pietà, della compassione e soprattutto del coraggio che infrange le convenzioni e le regole.

Ma è anche il dramma dell’odio fratricida e del delirio di onnipotenza proprio di ogni potere ottuso e autoreferenziato che si erge a giudice supremo di ogni agire ed essere.

E’ per questo che come ideale proemio della rappresentazione si è scelto un brano, breve ma significativo, da La masseria delle allodole di Antonia Arslàn, che racconta la tragedia degli armeni all’inizio del‘900.

Le fila del racconto sono tenute dagli interventi narrativi di un personaggio originariamente secondario nel dramma, l’indovino Tiresia (che nell’adattamento è una figura femminile).

Com'è ormai consuetudine del laboratorio, il tema del dramma diventa occasione per allargare la riflessione e investire di senso la nostra contemporaneità, anche mediante significative incursioni del nostro patrimonio culturale: una selezione di monologhi filosofici di Carmelo Bene tratti dal suo Manfred, alcuni brani di Tenco, Modugno e Capossela e brevi monologhi di donne coraggiose, di epoche e luoghi diversi, affidati, a conclusione dello spettacolo, all’interpretazione delle giovani attrici del laboratorio, che hanno voluto così sottolineare il valore universale del messaggio di Sofocle.
Ingresso ore 20.30 - Sipario ore 21.00 - Ingresso gratuito.

 
     
 

Fonte Notizia: Cesare Vernaleone
 

Data: 05/06/2015;      Notizia Letta: 1494 volte.

 
 

 

 
     

 

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