Tutte le Notizie dal 2011
Sport  

Visite dal 01-05-2001

 

 

Sponsor di Specchia.it

 

INCHIOSTRO DI PUGLIA PRESENTA ELISABETTA LIGUORI

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

INCHIOSTRO DI PUGLIA PRESENTA ELISABETTA LIGUORI

 
 

Tratto da Paese 7 – L’Informazione di Castellaneta

 
     
 

Clicca per ingrandire«Ogni terra ha le sue parole: specifiche, uniche, riconoscibili. Vive e si modifica attraverso quelle. Le parole ci sono tutte, ma bisogna saperle usare così che possano svelare un’identità fino in fondo. Quando l’inchiostro riesce a dare voce a una terra troppo spesso silente o silenziata, se riesce a farla diventare pagina e quindi fruibile, io sono felice. Ben venga un’iniziativa come quella di Inchiostro di Puglia, che ha scelto di attraversare la nostra regione, a bordo di poche parole sincere ed efficaci.» Elisabetta Liguori ha parole di elogio per “Inchiostro di Puglia”, il blog letterario dedicato alla nostra regione e nato dall’idea di tre castellanetani, Michele Galgano, Tiberio Ludovico e Marilia Fico, che, come ricorda anche la dott.ssa Liguori, «sta rapidamente diventando un cult per autoctoni, appassionati e curiosi. Per quelli che sono dovuti partire e per quanti hanno scelto di rimanere. Per chi si guarda indietro e per chi si guarda intorno.» Ogni settimana un autore diverso accompagna i lettori in un viaggio verso una città o un paese della Puglia, raccontati da immagini che accarezzano i cinque sensi: dalla pagina web emergono gli odori pungenti, i colori delle notti d’estate, il silenzio sconfinato delle campagne assolate, la finissima sabbia delle spiagge ma anche la miseria dei suoi grandi quartieri.

E questa settima, dopo i racconti con protagonisti Taranto, Castellaneta, Bari, Paduli e Ostuni, è toccato ad Elisabetta Liguori, di professione avvocato ma anche apprezzata scrittrice, condurre i lettori per le strade di Specchia attraverso lo sguardo di due bambini, impegnati nella scoperta, in giro per il paese, di elementi magici, paurosi, e perciò più attraenti, che serberanno fra i più bei ricordi della loro infanzia. Perché il merito di Inchiostro di Puglia è di abbracciare il «desiderio di capire, di conoscere, di raccontare gli uomini e il loro “dove”», sottolinea l’autrice. In particolare di raccontare il luogo che anche chi va via porta sempre dentro di sé. Quanto, se e come i luoghi dell’infanzia incidano poi sulla futura vita da adulti, ce lo spiega la stessa scrittrice:«Le radici possono essere culla, ma anche catena. Non esiste nulla di predefinito quando analizziamo la formazione dell’identità di un individuo, a mio parere, perché molto dipende dalla capacità di ciascuno di entrare in relazione con gli altri e di imparare a conoscere i propri confini. Non solo geografici, ma anche umani. Conta la terra, almeno quanto contano gli uomini che la abitano, i loro codici linguistici e comportamentali, i valori, le tradizioni. Nascere in un luogo piuttosto che in un altro è solo fortuna, la differenza la fanno coloro che ci avviano alla vita. Siamo figli degli uomini, la terra è solo il cappotto che mettiamo sulle spalle e che ci rende riconoscibili anche da lontano. Sarebbe stupido negare il legame che ciascuno ha con la propria terra; quel nesso c’è sempre e si radica nel tempo anche attraverso la lingua. Quel nesso condiziona il nostro modo di cercare e di produrre bellezza, guida la nostra storia, nutre la nostra memoria, ma, per un bambino che cresce, non è l’unico elemento fondante. Un bambino può trovarsi a crescere accanto alle persone giuste o a quelle sbagliate, in un ambiente idoneo o inidoneo: non è la stessa cosa. La stessa terra può essere vissuta in modo diverso e diventare alternativamente una risorsa o una galera. E’ difficile stabilirlo in partenza, dunque si fa sempre più socialmente rilevante agire per creare le condizioni favorevoli alla vita. La vita ovunque.»

E nel difficile cammino della vita, fatto di percorsi a ostacoli, di salite e di discese, a cosa deve aggrapparsi un pugliese, per, parafrasando una frase del racconto su Specchia, “non cadere a terra malamente”? «Al coraggio delle proprie idee. Sentirsi fieri della propria terra, per quanto sia difficile viverla fino in fondo, è senza dubbio il primo passo, ma il cammino ne richiede anche molti altri, ugualmente saldi. Su terreni ugualmente precari. Ci vuole determinazione. Desiderio radicato. Per camminare dritti, per tenersi in piedi è necessario sapersi riconoscere sempre e ovunque, come parte di una comunità nelle sue diverse declinazioni geografiche.»

Link all'articolo su Paese7

 
     
 

Fonte Notizia: Inchiostro di Puglia
 

Data: 27/02/2014;      Notizia Letta: 1467 volte.

 
 

 

 
     

 

Partners Specchia.it

 

 

Cerca con GOOGLE



 

Cerca nel sito www.specchia.it

Cerca nel WEB

 

Sponsor

 

 

Newsletter

Per avere le notizie piú importanti di Specchia-News,
inserisci il tuo indirizzo e-mail!


 

 

Sponsor