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WASHING BY WATCH a cycle of videoart and photo screening

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

WASHING BY WATCH a cycle of videoart and photo screening

 
 

Domenica 5 gennaio 2014

 
     
 

Clicca per ingrandirewith Rossella Piccinno
c/o Lavanderia Jefferson (Lecce) ore 19


Lecce. Apertura straordinaria alla Lavanderia Jefferson: cestelli aperti per il terzo appuntamento di Washing by watch (abbr. WbyW), cicli di videoarte e photo screening promossa dall’associazione DamageGood, in collaborazione con Collaboratori Particolari. Ospite della serata Rossella Piccinno. L’appuntamento è in via Reale alle 19.

Domenica è sempre domenica. Non alla Lavanderia Jefferson di Lecce, dove è prevista un’apertura straordinaria per Washing by watch, rassegna di videoarte e photo screening su giovani autori pugliesi affermati a livello nazionale e internazionale, che nei loro lavori hanno indagato il concetto di paesaggio, tra memoria e presente, scandagliando di riflesso anche il concetto di rappresentazione in relazione ai contesti e allo spazio, non solo urbano.

La rassegna, promossa dall’associazione DamageGood in collaborazione con Collaboratori Particolari, nasce per discutere di progetti intermediali e fotografici indipendenti attraverso anteprime, focus point, screening dedicati che contribuiscono alla diffusione delle nuove tendenze dell’arte contemporanea nel video e nella fotografia. Lo strumento cardine è soprattutto il talk informale con l’autore, protagonista dell’evento, in grado di fornire supporto critico e informativo non solo agli appassionati di videoarte ma anche ai neofiti del mezzo.

Fedele al mood l’intervento di Rossella Piccinno, ospite del terzo appuntamento previsto per domenica 5 gennaio. Artista classe 1978, si è formata come documentarista presso il DAMS di Bologna e poi specializzata in cinema e arti digitali presso il prestigioso Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains in Francia. Dalla spiccata sensibilità verso le problematiche sociali, Piccinno ha maturato una particolare predilezione verso forme di progettualità trasversali che coniugano il linguaggio del cinema con la videoarte, la fotografia e l’installazione.

Per Washing by Watch l’artista presenterà un focus su alcune delle sue ultime e più significative produzioni, realizzate nel corso di altrettante residenze d’arte in Islanda, Strasburgo e Dunkerque in Francia. L’opera di Rossella Piccinno percorre il fil rouge che unisce l’identità culturale con l’identità dei luoghi e dei paesaggi, indaga la memoria individuale e collettiva, scandaglia il complesso universo relazionale per definire una nuova metodologia di conoscenza attraverso le azioni e le immagini.

Prossimo appuntamento in calendario domenica 26 gennaio con Gianluca Marinelli. A seguire, Daniele Guadalupi, Nico Angiuli, Michele Cera e Sandro Mele. Saranno presenti gli autori.


Info e contatti:
infodamagegood@gmail.com
http://damagegood.tumblr.com
http://www.urkaonline.it/specials/washing-by-watch/


Contatti per la stampa (non pubblicare)
Valeria Raho
340.6212127



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BIO

Rossella Piccinno
Classe 1978, é laureata in cinematografia documentaria e sperimentale al Dams di Bologna. È nota come documentarista per i suoi film sociali, in particolare, per il pluripremiato “Hanna e Violka” (2009). Nel biennio 2009/2011 ha conseguito un master in cinema e arti digitali presso il prestigioso "Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains", in Francia, dove si è misurata con il cinema di fiction e con l’installazione interattiva. Negli ultimi due anni è stata artista in residenza in Islanda, in Romania, in Inghilterra e nuovamente in Francia.
Avendo debuttato come regista di documentari, il suo approccio resta legato all’osservazione diretta e alla “ricerca sul campo”, pur declinando in misura sempre maggiore la forma documentaria verso altre forme. Le piace pensare l’arte come un pretesto per condurre un’azione di conoscenza fenomenologica, personale o condivisa. Questa concezione ha ultimamente orientato la sua pratica verso un approccio che mescola il genere performativo, cinematico e “etnografico”. Spesso utilizza il suo lavoro per creare uno spazio di riflessione con gli altri, cercando di rompere insieme degli stereotipi, di reinventare un immaginario, di elaborare un trauma oppure, ancora, riattivando un archetipo.

 
     
 

Fonte Notizia: Valeria Raho
 

Data: 04/01/2014;      Notizia Letta: 1879 volte.

 
 

 

 
     

 

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