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Volantino di Nello Vincenti

 
     
 

Clicca per ingrandireConcittadini,
non è mia abitudine parlare pubblicamente di cose personali, ma quanto accaduto e detto nel comizio-dibattito del 17 c.m. mi spinge a rendere pubblica una parte della sentenza di primo grado di condanna dell’on. LIA , confermata in secondo grado. Mi riservo di smentire successivamente quanto affermato dallo stesso, per la parte che mi riguarda, con una pubblica adunanza .
NELLO VINCENTI
// // // // //
“ Alla luce di tale ricostruzione, in fatto, della vicenda, si appalesano perfettamente integrati, in diritto, tutti gli elementi costitutivi del reato di cui agli artt. 81 cpv e 323 c. p.
In particolare, ci si trova senza dubbio in presenza di una condotta, posta in essere dall’odierno imputato nella sua qualità di sindaco, di cosciente e volontaria adozione, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, di due atti amministrativi illegittimi per forza e sostanza, con la precisa intenzione di cagionare a terzi (il VINCENTI) un danno (rappresentato dalla mancata realizzazione di auspicate migliorie alla propria abitazione) ingiusto (perché originato da diritti ormai acquisiti dalla vittima, già autorizzata dalla competente autorità a realizzare quanto richiesto).
Il profondo disvalore riconnesso a tale condotta (che, da un punto di vista oggettivo, si appalesa di per sé particolarmente odiosa in quanto estrinsecatasi in una vera e propria persecuzione attuata dal vertice dell’Amministrazione comunale nei confronti di un privato cittadino e, da un punto di vista soggettivo, appare particolarmente riprovevole per il discredito che ha proiettato sulle istituzioni, in quanto realizzata da un personaggio politico di spicco come l’On.le LIA, già membro del Parlamento italiano), non consente di limitare la pena entro i minimi edittali, né di concedere il beneficio delle circostanza attenuanti generiche dell’imputato, peraltro già condannato in passato per altro reato contro la pubblica amministrazione, benché poi abrogato e nuovamente reintrodotto dal Legislatore (oltraggio a p. u.).
Pertanto, questo Tribunale, tenuto conto dei criteri dettati dall’art. 133 c. p., stima equo infliggere a Lia Antonio la pena di nove mesi di reclusione, così determinata:
- pena base: mesi otto per il reato integrato dall’adozione del primo degli atti illegittimi in esame;
- aumentata, ex art. 81 cpv. c. p. di mesi uno, per la continuazione con il reato rappresentato
del secondo dei predetti atti illegittimi.
Conseguono da tale decisione la condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali, nonché la sua interdizione dai pubblici uffici per la durata, stimata congrua, di anni uno.
Inoltre, il LIA và condannato al risarcimento del danno – da liquidarsi in separato giudizio – nei confronti dalla costituita parte civile, VINCENTI Martino, nonché alla rifusione, in favore della stessa, delle spese di costituzione ed assistenza, liquidate come in dispositivo. “

 
     
 

Fonte Notizia: Nello Vincenti
 

Data: 24/11/2013;      Notizia Letta: 3473 volte.

 
 

 

 
     

 

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