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SPECCHIA: “AFGHANISTAN CAMERA OSCURA” DI GABRIELE TORSELLO

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

SPECCHIA: “AFGHANISTAN CAMERA OSCURA” DI GABRIELE TORSELLO

 
 

Il critico Prof. Carlo Franza incontra l'autore

 
     
 

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Lunedì 6 agosto 2012 a Specchia ore 21.00 Palazzo Risolo

La seconda edizione di “Coincidentia Oppositorum... Sguardi sulle arti”, a cura di Deborah De Blasi, ha in calendario un appuntamento davvero imperdibile: la presentazione del libro “Afghanistan, camera oscura” di Gabriele Torsello. Il professor Carlo Franza, critico d'arte, incontra e discute con l'autore lunedì 6 agosto alle ore 21 presso l'Atrio del Castello Risolo a Specchia.

Scrive Carlo Franza nel testo: “Cinque anni di lavoro e di indagini per concludere e pubblicare Afghanistan Camera Oscura,il libro fotogiornalistico di Kash Gabriele Torsello. 320 pagine di racconto fitto ,fotografie ,interviste e testimonianze. Tutto parte dal 2001 e prosegue fino al 2006 quando Gabriele Torsello viene rapito in Afghanistan dai Taliban , incatenato e, infine, dopo lunghe trattative dello Stato Italiano,liberato e consegnato a un uomo di Emergency.La vicenda ha mille risvolti,chiariti e non, ha mille finestre aperte su un mondo molto lontano dalla cultura occidentale,e con Torsello in prima persona a raccontare ecco un risvolto della vicenda,triste, dolorosa, storica e antropologica. A corredo degli scritti ecco le immagini che raccontano visivamente il lavoro fotografico di Gabriele Torsello. Una spiccata aderenza alla realtà, nel senso di una relazione tra l’uomo e il mondo, tra la vita umana e la vita relazionale di cose e oggetti, è quanto si legge nell’arte fotografica di Gabriele Torsello. Giramondo, sociologo ante litteram, fotoreporter di graffiante sensibilità, capace come pochi di catturare attraverso l’apparecchio fotografico la vita in tutta la sua complessità. Gabriele Torsello scopre e non inventa, va alla ricerca dell’istante, di quell’attimo che si relaziona con figure e oggetti. Ma questa istantaneità non significa spezzettamento, un insieme di fotogrammi disarticolati, quanto quel senso di ritmo evoluzionistico, quello slancio vitale delle forme che posiziona la realtà lungo un divenire intellegibile. Ecco allora il senso documentale di questo reportage proprio sull’Afghanistan, prezioso, anzi preziosissimo, perché da questo diario carovaniero Gabriele Torsello etichetta la sua operazione come “fotografia sociale” portando ancora una volta, come Lewis W. Hine, la fotografia a porgersi come un’arma nella lotta per il miglioramento delle condizioni di vita di un popolo carico di storia. E’ cosi che si muove con immagini allucinanti,a porgerci la conoscenza di quella che “dicono sia esistenza”.
Sguardi e volti duri, usi, costumi, guerre e disabilità, occupazioni e resistenze, lande sconfinate e letture del Corano, volti velati, e mille altre testimonianze visive, lontane da ogni artificiosità fotografica. Esiste quasi una integrazione fisica tra Torsello-fotografo e la macchina fotografica, tanto che quest’ultima diventa una vera prosecuzione delle virtualità sensoriali dell’uomo, portandosi verso uno stile, un procedere in quest’arte. Dalle immagini si percepisce il tutto come un racconto, un libro aperto, un mondo pieno di eventi quotidiani, talvolta banali, talaltre no, ma sufficienti a significarci quella vita descritta -anche se lontana da noi occidentali - in tutta la sua complessità. Gabriele Torsello ci fornisce delle note a un mondo schiacciato, anzi una lettura aperta del mondo afghano; tutto poggia sul momento decisivo, sul criterio della istantaneità, nel cogliere l’attimo in punta di piedi, nel cogliere il soggetto come “vittima” dopo averlo pazientemente avvicinato fino al momento più adatto e più opportuno.
Eccolo, dunque, Gabriele Torsello, testimone acuto, artista rigoroso, non s’è lasciato sfuggire niente delle cose che hanno contato durante il suo viaggio faticosissimo in Afghanistan. E’ andato incontro alla storia ed ha lasciato venirgli incontro i volti familiari”.




Biografia dell’artista
Nato ad Alessano (Le) nel 1970, dove oggi vive e lavora alternando viaggi in più parti d'Europa, Kash Gabriele Torsello è fotoreporter indipendente specializzato in daily life, human rights, conflitti e diversità culturali. Dal 2007 lavora a una serie di progetti mediatici per scambi socio-culturali tra Europa e Afghanistan. Tra gli ultimi progetti si menzionano Staramascé, a Meeting of Minds on Afghanistan 2007-2009, Kash e Shabana, tra Roma e Kabul 2005-2008, Afghanistan Camera Oscura (lavorazione in corso) un libro catalogo che mira ad approfondire la conoscenza e l’analisi delle diversità tra culture afghane e occidentali. Di interesse ProPugliaPhoto.com agenzia fotografica online. Dal 1994 al 2006 ha vissuto e lavorato in South Asia, realizzando documentari in Afghanistan, Kashmir, India, Pakistan e Nepal. Significative talune sue pubblicazioni: Afghanistan Camera Oscura, 2010; The Heart Of Kashmir, 1994-2002; Contrappunti 2006, calendario fotografico in collaborazione con le Nazioni Unite UNFPA; NOI & NOI 2007 Foto Calendario in edizione limitato; L’Architettura del Fuoco 2010. Di interesse alcune recenti conferenze e letture tenute presso istituzioni pubbliche e private. Al suo lavoro sono stati assegnati numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero, tra cui il Premio dell'Internazionalità al Premio delle Arti Premio della Cultura al Circolo della Stampa di Milano (presidente il Prof. Carlo Franza ) edizione XXII, 2010. Ha esposto in molte gallerie e luoghi istituzionali, in Italia e all'estero. Dal 1994 il lavoro di Kash Gabriele Torsello è stato pubblicato in Europa, in USA, in Asia. E' Member of National Union of Journalists UK (online www.kashgt.co.uk).


Biografia del curatore
Carlo Franza, nato ad Alessano (LE) nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008.

 
     
 

Fonte Notizia: Tiziana Cazzato
 

Data: 05/08/2012;      Notizia Letta: 1549 volte.

 
 

 

 
     

 

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