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LA FESTA DI CINEMA DEL REALE - FESTIVAL DEL CINEMA DOCUMENTARIO

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

LA FESTA DI CINEMA DEL REALE - FESTIVAL DEL CINEMA DOCUMENTARIO

 
 

Specchia (Lecce) • 25/28 luglio 2012

 
     
 

Clicca per ingrandireIX edizione (Ingresso gratuito)

La Festa di Cinema del reale è ideata e organizzata da Big Sur, Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni, con la direzione artistica di Paolo Pisanelli, è cofinanziata da Unione Europea (Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV - Linea d'intervento 4.3), Regione Puglia (Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali) e Fondazione Apulia Film Commission, con il contributo di Comune di Specchia, Ambasciata Svizzera, Consolato Svizzero a Bari.


Parole chiave: CRISI / AMORI / FOLLIE
Ospite d’onore: ALEXANDER J. SEILER

Dal 25 al 28 luglio torna a Specchia (provincia di Lecce) la Festa di Cinema del reale: giunto alla sua nona edizione, l’appuntamento propone quattro giorni all’insegna del cinema più spericolato, curioso e inventivo. Più che una rassegna, una originale “festa di sguardi” che promuove le narrazioni del reale e il documentario e fa dialogare film e musica, fotografia e scrittura, cucina e grafica, coinvolgendo il territorio e trasformando uno dei borghi più suggestivi d’Italia – e in particolare la “sala en plein air” allestita nella corte del Castello Risolo – in una vera Cittadella del Cinema del reale, abitata (oltre che dai cittadini di Specchia) da autori, produttori, studenti, turisti e appassionati.

Autori invitati: oltre all’ospite d’onore Alexander J. Seiler ci saranno Daniele Vicari, Stefano Savona, Franco Arminio, Gustav Hofer e Luca Ragazzi, Mariangela Barbanente, Benoit Felici, Valentina Pedicini, Mario Perrotta, Chiara Idrusa Scrimieri, Christian Sabatelli, Pippo Cariglia, Sophie e Annalisa Chiarello. Inoltre, a presentare i film di Riccardo Napolitano (1928-1993), la montatrice Carla Simoncelli, compagna del regista.

Il Premio Cinema del reale, conferito ad autori, produttori, distributori, e operatori culturali che danno impulso alla creazione, realizzazione e diffusione del cinema del reale in Italia, sarà consegnato quest’anno dal Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola e dalla Presidente della Apulia Film Commission Antonella Gaeta.

Cinema del reale è un cinema “ambulante”, senza botteghino (tutte le proiezioni sono a ingresso libero) e senza effetti speciali. È il cinema che attraversa periferie, fabbriche, deserti, mari, isole, metropoli, fiumi, terremoti, televisioni; che “si fa fuori”, per strada e ovunque, e invita le persone ad incontrarsi, a guardare i luoghi dove viviamo, le cose che succedono, raccogliendo memorie e amnesie per attraversare luci e ombre del presente, del passato, del futuro. Un cinema che dispone di limitate risorse economiche ma è dotato di grandi capacità inventive.


Crisi, amori, follie
Sono le tre parole chiave della nona edizione della Festa di Cinema del reale. Parole che esprimono ciò che viviamo: crisi di identità, di economia, di lavoro, di abitazione, di democrazia e crisi di amori; amori di persone, luoghi, territori, immagini; follie creative e follie di violenze, speculazioni, leggi e reclusioni. Parole che, insieme a molte altre, risuonano nelle immagini (non solo cinematografiche) che animano questa ‘festa di sguardi’ e che fanno di “Cinema del reale” un corpo a corpo con le realtà possibili.

Alexander J. Seiler
Agnès Varda, grande protagonista della scorsa edizione, passa il testimone all’ospite d’onore di quest’anno, uno dei grandi autori del documentario europeo, lo svizzero Alexander J. Seiler, Palma d’oro nel 1963 con il cortometraggio A fleur d’eau e autore legato a filo doppio al nostro Paese. Risale infatti al 1964 uno dei suoi capolavori, Siamo italiani, autentico “resoconto etnografico” sulla grande comunità di emigranti nostri connazionali, costretti a fare i conti con la discriminazione svizzera. Un film intenso e importante, che a Specchia si vedrà insieme al suo “seguito ideale”: quel Vento di Settembre che, realizzato nel 2002, indaga la cosiddetta “emigrazione di ritorno” vissuta quarant’anni dopo da chi ha deciso di lasciare la Svizzera per tornare ad Acquarica del Capo, nel Salento. Storie di anziani rientrati a casa dopo decenni di duro lavoro, che aspettano per tutto l’anno la visita dei figli rimasti in Svizzera, vivendo sulla propria pelle un nuovo, costante sradicamento. Perché lì come qui, spiega Tonuccio, «la distanza e il desiderio ti spezzano il cuore».

Quattro grandi del documentario italiano
A dialogare con Seiler, una “pioniera” del documentario europeo, l’italiana Cecilia Mangini, amica e grande promotrice della Festa, che quest’anno presenterà Ring Sardegna, un estratto da Domani vincerò e parteciperà all’incontro Raccontare il territorio.

Oltre al film della Mangini, anche due brevi opere firmate da due maestri, amici e sostenitori di “Cinema del reale”, da poco scomparsi: Vittorio De Seta (il cui Isole di fuoco sarà musicato dal vivo dal compositore Gabriele Panico) e Ansano Giannarelli (con una straordinaria indagine del 1972 su ritmi e visioni in fabbrica: Analisi del lavoro).

Un tributo particolare sarà dedicato a Riccardo Napolitano, eccezionale cineasta e instancabile promotore dei circoli del cinema FICE. Due i titoli scelti per questo omaggio: 1904, N. 36 racconta attraverso immagini drammatiche la vita (meglio: la “non” vita) all'interno di un ospedale psichiatrico del 1967. La legge che regola l'organizzazione degli ospedali psichiatrici è ancora la numero 36 del 1904: si basa sul concetto di pericolosità e inguaribilità del malato e sul ricovero coattivo che assomiglia più a una detenzione in carcere. Il film, oltre a mostrare le immagini dei ricoverati, ripresi senza volto (anche se i primi piani delle mani sono altrettanto indicativi nel testimoniarne la sofferenza) all'interno dell'ospedale, lancia proposte alternative già all'esame di esperti psicologi e chiede l'abrogazione della legge vigente ormai superata dalle nuove teorie della psicologia.
L’altro film è Funerali verdi (1971), documentario di denuncia contro gli sprechi legati al mercato ortofrutticolo le cui spietate logiche di profitto impongono la distruzione di enormi quantità di prodotto per mantenere alti i prezzi.


Visioni doc
Accanto a questi grandi, una selezione del meglio della produzione italiana dell’ultima stagione: dal viaggio in Italia, alla ricerca dei buoni motivi per amarla o lasciarla, compiuto da Gustav Hofer e Luca Ragazzi in Italy: Love It or Leave It, al viaggio a Teora, un piccolo paese dell’Irpinia colpito dal terremoto dell’80, intrapreso da Franco Arminio; dal campo di calcio abbandonato de L’altra città, che a Lecce ospita un torneo antirazzista che diventa un vero laboratorio sociale (come raccontano Cristian Sabatelli e Pippo Cariglia) a My Marlboro City di Valentina Pedicini, che attraverso 4 storie e altrettante generazioni ci fa scoprire cosa è rimasto della Brindisi che fu capitale del contrabbando di sigarette. E ancora: Unfinished Italy di Benoit Felici, che con amara ironia punta gli occhi sull’incompiuto, lo stile architettonico più praticato nel Belpaese dal dopoguerra ad oggi; Ferrhotel di Mariangela Barbanente, microcosmo somalo in un piccolo albergo dismesso a due passi dalla stazione di Bari; Ritals – Domani me ne vado di Sophie e Annalise Chiarello, curiosamente vicino al cinema di Seiler nel raccontare l’emigrazione di Maria e Vincenzo negli anni ’50 dal Basso Salento in Francia (e ritorno, all’insegna di un nuovo spaesamento).

Filmare eventi collettivi, raccontare il territorio e storie di migranti
Due incontri e un seminario vengono proposti in quest’edizione: CRISI / AMORI / FOLLIE: FILMARE STORIE DI MIGRANTI, con Alexander J. Seiler, Mariangela Barbanente, Christian Sabatelli, Pippo Cariglia, Sophie e Annalisa Chiarello, Daniele Vicari; RACCONTARE IL TERRITORIO con Franco Arminio, Giuseppe Cristaldi, Benoit Felici, Cecilia Mangini, Alessia Rollo, Maira Marzioni, Valentina Pedicini, Mauro Marino, Stefano Cristante, Luigi Russo; Il seminario FILMARE EVENTI COLLETTIVI, che fa il punto su cosa vuol dire essere testimoni di momenti di partecipazione che – in piccolo o in grande, in positivo o in negativo – sono destinati a entrare nella memoria collettiva: tra i partecipanti, il critico cinematografico Antonio Medici, il direttore artistico della Festa Paolo Pisanelli (che in Ju tarramutu ha filmato la rivolta delle carriole de L’Aquila); Stefano Savona, che con Tahrir Square (Premio David di Donatello 2012, in programma al festival) ha offerto all’Occidente un eccezionale documento in presa diretta sulle proteste che infiammarono Il Cairo durante la primavera (araba) dello scorso anno; e Daniele Vicari, che in Diaz (anche questo in programma) ha ricostruito – tra fiction e materiali d’archivio – i fatti del G8 di Genova.

Italia-Grecia
La Festa di cinema del reale vuole illuminare quest’anno il ponte linguistico e culturale che congiunge l’Italia e la Grecia: per farlo ha scelto Encardia, il film di Angelos Kovotsos che – attraverso l’omonimo gruppo musicale, che si ispira alle forme musicali e alle canzoni della ricca tradizione del nostro sud – va alla ricerca delle tracce di questo inscindibile legame. Una su tutte, il Griko, antico idioma ellenico ancora oggi parlato in alcune zone della Calabria e della Grecia salentina. Prima della proiezione, la musica degli Encardia dal vivo.

Evento speciale “Formato ridotto”
Tra gli eventi speciali della Festa, anche Formato ridotto, il film collettivo che segna l’incontro tra Home Movies e gli scrittori Enrico Brizzi, Ermanno Cavazzoni, Emidio Clementi, Ugo Cornia e Wu Ming 2, che hanno elaborato dei testi originali trovando nelle immagini dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia l’occasione di sperimentare nuove tecniche narrative. Grazie ad approcci molto diversi tra loro, in un’opera unica convergono cinque episodi dagli esiti sorprendenti, singoli episodi di breve durata, di volta in volta trasfigurati in saggio, racconto, cronaca, divagazione. Forme del cinema documentario accomunate da una matrice comune: il variegato universo emiliano-romagnolo.

Sguardi e visioni
Non solo cinema, alla Festa di Cinema del reale, ma anche una meravigliosa festa di sguardi con allestimenti, performance, workshop fotografici, videoinstallazioni, a cura di Big Sur Lab, che si dipanano nelle sale e sul terrazzo del Castello Risolo, in Piazza del Popolo e tra i vicoli di Specchia.
Nella sezione “Sguardi e visioni” ci si imbatte nei ritratti Pop&Brut di Marco Biffoli, singolare artista del Centro di attività espressive La Tinaia (ex ospedale psichiatrico di Firenze) autore di coloratissime tele in cui l’inquietudine della contemporaneità emerge dai volti dei personaggi noti del mondo della politica, dell’arte e della storia. Diariovisioni è un fotoracconto ‘glocally’ in cui si susseguono le immagini della Festa ‘condivise’ in contemporanea nella piazza di Specchia e su Facebook, realizzate da Alessia Rollo che cura anche Lou fai, una collettiva di fotografia esito del workshop sul tema dell’autorappresentazione. Attra-verso, invece, è un lavoro di scrittura documentaria realizzata a quattro mani da Franco Arminio e Maira Marzioni che, andando a zonzo per i vicoli di Specchia, postano su manifesti e locandine impressioni e scritture paesologiche sulla Cittadella. Dell'accudire mette in mostra contenitori di umori stra-ordinari, piccole coppette in cartapesta che accolgono il fare creativo dei laboratori espressivi del Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DSM ASL Le).
Come in una sorta di cineclub le stanze del Castello Risolo diventano contenitori di visioni con quattro videoinstallazioni: La follia di Zavattini, immagini e parole tratte dal film di Ansano Giannarelli; Facce, opera video a cura di Paolo Pisanelli e Francesco Maggiore di Big Sur realizzata con gli studenti del liceo artistico “Vincenzo Ciardo” di Lecce; Paradossi italiani, ovvero l'Italia che resiste, cinque racconti scritti e interpretati da Mario Perrotta e sonorizzati da Chiara Idrusa Scrimieri; Terramossa una guida sentimentale all'Irpinia, video-frammenti di territorio del paesologo Franco Arminio; SS 275 immagini sui percorsi della strada che cambierà il volto di un territorio e la vita degli abitanti del Sud Salento. Attra-verso è un viaggio di parole senza meta nei contorni di Specchia, e dentro le sue pieghe, un corpo a corpo col paese a scovare frammenti di poesia, dettagli insignificanti, gesti sprecati, residui da raccogliere. Ad attraversare e ad essere attraversati da quei luoghi durante i giorni della Festa per dare forma a racconti, frammenti da restituire con ‘parole diffuse’ saranno gli scrittori Maira Marzioni e Franco Arminio.

Intrecci musicali
Anche quest’anno la musica intreccia le visioni durante le quattro serate della Festa di Cinema del reale. Dalla tradizione popolare dei greci Encardia all’elettronica di Gabriele Panico che sonorizza dal vivo Isole di fuoco del maestro Vittorio De Seta, dai suoni ancestrali provenienti dal frantoio ipogeo dove l’artista Antonio De Luca farà suonare le sue sculture sonore, alla schietta voce e chitarra del cantautore popolare salentino Mino De Santis narratore di storie del reale come Vanne alla Svizzera cantata sulle immagini di giovani e vecchi migranti. Il musicista Donatello Pisanello e lo scrittore Giuseppe Cristaldi accompagnano le immagini di SS 275 viaggio sui percorsi della strada che cambierà il volto del paesaggio e la storia degli abitanti del Sud Salento. Il documentario musicale When you’re strange di Tom Di Cillo farà riecheggiare le note dei Doors per tirare fino a tarda notte e concludere la serata sul terrazzo del Castello con uno speciale Trip Cocktail. E sempre sul terrazzo la performance voce e kalimba della musicista svizzera IOKOI e l’atteso dj set della Festa finale sulle note di Dj Popolous che si conclude la domenica mattina con la visione dell’alba.

Extra (eventi in/Contemporanea)
L’alchimia dell’arte contemporanea invade le sale di Palazzo Risolo, prosegue nel convento dei Francescani Neri, conquista gli ambienti dei frantoi ipogei di Specchia, con installazioni e collettive capaci di coniugare il fascino arcaico dei luoghi con i linguaggi più innovativi dell’arte. Sono eventi Extra, che anticipano ed animano in/Contemporanea la Festa del Cinema del reale, abitando e condividendo lo spirito dei luoghi. È il caso di Luminaria Essay, personale rivisitazione di Flavio Favelli sul tema delle luminarie declinato nella forma di un site specific negli ambienti di palazzo Risolo e dell’ex convento dei Francescani Neri, promossa dall’associazione Spazio Cactus di Marina Senin Forni. Sempre “in/Contemporanea”, si svolge Merica e le visioni, mostra dedicata all’artista fiammingo Norman Mommens in cui si espongono, a dodici anni dalla sua scomparsa, sculture mai uscite prima d’ora dalla sua casa-museo a Spigolizzi. La mostra, a cura di Ada Martella, è allestita sempre presso le sale del maniero cinquecentesco (ingresso da via Umberto I) e comprende anche le incisioni di Andrea De Simeis.
Due dei numerosi frantoi ipogei disseminati nel sottosuolo di Specchia aprono le porte per accogliere e farsi teatro della ricerca artistica di Officina Minima, progetto sensibile ai temi della sostenibilità ambientale, economica, culturale che allestisce negli ambienti del frantoio ipogeo Scupola Petravolant, collezione di sculture e oggetti luminosi creati in seno ad un laboratorio di riuso delle materie; invece nelle viscere del frantoio Cicca l’artista viennese Ingrid Simon con i salentini Antonio De Luca e Fernando Schiavano sono gli autori di Retrats, sottotitolo “opere minute”, che abbraccia piccole sculture, collage e fotografie in bianco e nero.

SGUARDI E VISIONI EXTRA-ORDINARI
EVENTI IN/CONTEMPORANEA

L’alchimia dell’arte contemporanea invade le sale di Palazzo Risolo, prosegue nel convento dei Francescani Neri, conquista gli ambienti dei frantoi ipogei di Specchia, con installazioni e collettive capaci di coniugare il fascino arcaico dei luoghi con i linguaggi più innovativi dell’arte. Sono eventi Extra, che anticipano ed animano in/Contemporanea la Festa di Cinema del reale, abitando e condividendo lo spirito dei luoghi.

OFFICINA MINIMA
Frantoio ipogeo Scupola
dal 25 al 28 luglio

Ribalta il concetto di scarto e produzione nel senso fordiano del termine, Officina Minima, progetto nato qualche anno fa da una costola dell’osservatorio nomade Stalker e dal progetto “Amacario”. Non senza riferimenti alle teorie “zen” di Ohno, questa fucina controcorrente direta da Antonio De Luca sforna un numero ridotto di multipli e piccole sculture, in cui l’intervento dell’artista/designer è ridotto al minimo ed allo stesso tempo appare essenziale nel dare un’impronta funzionale agli oggetti d’arte. Nel frantoio Scupola, Officina Minima presenta difatti “Petravolant”, collezione di opere luminose e non, realizzate con selci e sassi lavorati dall’acqua, una manciata di oggetti di design che in nuce contiene anche una riflessione sul concetto di “leggerezza”, inteso come annullamento del peso specifico della materia e possibilità di volo.

MERÌCA E LE VISIONI
Scuderie di Castello Risolo
(ingresso da via Umberto I)
fino al 28 luglio

A sentire nominare il suo nome, gli estimatori hanno come un sussulto, tanta e tale è la stima che artisti, intellettuali e non, nutrono nei suoi riguardi. Il Salento deve molto a Norman Mommens, che negli anni dell’Utopia scelse insieme alla compagna Patience Gray la collina di Spigolizzi, nei pressi di Salve, come buon ritiro. A dodici anni esatti dalla sua scomparsa, le sculture che popolano la serra lasciano per la prima volta la casa-museo per abitare le scuderie di palazzo Risolo nella retrospettiva a cura di Ada Martella, che al bosco di pietra affianca le visioni del “Saladino triste” Andrea De Simeis, botanico, incisore ed artigiano della carta, che produce incrociando i dettami della tradizione locale ed orientale.

LUMINARIA ESSAY
Castello Risolo, ex Convento dei Francescani Neri
fino al 27 agosto

Disegna nuove geografie di spazio e tempo Flavio Favelli che, su invito dello Spazio Cactus di Marina Forni, presenta a palazzo Risolo e negli ambienti dell’ex convento dei Francescani Neri “Luminaria essay”. Il site specific, a cura di Art at Work, è stato realizzato recuperando antiche strutture destinate all’oblio e lavorando fianco a fianco con i maestri paratori, custodi di questa antica e preziosa tradizione che affonda le sue radici nella devozione popolare. In questa mostra, l’aspetto più arcaico si lega all’innovazione dell’arte contemporanea grazie alla libera e personale interpretazione di un artista con un solido background alle spalle, noto a livello internazionale.

RETRATS
Frantoio ipogeo Cicca
dal 25 al 28 luglio

È Starter allo specchio, Retrats, collettiva che vede riuniti l’artista austriaca Ingrid Simon con i salentini Fernando Schiavano e Antonio De Luca. La mostra, ordinata nel frantoio di Cicca, riunisce “opere minute” di fotografia realizzate da Simon sul tema delle torri o dei castelli d’acqua, innalzati nel Salento tra gli anni Venti e Trenta. Fernando Schiavano invece firma “Saluti…”, una serie di collage con antiche carte da corrispondenze, mentre Antonio De Luca presenta in anteprima uno studio sull’Annunciazione, in cui il mito di Iside va a braccetto con l’iconografia cattolica ispirata ai Vangeli.

CRISI/AMORI/FOLLIE
UN’AUTO-INTERVISTA
Paolo Pisanelli, filmaker - direttore artistico della Festa di Cinema del reale

Penso che l’intervista sia la nuova forma d’arte.
E penso che l’auto-intervista sia l’essenza
della creatività. Far domande a te stesso
e cercar di trovare delle risposte. (Jim Morrison)

Crisi / amori / follie.
Eccomi di fronte a un esercizio mentale decisivo, un vero momento esistenziale stimolato da un’auto-intervista.
Credo di non saper dire qualcosa di originale che riguardi queste tre parole, negli ultimi mesi ho accumulato una serie di libri, giornali e files scaricati da internet cercando una guida, una luce che mi aiutasse a far chiarezza… ma le parole sono rimaste lì, come tre monoliti che non si lasciano scalfire. Forse solo la poesia potrebbe cambiare qualcosa: illuminazioni, cadute, rivoluzioni… parole come pietre che rotolano, come visioni, come amnesie. Ma come si fa a scalare un’accumulazione di pensieri e citazioni? Forse bisogna scavarci dentro.

Che cosa rappresentano queste tre parole?
Le parole non rappresentano, le parole sono pietre, ali, voli, cadute…

Crisi è una parola che non conosce crisi ….Crisi, crisi, crisi… un leitmotiv che non è solo vuoto ritornello, ma da tempo occasione di riflessione, dibattito e re-azione. È dalla crisi che nasce l’inventiva così come le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Crisi è un concetto da destrutturare e rileggere per immaginare dei modelli alternativi: sociali, economici e politici. È anche crisi delle parole.

L’amore è un mistero. È un sentimento inesprimibile. Oggi è arrivato il momento di farsi coraggio e di esprimere tutto quello che è inesprimibile.

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia.

Scavare dentro le accumulazioni di pensieri e citazioni è un’impresa forse impossibile: le parole aumentano, le frasi reali e virtuali si intrecciano e ti sommergono. Forse per me è meglio filmare che scrivere di imprese impossibili. Filmare il territorio in cui vivi, filmare le trasformazioni, filmare le persone e raccontare le loro storie… sono esorcismi, pratiche audiovisive, modi di vivere e raccontare le cose di ogni giorno. Forse è una diversa idea della politica e delle sue forme, capace non solo di dare voce alle persone, ma di costruire soggettività politiche e riconquistare poteri di visione.
CRISI /AMORI/ FOLLIE sono cinema del reale.

Che cosa intende per cinema del reale?
È il cinema più spericolato, curioso, inventivo che si possa vedere dentro e fuori le sale cinematografiche, è il cinema delle rivoluzioni, il cinema capace di tessere relazioni fra le persone, di comunicare, di fare politica, di difendere diritti fondamentali, è il cinema che attraversa periferie, fabbriche, deserti, fiumi, metropoli, terremoti, televisioni… è un cinema ambulante perennemente in crisi che mira alla conoscenza delle cose.

CRISI /AMORI/ FOLLIE sono tre parole che esprimono ciò che viviamo: crisi di identità, di economia, di lavoro, di abitazione, di democrazia; amori di persone, luoghi, territori, immagini; follie creative e follie di violenze, speculazioni, leggi e reclusioni. Parole che, insieme a molte altre, risuonano nelle immagini (non solo cinematografiche) che animano questa festa di sguardi e che fanno di Cinema del reale un corpo a corpo con le realtà possibili.

Il cinema è un sogno?
Gli spettatori di un film si trovano spesso in una situazione simile a quella di un uomo al suo risveglio. Si sono lasciati prendere da visioni straordinarie, sono stati travolti dallo svolgersi di vicende impreviste; si sono abbandonati alla corrente irresistibile delle immagini e quando in sala torna la luce, si stupiscono di aver ceduto alla suggestione di quelle ombre folli.

Poter saltare da un punto a un altro, questo è il mio grande sogno. Poter andare dappertutto, muovermi come ci si muove nei sogni per andare altrove: la macchina da presa mobile, la macchina da presa che cammina, che vola, è il sogno che abbiamo tutti! Fare un film, significa scriverlo con i propri occhi, con le orecchie, con il corpo, vuol dire entrarci dentro: essere al tempo stesso invisibile e presente, cosa che non capita mai nel cinema tradizionale. Per me la sola maniera di filmare, è di camminare con la macchina da presa, di portarla dove è più efficace, e di improvvisare con lei una specie di balletto in cui la macchina diventa viva come gli uomini che riprende.

Il cinema è rivoluzionario?
Il cinema è un’arma meravigliosa se viene usata da uno spirito libero. È lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, dell’istinto...
Basterebbe che la palpebra bianca dello schermo riflettesse la luce che le è propria, per far saltare l’universo.

L’arte é sovversiva perché fa appello all’inconscio. L’arte è a favore di tutto ciò che viene represso. Quindi è contro la civiltà, contro la società con le sue norme stabilite. Più un film è collegato con l’inconscio, più è sovversivo. Come lo sono i sogni.

Il cinema del reale è sovversivo.

Quali sono i progetti per il futuro?
Il futuro è nelle nostre mani. Il cinema del reale ha molte storie da raccontare che riguardano il futuro, il passato e il presente.
Qui finisce il mio momento esistenziale dell’auto-intervista, non credo di aver veramente risposto alle domande che mi sono fatto.
Tiro fuori la testa da dentro l’accumulazione di pensieri e citazioni…

Ultima domanda: è meglio prima pensare e poi filmare oppure prima filmare e poi pensare?
A questa domanda è meglio non rispondere mentre si sta filmando.
Agli occhi non si comanda.

Si ringraziano Jim Morrison, Albert Einstein, Stefano Rodotà, Renè Clair, Luis Bunuel, Jean Rouch, David Cronenberg


CREDITS
La Festa di Cinema del reale è ideata e organizzata da
Big Sur, Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni, con la direzione artistica di Paolo Pisanelli
È cofinanziata da
Unione Europea (Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV - Linea d'intervento 4.3), Regione Puglia (Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali) e Fondazione Apulia Film Commission,
con il contributo di
Comune di Specchia, Ambasciata Svizzera, Consolato Svizzero a Bari
con il patrocinio di
Provincia di Lecce (Assessorato alla Cultura)
in collaborazione con
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, DOC IT – Associazione Documentaristi Italiani, Festival International de Films de Femmes, Festival dei Popoli, Home Movies - Archivio nazionale del film di famiglia, Cineteca della Calabria, Cineteca Lucana, Teca del Mediterraneo, Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione – Università del Salento, Centro Servizi Volontariato Salento, Associazione Culturale In alto a sinistra, Associazione La Nuova Tinaia - Associazione Culturale Damagegood, Pe(n)sa differente, Liceo Artistico V. Ciardo – Lecce e con Ficc (Federazione Italiana dei Circoli del cinema)

Ufficio Stampa Nazionale
Gabriele Barcaro
cell: 340.5538425
gabriele.barcaro@gmail.com

Ufficio Stampa Regionale
Valeria Raho
cell: 340.6212127
ufficiostampa.damagegood@gmail.com

Organizzazione
Big Sur
tel. 0832.346903
cell: 347.1040009
www.cinemadelreale.it
produzioni@bigsur.it

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Fonte Notizia: Valeria Raho
 

Data: 23/07/2012;      Notizia Letta: 2022 volte.

 
 

 

 
     

 

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