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DUE ARTISTI IN MOSTRA PERSONALE

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

DUE ARTISTI IN MOSTRA PERSONALE

 
 

Marcel Bastiaans e Patriz' van Linden - SABATO 10 SETTEMBRE ORE 18:00 - Galleria d'arte Mentana piazza Mentana 2/3 r Firenze

 
     
 

Clicca per ingrandireLa Direttrice Artistica Giovanna Laura Adreani ti invita all'Inaugurazione della Mostra personale di:
Marcel Bastiaans e Patriz' van Linden
SABATO 10 SETTEMBRE ALLE ORE 18:00
Fino al 28 settembre

DURANTE LA SERATA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE EUGENIO GIANI PRESENTERA' IL LIBRO DI MARIA CONCETTA SALEMI DAL TITOLO "MANDORLE E PESCESPADA A BALLARDO'"

Marcel Bastiaans, l'Artista nato ad Arnhe (Olanda), attualmente lavora nel suo magninico atelier ad Oriscot da lui definito "la mia Isola" situato nell'importante Convento francescano. La sua concezione di vita è verità, gioia, amore, trasformati e trasmessi attraverso il colore. Centrale rimane il tema delle grandi passioni umane, il mondo animale e la natura, che rende visibili attraverso la sua pittura. Ha studiato all'Academy for Industrial Design Eindhoven', ed è professoreall'University of Applied Science and Arts' in Germania.

Patriz' (Patricia van Linden) nasce a Oisterwijk da famiglia di Artisti, si laurea all'Accademia delle Arti Figurative di Tilburg (Olanda) e si specializza con indirizzo in Storia dell'Arte e Filosofia. Studia scultura e ceramica e la sua fonte ispiratrice è sempre legata alla prospettiva umana.

Galleria d'arte Mentana, Centro servizi per l'Arte
Art-Director Giovanna Laura Adreani cell. +39 335 1207156
piazza Mentana 2/3 r, 50122 Firenze (Italia)
www.galleriamentana.it galleriamentana@galleriamentana.it
tel. +39 (0)55 211985 fax. +39 (0)55 2697769
Turbamenti femminili, vestiti di sentimenti romantici
Oltre le grate... la vita.

Marcel Bastiaans

Nelle opere di Marcel Bastiaans gli intrecci di pennellate formano grate, che mettendo in secondo piano i mondi citati ne esaltano il loro significato. Sono ordito e trama di cromaticità, diventate scacchiera della vita, che si palesano in flussi intermittenti d’interiorità ricercata.
Una lattiginosa nebulosa, embrione di forma, riesce a emergere per raccontare di luce e di ombre, che si fanno più scure nella paura dell’uomo d’aver perso il senso vita e diventano dorate nelle illusioni.
Nel narrare dell’artista si avverte il forte desiderio di ritrovare i territori dell’animo, verdeggianti di speranza, celati da una foschia di superficialità. In “Flaw” si rinviene, quindi, il fluttuare alla deriva, alla ricerca dei fermenti di libertà ideale che possa portare allo sfuggire dai condizionamenti nascosti, che spesso regalano un benessere apparente ma poco rispettoso del Sé e dell’ambiente. E’ nei colorati codici a barre, DNA dell’origine delle cose, il flashback che vuole far riaffiorare il ricordo dei valori spenti dall’esteriorità.
L’allegoria della vita è nel carnevale a Venezia, in una maschera che denuncia la tragicomicità dell’attimo dell’esistere dell’uomo che, negli sgargianti colori della festa, spesso trionfanti e passionali rossi, svende il suo Io per l’apparire.
La risata, amara, di Albert Einstein, il cui suo profilo conosciuto si delinea nel groviglio d’intreccio di tratti perpendicolari, è la denuncia di un genio, che voleva capire il senso del tutto, che assiste allo sfacelo umano. La sua mimica è divertito sarcasmo di chi osservando l’energia vitale degli effetti della luce, diventati trama di una storia fatta di segni di toni che costruiscono inferriata, ritrova una prigione spirituale e mentale da cui è difficile sfuggire.
Nei soggetti di profili di città, che s’intravedono dietro steccati d’intrichi di tinte, dove si descrive l’intima unione fra uomo spazio tempo, prendono forma i sogni piegati all’utilità del momento.
Nelle opere dell’artista c’è tutta la delusione di chi osserva l’uomo che non vuole e non sa rispettare i ritmi della terra e se stesso.
“Trees”, alberi diventati allegoria di speranza, sono dipinti in cui regna l’armonia compositiva che porta a un rilassamento sensoriale: boschi, barriere di difesa della natura che continua a illuminarsi e a replicarsi nella speranza che la coscienza di vita prevalga su tutto.



Patriz
L’opera di Patriz è la manifestazione del mondo al femminile che esalta l’inconscio in antichi riti creativi.
Il plasmare l’argilla è per l’artista generare le forme dello spirito, creare la rappresentazione dell’Io: donna - scultrice. Le sue figure sono racconti d’armonie di linee e di ombre, dove emerge la forza dell’istintivo gesto forgiante, che ha dato luogo ai volumi, che si esaltano nell’espressività del materiale usato. I turbamenti femminili, vestiti di sentimenti romantici, prendono forma in sculture dal forte impatto emozionale.
Nei bronzi e nelle ceramiche l’artista raffigura liriche d’amore che si perdono nel tempo che, nei riferimenti mitologici, esaltano le sofferenze che s’incontrano nell’inseguire i sogni. Di questo narra “Bord Orpheus”, una ceramica che, pur suggerendo la musicalità dell’armonia della natura, palesa la malinconia di una storia che non lascia spazio alle illusioni.
In “flowing thought” un’adolescente, dal corpo ancora acerbo, travolta dal flusso di pensieri e d’illusioni, è in attesa di diventare adulta. Viene rappresentata, con il seno alto, i glutei prominenti, con le braccia abbandonate e lievemente curvate in senso avvolgente nei confronti della sua incipiente sessualità, mentre con il capo reclinato all’indietro si rivolge con lo sguardo al cielo come se volesse implorare un futuro benigno. Lei è il simbolo del tempo che passa e della realtà che occupa il posto dei sogni.
La maternità è il motivo guida dell’opera di quest’artista. Questo si precisa nella ceramica “Sense of fertility” che descrive le mamme, dalle grosse mammelle, dai larghi fianchi e dalle vulve gonfie, donatrici di vita e d’amore avvolgente. In quest’opera si ritrova l’avito di una danza rituale della fertilità che propizia non solo nuove nascite, ma anche l’equilibrio fra uomo e natura. E’ auspicio nella scultura bronzea di due corpi che si uniscono divenendo uno solo, perso nella poesia dell’esistere.
La paura è in “Fish”, urlo muto di chi è alla ricerca di un anfratto sicuro, che ci svela le difficoltà della vita originata nel mare. Racconta, nella sua metallica fusione che conserva il gesto che l’ha modellato, gli affanni e il principio del tutto.
L’animo romantico dell’artista è presente in tutte le opere che, pur con una velata tristezza, lasciano spazio a un germoglio di speranza.

 
     
 

Fonte Notizia: Federica Murgia
 

Data: 11/09/2011;      Notizia Letta: 1213 volte.

 
 

 

 
     

 

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