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CINQUE ARTISTI CONTEMPORANEI PROVENIENTI DALLA RUSSIA

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

CINQUE ARTISTI CONTEMPORANEI PROVENIENTI DALLA RUSSIA

 
 

Inaugurazione: sabato 02 aprile 2011 ore 18.00

 
     
 

Clicca per ingrandireGALLERIA D’ARTE MENTANA
PIAZZA MENTANA 2,3,4R - FIRENZE
+39 055 211985 Galleria
 +39 335 1207156 Personale
galleriamentana@galleriamentana.it
http://www.galleriamentana.it/
Titolo: geoMetrie della luce
Inaugurazione: sabato 02 aprile 2011 ore 18.00
Fino al 22 aprile 2011
Abstract: L’arte russa contemporanea con le opere di: Daria Gavrilina, Julia Pantyushina, Maria Zaslavkaja, Tsiubulsky Oleg, Vasily Lebedev.
Un’esposizione che diventa incontro d’idee espressive, che riconducono agli intimi mondi di ciascun pittore presente. Il titolo della mostra, “geometrie della luce”, porta a una riflessione sul significato delle forme delle cose, punti e linee che diventano segno dell’animo, sino a essere pennellate che raccontano le suggestioni della luce: essenza di geometrie e di colori delle cose.
Orario: 11 - 13, 16.30 - 19.30 Chiuso Lunedì mattina e Domenica
Ingresso: libero
Vernissage: ore 18.00
Catalogo: in galleria

Artisti: Daria Gavrilina, Julia Pantyushina, Maria Zaslavkaja, Tsiubulsky Oleg, Vasily Lebedev.
La Direttrice artistica Giovanna Laura Adreani
presenta: “geoMetrie della luce”

Cinque artisti contemporanei provenienti dalla Russia
Un’esposizione che diventa incontro d’idee espressive, che riconducono agli intimi mondi di ciascun pittore presente. Il titolo della mostra, “geometrie della luce”, porta a una riflessione sul significato delle forme delle cose, punti e linee che diventano segno dell’animo, sino a essere pennellate che raccontano le suggestioni della luce: essenza di geometrie e di colori delle cose.
Le geometrie di silenzi, di Daria Gavrilina, sono nella ricerca di rilucenti prospettive di ghiaccio che tendono a sbordare dalla rigidità delle linee, per ritrovarsi in universi instabili di dialoghi d’oggetti che pare vogliano conservare una continuità del vero che si fonde con la mutevolezza del riflesso.
Le ampie pennellate di Julia Pantyushina sono tracce mobili, lasciate da un tratto costante che ritrova i segni dello sviluppo essenziale di una pittura pura. Nelle sue opere i miraggi di Sahara si mischiano a profumi speziati lasciando trasparire una sensazione di sogno e di umana solitudine arcana.
I ritmi malinconici, di Maria Zaslavkaja, emergono da una pittura tonale che si stempera in rosati bianchi e azzurri. I gocciolamenti di colore, sfuggiti dal pennello carico, sfumano in leggere velature che riportano a una realtà schermata e all’inconscio desiderio di un ritorno alla spiritualità.
I flutti di grasse pennellate, lasciate da Tsiubulsky Oleg, fanno emergere profonda un’inquietudine. Si avverte un arrovellarsi continuo sul disegno che nasconde il significato dell’umanità nell’infinito universo. Geometrie accennate creano vibrazioni dinamiche che diventano rifugio dei sogni.
Un volo di un “Blue bird”, che tagliando l’aria lascia la sua scia di colore volteggiante, è un concento cromatico che consente la fuga dall’attimo di Vasily Lebedev. Il tempo si allarga all’infinito in un messaggio che si fa più chiaro di speranza in un tunnel che va avanti alla ricerca di nuovi sogni.
Testi:
Daria Gavrilina
Le geometrie di silenzi, ricche di poesia, tendono a sbordare dalla rigidità delle linee, nella ricerca di rilucenti prospettive di ghiaccio. Mostrano un mondo che si è, solo momentaneamente, assopito nella staticità dei ricordi celati dai riverberi invernali. L’intimo sentimento dell’artista è nei colori, ma si fa più vivo e palpitante nei segni, che danno forma ai racconti di convivenza degli oggetti rappresentati dal racconto pittorico. Sono dialoghi virtuali creati da immagini mentali che si ritrovano in armonie compositive a lungo ricercate. Le vetrerie alchemiche, fatte da matracci e da ampolle, convivono con grucce in intrecci di riflessi, imbrigliati da sicuri tratti diritti di pennello, che cambiano nello spazio e nel tempo, divenendo fughe dal reale. Dialoghi d’oggetti che pare vogliano conservare una continuità del vero che si fonde con la mutevolezza del riflesso. Così gli universi instabili vivono negli equilibrismi di oggetti dai colori pastello, dove le ombre si sono stemperate in un armonioso chiarismo.
Julia Pantyushina
Il deserto di sabbia si accende, sotto i raggi del sole infuocato, sino a togliere l’aria vitale. Le rifrazioni d’impasti di colori ocra si striano di rosso, in luci tremule di variazioni che lasciano spazio a desideri prefigurati in miraggi di Sahara. Nelle opere dell’artista si avverte un profumo speziato che, nell’immagine, si colora di giallo, di ocra, mischiandosi con tonalità cerulee e rosate: sensazione di serena armonia. Le stimolazioni visive si trasformano in olfattive e del gusto, facendo avvertire le brezze esotiche, sintesi di una felicità primigenia di un mondo sognato. Le ampie pennellate sono tracce mobili lasciate da un tratto costante che ritrova i segni dello sviluppo essenziale di una pittura pura. Il movimento circolante di venti, che portano a un turbinio, si manifesta in rosate speranze che si aggrumano lasciando tracce di bagliori fulminei scaldate dai gialli. Una sensazione di solitudine arcana racconta di natura, di vita e di sogni nei colori che diventano simboli dell’essenza di vita umana.
Maria Zaslavkaja
Nelle opere di Maria Zaslavkaja l’equilibrio si manifesta in una percezione del silenzio, in una calma che sa di meditazione. Ritmi malinconici emergono da una pittura tonale che si stempera in rosati bianchi e azzurri. Lasciando sfuggire gocciolamenti dal pennello carico il colore sfuma verso leggere velature che riportano a una realtà che appare schermata, quasi per poter manipolare meglio il vero. Tutto viene avvolto da una foschia densa che, pur lasciando trasparire piani d’orizzonte, pare non voglia dare vie di fuga oltre il rappresentato. L’immaginazione ha, però, pieno spazio nelle pennellate che si elevano o discendono in un gioco che configura mondi inconsci. Ecco emergere dalle nebbie colori e abbozzi che sanno di religiosità e di ricerca interiore e formale. Le irreali città d’ombre, che vivono nelle opere, sono avvolte da un’assordante assenza di rumori e dall’inconscio desiderio di un ritorno alla spiritualità. Un riferimento chiaro alla società frenetica di oggi che si è persa solo nell’illusione del possesso dei beni materiali.
Tsiubulsky Oleg
Incroci di spatolate di grigi e granata che si stemperano in mille tonalità, sono percorsi da grumi trasversali che si raccolgono creando rialzi che diventano racconto dello spirito. Fantasmagoriche luminescenze di trionfante rosso emergono dalle sfumate ombre azzurro-viola esaltandosi alla ricerca di mete ideali. I flutti di grasse pennellate fanno emergere un’inquietudine profonda: un arrovellarsi continuo sul disegno che nasconde il significato dell’umanità nell’infinito universo. I profondi blu si fanno azzurri nella rincorsa del compimento del desiderio. Limiti invalicabili riportano alla piccolezza dell’uomo: è una gara della vita e della morte che non da scampo. Geometrie accennate creano vibrazioni dinamiche che diventano rifugio dei sogni. La spiritualità di un triangolo, prende spazio in un labirinto giallo-rosso, porta al desiderio di una gioiosità nuova. L’azzurro del mare e del cielo, coronato di uno splendente dorato che lo separa dal bianco, sintesi di tutti i colori, sembra voler esaltare la ricerca di una religiosità perduta nei labirinti dell’animo umano.
Vasily Lebedev
L’armonia di una romantica musica dolce porta al turbinio di un valzer campestre, ad un volo di un “Blue bird”. Uccello blu che tagliando l’aria, lascia la sua scia di colore volteggiante. E’ un concento cromatico di pennellate ampie e grasse che trova significato in una prospettiva spaziale che consente la fuga dall’attimo. Il tempo si allarga all’infinito in un messaggio che si fa più chiaro di speranza in un tunnel che va avanti alla ricerca di nuovi sogni. Gli scuri s’illuminano in un tramonto che dal rosseggiante vira alla luminosità di fasce dorate che si perdono in un rilucente bianco. Le tracce di colore, lasciate da un ritmo continuo di pennellate, s’incrociano in vampe di rosso e d’arancio che s’illuminano in rosati più chiari di luce. E’ il tempo che passa vestendosi d’una canzone allegra e d’attesa di primavera. I primi germogli sfumati di giallo e di verde si amalgamano nel racconto intimo di una pittura che rappresenta l’essenza dello spirito.
Testi a cura di Federica Murgia

 
     
 

Fonte Notizia: Emanuela Paba
 

Data: 28/03/2011;      Notizia Letta: 1427 volte.

 
 

 

 
     

 

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