Tutte le Notizie dal 2011
Sport  

Visite dal 01-05-2001

 

 

Sponsor di Specchia.it

 

 

MARIA CONSERVA E GIUSEPPE COLUCCI ALLA GALLERIA D’ARTE MENTANA

 

Dalla rubrica "Cultura" di www.Specchia.it

 
 

MARIA CONSERVA E GIUSEPPE COLUCCI ALLA GALLERIA D’ARTE MENTANA

 
 

Inaugurazione: sabato 02 aprile 2011 ore 18.00

 
     
 

Clicca per ingrandireSALETTA MENTANA GALLERIA D’ARTE MENTANA
 PIAZZA MENTANA 2,3,4R - FIRENZE
+39 055 211985 Galleria
 +39 335 1207156 Personale
galleriamentana@galleriamentana.it
http://www.galleriamentana.it/
Titolo: Bipersonale
Inaugurazione: sabato 02 aprile 2011 ore 18.00
Fino al 22 aprile 2011
Abstract: Un incontro artistico, che si manifesta mantenendo le specificità di ciascuno, che, nella condivisione dell’idea dell’arte, ha trovato l’armonia della vita, non casuale, essendo coniugi.
Orario: 11 - 13, 16.30 - 19.30 Chiuso Lunedì mattina e Domenica
Ingresso: libero
Vernissage: ore 18.00
Catalogo: in galleria
Curate da: Giovanna Laura Adreani

Mostra di:
MARIA CONSERVA E GIUSEPPE COLUCCI

La Direttrice artistica Giovanna Laura Adreani, nella Saletta d’Arte Mentana,
presenta, in contemporanea con la collettiva “geoMetrie della luce”, Maria Conserva e Giuseppe Colucci.
Un incontro artistico, che si manifesta mantenendo le specificità di ciascuno, che, nella condivisione dell’idea dell’arte, ha trovato l’armonia della vita, non casuale, essendo coniugi.
Nelle interessanti opere di Maria Conserva si avverte la meditazione profonda di chi, prima di dare una sola pennellata, per interpretare e fissare sulla tela i propri sentimenti, ascolta, attimo per attimo, le proprie sensazioni e i propri turbamenti: spesso legati alla donna - madre. Questo pensiero si avverte anche nell’allegoria dei gusci di conchiglie, dai ventri ingrossati di maternità incipiente, che riportano al ritmo del tempo che si perpetua.
Il fotografo Giuseppe Colucci concentra le proprie emozioni in esplosioni di significati coinvolgenti. Nel riprendere il corpo femminile, diventato il suo campo d’espressione artistica, fa oscillare i segni da materni verso una sensualità ricercata e da lui rivelata in un concentrato di emozioni che, con antiche croci, denunciano i turbamenti inconsci della donna: che si ritrova a lottare con le ombre del suo io che si proiettano in aggressioni autodistruttive.


Testi:
Maria Conserva
In un’atmosfera tinta da blu notturni, un’intrigante luna passionale stria di rosso le conchiglie ancorate in uno spasmo di vita. Questi climi, nelle opere di Maria Conserva, diventano racconto del tempo delle cose. Ombre che esaltano movimenti lenti e ancestrali di una danza, suggerita da una dolce risacca e da poetiche memorie di melodie di sirene, che si manifestano in inchini lievi che seguono le correnti dell’esistere. Gusci dai ventri ingrossati, di maternità incipiente, sono il ritmo del tempo che si perpetua. Avvolgimenti di vele che solcano i sogni, seguendo rotte di desiderio che fanno impallidire la luna solo pocanzi amicante, si tingono delle energie rosseggianti nell’attesa del domani: del replicarsi dell’oggi e del divenire del sempre. La madre, madre terra e dell’universo, dagli occhi socchiusi e dal volto pervaso di una pietosa espressione di donazione d’amore, tiene ancorate a se le scorze di sofferenze, solo apparentemente dimenticate e in un abbraccio avvolgente, continua a sostenere la città fatta da geometrie di prospettive esplose, nella ricerca di una sicurezza nello spirito.

Giuseppe Colucci
L’artista riesce a mostrare il mondo come ai raggi x. Egli s’impossessa, in un attimo, dell’essenza delle cose e di tracce delle strutture. Le luci artificiali costruiscono immagini che appaiono carpite dopo lunga meditazione alla ricerca dell’aura: ombra che avvolge, donando luminosità nuove e sensazioni che riportano alla spiritualità. Così, Giuseppe Colucci, ottiene un abbozzo che contiene in se tutti gli elementi descrittivi, non solo delle forme ma anche della psiche dei soggetti. I fuochi di passione si accendono illuminandosi in chiarori di giallo diventato la metafora dell’energia vitale. Nelle opere i corpi femminili appaiono in bilico fra segni che da materni oscillano verso una sensualità ricercata e rivelata. Si ravvisa una tensione, che porta a fratture fra desiderio e realtà, che condiziona la ragazza sino a farla giacere con le membra spezzate dall’allegoria di un rosa-fucsia che annulla la ricerca di libertà. Antiche croci portano a turbamenti inconsci della donna che si ritrova a lottare con le ombre del suo io che si proiettano in aggressioni autodistruttive.
Testi a cura di Federica Murgia

 
     
 

Fonte Notizia: Emanuela Paba
 

Data: 28/03/2011;      Notizia Letta: 1362 volte.

 
 

 

 
     

 

Partners Specchia.it

 

 

Cerca con GOOGLE



 

Cerca nel sito www.specchia.it

Cerca nel WEB

 

Sponsor

 

 

Newsletter

Per avere le notizie piú importanti di Specchia-News,
inserisci il tuo indirizzo e-mail!


 

 

Sponsor