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A PROPOSITO DI ECOTOTEM ...

 

Dalla rubrica "Attualitá" di www.Specchia.it

 
 

A PROPOSITO DI ECOTOTEM ...

 
 

Replica del sindaco di Specchia all’articolo del 16 gennaio 2011 del Presidente ECOSPO Anna Laura Remigi

 
     
 

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Ogni tanto purtroppo bisogna anche trovare il tempo per smentire chi pensa di costruirsi un futuro politico con la BUGIA e CARPENDO la buona fede della gente.

I FATTI:
In data 22.06.2010 prot. n°5337, il Comandante della Polizia Municipale Ten. Luigi SCUPOLA comunicava all’Ufficio Tecnico Comunale quanto di seguito testualmente riportato: “…in via Campo Sportivo alle ore 10,00 circa del 21.06.2010, riscontrava il posizionamento su suolo pubblico di alcuni porta pali della SIP. Tali porta pali erano ubicati in verticale fuori dal piano di calpestio. Dalle informazioni assunte è risultato che tale intervento è stato eseguito dalla ECO – SPO di Specchia senza alcuna autorizzazione. Tanto si comunica per dovere di ufficio e per il più a praticarsi, giusto la pericolosità che costituiscono o potrebbero costituire sia per la circolazione dei veicoli, sia per l’incolumità dei cittadini.”

In data 22.06.2010 prot. n°5314 (STESSA DATA DEL VERBALE DEI VIGILI) perveniva presso L’ufficio tecnico, una richiesta di Permesso di Costruire “ in sanatoria”, registrato come Pratica Edilizia n°86/2010, a nome della Associazione ECO-SPO con sede in Piazzetta San Giovanni a Specchia, a firma del Presidente Responsabile dello stesso “Gruppo”, Avv. Anna Laura REMIGI e con progetto a firma dell’Ing. Adolfo SCUPOLA, avente ad oggetto: “Posizionamento di 4 vecchi reggi pali S.I.P.”, ed inerente nello specifico, i lavori riguardanti il posizionamento di 4 vecchi reggi pali S.I.P., oggi Telecom, su di un’area pubblica destinata a parcheggio, ricadente in area tipizzata come “H - Zona di Rispetto Cimiteriale” dal P.U.G. vigente.

Come di fatto evincibile dagli elaborati progettuali presentati, i lavori, di fatto già eseguiti, sarebbero consistiti nel posizionamento, ad uso ornamentale, di quattro vecchi reggi pali S.I.P., da decenni abbandonati in tale area.

Il responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia con istruttoria d’ufficio riportata nel verbale n° 102 del 24.06.2010 esprimeva PARERE SFAVOREVOLE con le seguenti motivazioni:
Le opere sono state realizzate su territorio di proprietà comunale destinato a parcheggi dallo strumento urbanistico vigente, senza la necessaria autorizzazione preventiva e senza riferimento alcuno alle norme di riferimento del codice della strada, utilizzando, peraltro impropriamente, elementi tecnici destinati ad altra specifica funzione, pertanto le opere realizzate risultano essere totalmente abusive. Il mantenimento di tali elementi, così come posizionati ed ubicati dal gruppo ecologico spontaneo Eco – Spo di Specchia, oltre che esporre l’Amministrazione Comunale ad eventuali richieste risarcitorie in caso di danni provocati a persone o cose, costituiscono oggettivo pericolo alla pubblica incolumità, in quanto posizionati impropriamente su area pubblica a ridosso di una arteria stradale ad alta percorrenza ed in prossimità di un incrocio.
I quattro vecchi reggi pali S.I.P. risultano essere attualmente di proprietà della Telecom S.p.a., e quindi, di fatto, non sono “utlizzabili” o “riutilizzabili”, nè da parte di questa Amministrazione Comunale nè da parte di altri Enti, Associazioni o Società atteso che, agli atti della pratica in argomento, non risulta esserci alcuna autorizzazione all’utilizzo rilasciata dalla società Telecom s.p.a.
Infine è doveroso evidenziare che tali reggi pali S.I.P. dovranno essere necessariamente trattati come rifiuto “speciale” e, di conseguenza, essere smaltiti a cura e spesa di Telecom S.p.a. presso discarica autorizzata previa rimozione degli stessi per la messa in sicurezza dell’area.

L’Ufficio tecnico nel periodo intercorrente dalla data 21.06.2010 al 14.01.2011 ha cercato di risolvere la situazione dell’improprio utilizzo, e della impropria ubicazione di tali porta pali, interfacciandosi sia con il tecnico progettista, sia con TELECOM S.p.a., facendo presente che per l’utilizzo di tali elementi tecnici sia l’Ufficio Tecnico sia l’Amministrazione Comunale non aveva poteri ad autorizzarne il riutilizzo in quanto gli stessi appartenti, cioè di proprietà della stessa TELECOM S.p.a.

Questi i fatti documentati presso l’ufficio tecnico del comune di Specchia.

Oltre ai tanti seri problemi ed alle altrettante legittime domande cui quotidianamente siamo chiamati a rispondere, come accennato in premessa, purtroppo bisogna trovare anche il tempo per smentire chi dei veri problemi che affliggono il nostro paese non vuole interessarsene in maniera costruttiva e preferisce esercitarsi in sterili e misere argomentazioni che lasciano il tempo che trovano.

Da quanto innanzi emerge in maniera chiara, e senza ombra di dubbio alcuno, la illegittimità dei comportamenti posti in essere da parte di chi vorrebbe ergersi a paladino delle regole e depositario di ogni umana saggezza (LA LEGGE VUOLE CHE L’AUTORIZZAZIONE PRECEDA I LAVORI E NON VICEVERSA).

Prima ancora di pretendere dagli altri il rispetto delle regole, REGOLE CHE COMUNQUE GLI ALTRI RISPETTANO, bisogna innanzi tutto quelle regole imparare a rispettarle, e soprattutto abbandonare la presunzione che il proprio operato sia l’unico possibile ed il migliore in assoluto.

Ritengo sia noto a tutti che per eseguire delle trasformazione sul territorio bisogna innanzi tutto essere di quel territorio proprietario e, ove proprietario non si sia, avere da quest’ultimo l’autorizzazione. Necessita poi che quanto si abbia in mente di realizzare, sia conforme alle norme vigenti e non costituisca insidia e pericolo per la pubblica incolumità. Detto giudizio compete, per legge, preventivamente, agli uffici Comunali preposti. Da ultimo, e non per importanza, anche all’Autorità politica, cui è stato demandato il potere-dovere di governare e quindi di esprimere anche il proprio parere.

E’ di tutta evidenza che i comportamenti al di fuori dello schema innanzi descritto sono illegittimi. Chi si arroga il diritto di violarli per il gusto di farsi pubblicità, espone non solo se stesso ma anche altri, ai rigori della legge; quella legge che si afferma sempre ed a ogni piè sospinto di conoscere e che non solo si viola ma si induce anche altri, in perfetta buona fede a violare.

Tale violazione, potrebbe portare alla necessità per questi ultimi di farsi difendere da avvocati che non pagherebbero con oboli o offerte ma con soldi frutto del sudore loro o dei loro genitori.

Un rifiuto, i reggi pali, sia supino che in verticale, sempre rifiuto resta e non basta certamente cambiargli nome per fargli avere una legittimazione, addirittura ecologica.

Ad ogni buon conto, il responsabile dell’ufficio tecnico, se non ha già provveduto, provvederà alla sistemazione o allo smaltimento dei manufatti in cemento così come è previsto dalle vigenti normative.

Antonio Biasco

 
     
 

Fonte Notizia: Antonio Biasco
 

Data: 24/01/2011;      Notizia Letta: 3964 volte.

 
 

 

 
     

 

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