Logo IWBank 235x60  

FESTA DI CINEMA DEL REALE

 A Specchia (Lecce) dal 21 al 24 luglio 2010. Programma e presentazione della manifestazione.

 

Clicca per ingrandireFestival del Cinema documentario
nell’ambito della
Festa di Cinema del reale
Settima edizione
CUORI / PIETRE / TRASFORMAZIONI

DAL 21 AL 24 LUGLIO 2010
CASTELLO RISOLO – SPECCHIA (LE)
INGRESSO GRATUITO


Ideazione e organizzazione
Big Sur
Associazione Cinema del reale
OfficinaVisioni

Cofinanziato da
Unione Europea
Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV - Linea d'intervento 4.3
Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali
Fondazione Apulia Film Commission

Con il contributo di
Comune di Specchia

Con il patrocinio di
Provincia di Lecce Assessorato alla Cultura

In collaborazione con
COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo)
DOC/IT (Associazione Documentaristi Italiani)
Università degli studi di Teramo – Facoltà di Scienze della comunicazione
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Archivio Nazionale del Film di Famiglia Home Movies
Cineteca di Bologna
Cineteca Lucana
Documè
UCCA
ildocumentario.it

Bibi Film
Coolclub
DakhlaVision
Fondo Verri
Idrusa
Indigo Film
Ipotesicinema
Kurumuny
Manifatture Knos
Media Land
Muud produzioni
Pulsemedia
Showlab
Sottotraccia-Gruppo Informale
Untertosten Film
Variemani
Vivofilm
Zenit arti audiovisive
Pe(n)sa differente
YoYo Art

Festa di Cinema del reale
Quattro giorni di proiezioni, mostre, installazioni, incontri, seminari e musica dal vivo per sostenere e promuovere le narrazioni del reale e il cinema documentario realizzato in Italia, nei paesi del Mediterraneo e nel mondo.

Dal 21 al 24 luglio ritorna il cinema “che si fa fuori” per raccontare le realtà del mondo. Resiste infatti per il settimo anno consecutivo la Festa di Cinema del reale, ideata e realizzata da Big Sur con l’Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni e con la direzione artistica del filmaker Paolo Pisanelli. Cinema del Reale resiste alla crisi e alle tempeste che in Italia investono i finanziamenti per il cinema, la cultura e lo spettacolo.

Anche questa edizione, che ha come tema “Cuori, pietre e trasformazioni”, tre parole chiave unite da un filo rosso che collega i film che verranno presentati, sarà ospitata all’interno del cinquecentesco Castello Risolo di Specchia, cittadina di impianto medioevale situata in uno dei punti più alti del Salento ed annoverata tra i borghi più belli d’Italia. Specchia, in occasione della ‘Festa’, ospiterà gli autori dei film in programma, registi, produttori, turisti, studenti e appassionati di cinema, trasformandosi in una vera e propria Cittadella del Cinema del reale.

La Festa di Cinema del reale non è solo una rassegna di cinema documentario: mostre, installazioni sonore, film musicati dal vivo, seminari e incontri, aperitivi musicali al calar del sole, fogli di poesie, e una grande festa finale sul terrazzo del Castello fino all’alba, animeranno per quattro giorni il piccolo borgo salentino. Un importante momento di confronto per raccontare storie del "reale" che mettono in relazione modi diversi di vivere e pensare.

Tra gli autori invitati i registi Michelangelo Frammartino, Laura Halilovic, Pietro Marcello, Costanza Quatriglio, Rossella Piccinno, Stefano Savona, Carlo Schirinzi, Chiara Idrusa Scrimieri, Emanuele Svezia e Daniele Vicari. Quest’anno la Festa sarà dedicata a Gianfranco Mingozzi, regista recentemente scomparso, che fin dalla prima edizione ha collaborato al progetto Cinema del reale. Inoltre la Festa ospita un omaggio a Elio Piccon, cineasta dallo stile fortemente innovativo, che ha sperimentato e realizzato molti film documentari negli anni Cinquanta e Sessanta. Sarà presente anche la Presidente onoraria dell’Archivio Cinema del reale, Cecilia Mangini, che presenterà il documentario “La briglia sul collo”, sull’educazione di un ragazzo “difficile”.

Da quest’anno parte una nuova sezione per gli spettatori nottambuli: Cineteca Di Notte / Le pietre nell’occhio, ovvero i film che hanno scosso il modo di vedere. Giovedì 22 luglio, a partire dall’1.00 di notte, inaugurerà la sezione il documentario “Napoli” di Wladimir Tcherkoff, un viaggio senza tregua che attraversa “ la capitale del Sud” come se fosse un campo di battaglia. La notte successiva sarà la volta di “All’armi siam fascisti” di Lino Del Fra, Cecilia Mangini e Lino Miccichè, film perseguitato e censurato, realizzato nel 1961 come protesta al neofascismo dell’Italia dei primi anni Sessanta: un’opera eccezionale che ha rivoluzionato il modo di intendere e di realizzare un “film di montaggio”.

Nel corso della manifestazione si svolgeranno incontri su poetiche e pratiche cinematografiche degli autori invitati, ai quali verrà conferito il Premio Cinema del reale.

Le serate saranno aperte da aperitivo & musica dal vivo. Saranno presenti alla manifestazione cantori e musicisti, appartenenti a generazioni diverse: Corde tese, nuova formazione composta da musicisti salentini, e I Cantori di Villa Castelli, interpreti di una tradizione musicale “esplosiva”. L’evento speciale è dedicato alla città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni: La conta d’Aquila del gruppo Animammersa, ensemble di musicisti e attrici, nata come risorsa vitale e creativa dopo il terremoto abruzzese del 6 aprile 2009.

I film documentari del passato sono selezionati in collaborazione con l’Archivio della Cineteca Lucana, l’Archivio audiovisivo del Movimento Operaio e democratico e l’Archivio nazionale della memoria filmica familiare Home Movies.

In questa settima edizione verrà incrementata l’attività dell’Archivio di Cinema del reale per il recupero e la digitalizzazione di documenti audiovisivi e opere cinematografiche (anche provenienti da archivi privati e di famiglia) per favorire la costruzione di una memoria collettiva sulle realtà del Salento, della Puglia e dei Paesi del Mediterraneo. La collaborazione con gli altri archivi citati darà vita a una installazioni e eventi speciali realizzati attraverso digitalizzazioni di film di famiglia e di cineamatori, che poi verranno musicati dal vivo da artisti salentini.

Cinema del reale è un cinema ambulante, senza poltrone, senza botteghino e senza effetti speciali che si fa per strada e dovunque. È il cinema che “si fa fuori”, che invita le persone a incontrarsi, a guardare i luoghi dove viviamo, le cose che succedono, raccogliendo memorie e amnesie, luci e ombre. In questa edizione stra-ordinaria la Festa di Cinema del reale invita a volgere gli sguardi sullo schermo per incontrare Cuori appassionati, durezze di Pietre e differenti Trasformazioni attraverso il cinema più spericolato, curioso e inventivo che si possa vedere e ascoltare. L’evento è una vera e propria ‘festa’ dedicata agli autori e alle opere cinematografiche e video che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà passate e presenti nel mondo. Sono generi documentari differenti: film sperimentali, film-saggio, diari personali, film di famiglia, grandi reportage, inchieste storiche, narrazioni classiche, racconti frammentari. I film proiettati durante la ‘Festa’, opere di autori riconosciuti o meno noti con diversi orizzonti geografici, politici e culturali, sono espressione di un cinema che spesso dispone di limitate risorse economiche (ed in questo momento più che mai) ma è dotato di grandi capacità inventive e comunicative.

Da quest’anno la Festa di Cinema del reale ospita il Festival del Cinema Documentario, progetto cofinanziato da Unione Europea (Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV - Linea d'intervento 4.3), Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali e Apulia Film Commission, che prevede due anni di attività finalizzate alla promozione del Cinema del reale. Prossimo appuntamento in programma “Apri l’occhi” concorso per cortometraggi documentari rivolto a giovani autori, che si terrà in ottobre nel castello di Copertino (Le).

Cinema del Reale: ideazione e organizzazione Big Sur, Associazione Cinema del reale, Officina Visioni, Cofinanziato da Unione Europea, Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV - Linea d'intervento 4.3, Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali, Apulia Film Commission con il contributo di Comune di Specchia con il patrocinio di Provincia di Lecce Assessorato alla Cultura e con Copeam (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo), Doc/It (Associazione Documentaristi Italiani), Università degli studi di Teramo – Facoltà di Scienze della comunicazione, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Archivio Nazionale del Film di Famiglia Home Movies, Cineteca di Bologna, Cineteca Lucana, Documè, ildocumentario.it, Bibi Film, Coolclub, DakhlaVision, Fondo Verri, Idrusa, Indigo Film, Ipotesicinema, Kurumuny, Manifatture Knos, Media Land, Muud produzioni, Pulsemedia, Showlab, Sottotraccia-Gruppo Informale, Untertosten Film, Variemani, Vivofilm, Zenit arti audiovisive


P R O G R A M M A

Mercoledì 21 luglio

ore 20,30
APERITIVO & MUSICA DAL VIVO
PIAZZA DEL POPOLO
CORDE TESE
Vibrazioni sonore tra minimalismo melodico e tradizione nativa, sperimentazione e improvvisazione aprono la Festa di Cinema del reale.

PROIEZIONI
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 21:00
DEDICATO A GIANFRANCO MINGOZZI
Estratto da “La terra del rimorso”
di Gianfranco Mingozzi, musiche di Egisto Macchi
(Italia 1982, colore, 6’30’’)
Galatina, festa dei santi Pietro e Paolo. Mingozzi ritorna nel Salento e dai tetti filma le ultime straordinarie testimonianze di un rito quasi perduto, inventando una danza senza tempo, musicata dal maestro Egisto Macchi.

TRE TEMPI DI CINEMA ASTRATTO
di Elio Piccon, musiche di Roman Vlad
(Italia 1951, b/n, 11’)
Poema visuale fondato sulla fusione analogica di ritmi plastici musicali e di colore su un unico piano: lo schermo. Una pietra miliare del cinema d’avanguardia, opera di un giovanissimo Piccon.

ore 21,30
LE QUATTRO VOLTE
di Michelangelo Frammartino
(Italia 2010, colore, 88’)
Un paese calabrese abbracciato da colline affacciate sullo Ionio. Un posto dove il tempo sembra essersi fermato, dove le pietre hanno il potere di cambiare gli eventi e le capre si soffermano a contemplare il cielo.

PERFORMACE
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 23,00
LA CONTA D’AQUILA
Animammersa
La narrazione di un anno di terremoto a L’Aquila, dall’incredulità dei primi mesi alla diaspora sulla costa, dall’annientamento di un futuro alla riconquista di un passato, tra sovraesposizione e oscurantismo mediatico.

PROIEZIONI
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 23,30
IL PANTANO
di Elio Piccon
(Italia 1968, b/n, 11’)
Il cineasta ligure racconta la quotidianità di un lavoro massacrante in terra di Puglia: la pulizia di un pantano che non permette il passaggio delle barche, la lotta per la sopravvivenza di un popolo ai limiti della miseria.

HANNA E VIOLKA
di Rossella Piccinno
(Italia 2009, colore, 56’)
Due storie diverse di vita che raccontano la stessa città: Lecce. I partecipanti al laboratorio per videomaker ‘La città invisibile’, affrontano la sfida di filmare luoghi familiari attraverso “altre” prospettive.

ore 00,45
LA CITTA’ INVISIBILE
Di A.A.V.V.
A cura di Mattia Soranzo
(Italia 2010, colore, 20’)
Due storie diverse di vita che raccontano la stessa città: Lecce. I partecipanti al laboratorio per videomaker ‘La città invisibile’, affrontano la sfida di filmare luoghi familiari attraverso “altre” prospettive.

ore 01,15
GIORGIO/GIORGIA
(storia di una voce)
di Gianfranco Mingozzi
(Italia 2008, colore, 52’)
Giorgia O’Brien (all’anagrafe Giorgio Montana) fu una delle più grandi dive del palcoscenico italiano tra gli anni ‘50 e ‘60 e un fenomeno unico di trasformismo vocale e sessuale.

Giovedì 22 luglio

ore 10,30 - 13,30
POETICHE/PRATICHE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI
Lo sguardo sonoro
Il montaggio cinematografico secondo Benni Atria
Un seminario condotto da un montatore/sound designer tra i più geniali del panorama italiano.

ore 20,30
APERITIVO & MUSICA DAL VIVO
PIAZZA DEL POPOLO
I Cantori di Villa Castelli
La vita rurale delle popolazioni dell’alto brindisino raccolta e narrata nei canti appassionati dei Cantori di Villa Castelli: cuori arroccati sulle pietre pugliesi.

PROIEZIONI
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 21,00
CON IL CUORE FERMO, SICILIA
di Gianfranco Mingozzi
(Italia 1965, colore, 26’)
Un’opera di grandissimo impatto che denuncia i problemi della Sicilia: l’arretratezza economica e culturale, l’analfabetismo, le condizioni di lavoro insostenibili, i fanatismi millenari, la violenza mafiosa.

ore 21.30
CAVALLI CIECHI
di Elio Piccon (Italia 1968, b/n, 11’)
Una grande testimonianza dell’estenuante lavoro sulle coste del Gargano: la fatica ed il logorio imposti da una grande macchina da pesca -il trabuccole membra consumate dal sole, dalla salsedine, dalla fame, di alcuni uomini ‘prigionieri’ di un luogo bellissimo e isolato.

ore 21.45
IL MIO CUORE UMANO
di Costanza Quatriglio (Italia 2009, colore, 50’)
Un viaggio sincero e affascinante attraverso i luoghi e le emozioni della
cantante Nada Malanima, che con generosità ripercorre la propria vicenda di donna e di artista: lo strappo dal mondo rurale, la vita e le contraddizioni di un mestiere profondamente amato.

ore 22.45
PIOMBO FUSO
di Stefano Savona (Italia 2009, colore, 82’)
È un film che racconta l’attacco bellico compiuto da Israele nei territori della striscia di Gaza tra la fine del dicembre 2008 e il gennaio 2009. Una testimonianza diretta, spietata, reale della sofferenza di un popolo e della ‘banalità’ della violenza.


ore 00.00
TUTTE LE BARCHE A TERRA
di Chiara Idrusa Scrimieri (Italia 2009, colore, 56’)
Gallipoli, città di mare. Cantano i pescatori alla festa di paese, cantano le donne stendendo il bucato. Alle nipoti le anziane cantano l’amore, la paura, la morte, per stemperare la solitudine provocata da un mondo che, fuori da lì, si trasforma con prepotenza.

CINETECA DI NOTTE
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 1.00
LE PIETRE NELL’OCCHIO
NAPOLI
di Wladimir Tcherkoff (Italia 1974, b/n, 70’)
La Napoli di ieri testimonia le radici della Questione Meridionale. La macchina da presa di Tcherkoff indaga nei vicoli della “capitale del Sud” dove, migliaia di uomini, donne e ragazzi lottano per la sopravvivenza, praticando mestieri improvvisati e dando vita a forme di sottoeconomia.

Venerdì 23 luglio

ore 10,00 - 13,30
POETICHE/PRATICHE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI
Filmare il Sud
incontro/dibattito
- presentazione del progetto Inter-Rives
Una serie di documentari corti sui paesi del Mediterraneo
a cura di COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo)
- Sud e sviluppo negli sguardi del cinema documentario
incontro con l’Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente (Regione Puglia), i registi Cecilia Mangini, Daniele Vicari, Michelangelo Frammartino, il critico cinematografico Antonio Medici (AAMOD), Silvio Maselli e Luigi De Luca ( Apulia Film Commission) coordinatore Paolo Pisanelli

POETICHE/PRATICHE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI
ore 10.30 - 13.30
FILMARE IL SUD
incontro/dibattito
Presentazione del progetto Inter-Rives
Sud e sviluppo negli sguardi del cinema documentario

PERFORMANCE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI
ore 20.30 (REPLICHE ore 22,30 e ore 00,00)
FONìE
Sculture sonore di
Antonio De Luca • Voce Silvia Lodi
Una originale installazione sonora/performance in cui il luogo ri-suona di un intreccio di voce e vibrazioni sonore negli spazi di una chiesa dove lo spettatore è chiamato ad una nuova e profonda esperienza di ascolto.

PROIEZIONI
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 21.00
LA BRIGLIA SUL COLLO
di Cecilia Mangini (Italia 1974, colore, 15’)
Borgata romana di San Basilio: Fabio, 7 anni, in romanesco un impunito, in italiano un “caratteriale”, viene assegnato a una classe differenziale. Il dubbio è che in gioco non ci sia la rieducazione di un bambino, ma il via libera all’omologazione sociale.

IO, LA MIA FAMIGLIA ROM E WOODY ALLEN
di Laura Halilovic (Italia 2009,colore, 50’)
Una ragazza Rom va ad abitare con la famiglia in un quartiere popolare di
Torino. La “conversione” alla vita stanziale, le dissonanze culturali, i sogni dell’adolescenza ricostruiti dalla narrazione vivace e attenta di Laura Halilovic, che ribalta le convenzioni degli sguardi sulla ‘diversità’ dei Rom.

ore 22.15
IL GARGANO DI ELIO PICCON
appunti di Natalia Piccon (Italia 2010, colore, 5’)
Il ritratto di un autore della cinematografia a contatto con una terra, il Gargano, che ha rappresentato una passione, forse un’ossessione. Natalia Piccon racconta
Elio Piccon con il fare dell’artista ma anche con gli occhi e il cuore di una figlia.

IL CAMPO
di Elio Piccon (Italia 1968, b/n, 11’)
Realizzato dopo la censura del suo film ‘L’antimiracolo’ Piccon ritorna sulla condizione miserevole dei lavoratori pugliesi. In questo intenso cortometraggio, viene raccontata la lotta dell’uomo per strappare alla palude la terra preziosa per la sopravvivenza: chi non sopporta questo destino è costretto ad emigrare.

ore 22.30
IL MIO PAESE
di Daniele Vicari (Italia 2006, colore, 107’)
Tra il 1959 e il1960 Joris Ivens raccontava lo sforzo di industrializzazione dell’Italia alla vigilia del boom economico. Cosa è rimasto oggi di quel sogno?
Tra il 2005 e il 2006 Daniele Vicari ha percorso da Sud a Nord la penisola per raccontare un paese in difficoltà, che sta tuttavia cambiando pelle.

CINETECA DI NOTTE
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 00.30
LE PIETRE NELL’OCCHIO
ALL’ARMI SIAM FASCISTI
di Lino Del Fra, Cecilia Mangini e Lino Miccichè (Italia 1962, b/n, 113’)
Il film è stato realizzato sull’onda delle grandi manifestazioni e degli scioperi antifascisti del luglio 1960, provocati in Italia dal governo Tambroni per la sua
apertura al neofascismo, poi ha subìto le violenze della censura di stato, ed è circolato anche clandestinamente. Un eccezionale “film di montaggio” a favore della libertà di espressione e d’informazione, in grado di mostrare alla
generazione di oggi il coraggio della testimonianza e la ricerca della verità.
Sabato 24 luglio

ore 10,00 - 13,30
POETICHE/PRATICHE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI
Appunti per un manuale del giovane filmaker: come ideare, finanziare, produrre, distribuire un film documentario ai tempi della crisi?
in collaborazione con Doc It
saranno presenti i registi Laura Halilovic, Pietro Marcello, Costanza Quatriglio, Rossella Piccinno, Stefano Savona, Carlo Schirinzi, Chiara Idrusa Scrimieri, Emanuele Svezia
il produttore Federico Schiavi (Presidente DOC IT), il distributore Giuliano Girelli (DOCUME’), il direttore di festival Fabrizio Grosoli, coordina Paolo Pisanelli

PROIEZIONI
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 21,00
NOTTURNO STENOPEICO
di Carlo Schirinzi (Italia 2009, colore, 8’)
Ritratti fotografici di clandestini e di drammatici sbarchi contemporanei s’intarsiano ad un affresco trecentesco del diluvio universale. La rianimazione/liquefazione delle immagini statiche di barche in mare è avvenuta attraverso filtri vitrei artigianali, tutto il resto è filmato con un foro stenopeico che concentra la visione sui singoli volti in contrasto alle immagini prive d’identità che ci giungono dai media.

ore 21.10
EARTHQUAKE ‘68:
GENTE DI GIBELLINA
di Emanuele Svezia (Italia 2008, colore, 70’)
La più controversa delle ricostruzioni a 40 anni dal terremoto del Belice, quando Gibellina, piccolo centro rurale della Sicilia, venne rasa al suolo dal sisma. Dopo 12 anni di baraccopoli nasce il suo nuovo centro: un paesedormitorio costruito secondo i canoni di un’urbanistica utopica, aliena dal contesto sociale locale.

ore 22.20
MUSIKI’
Suoni e visioni
dal territorio del Capo di Leuca
di A.A. V. V. (Italia 2010, colore, 20’)
Scoprire un territorio filmando, attraversare luoghi e incontrare persone… Filmare un luogo può significare curare un luogo. Questo film nasce durante il seminario/laboratorio “Musikì. Filmare la musica e il territorio”, finalizzato all’esplorazione filmica del Capo di Leuca, e alla realizzazione di documenti audiovisivi su canti e musiche tradizionali

ore 22.45
IL PREMIO
DI CINEMA DEL REALE 2010
Il premio Cinema del reale, viene conferito ad autori, produttori, distributori, responsabili di archivi audiovisivi, operatori culturali che hanno dato grande
impulso alla creazione, realizzazione e diffusione del cinema del reale.

Ore 23.15
LA BOCCA DEL LUPO
di Pietro Marcello (Italia 2010, colore ,65’)
Un uomo torna a casa, nel ghetto della città vecchia, dopo una lunga assenza. Nella piccola dimora l’aspetta da anni una cena fredda e Mary, la compagna di una vita. Si sono aspettati e voluti sin dal tempo in cui erano detenuti e ancora condividono il loro destino.

MUSICA DAL VIVO
ATRIO CASTELLO RISOLO
ore 00.20
LANDPARTIE (estratto)
di Klaus Voswinckel (Germania 1977, colore)
musicato dal vivo da Dj Popüloüs

FESTA CONCLUSIVA
TERRAZZA CASTELLO RISOLO
ore 00.30
LA FESTA DELLA FESTA
Suoni e visioni fino all’alba
Dj set con Popüloüs e Valeriana
INCONTRI e SEMINARI
POETICHE/PRATICHE
CONVENTO DEI FRANCESCANI NERI

22 luglio
INCONTRI D’AUTORE
LO SGUARDO SONORO
Il montaggio cinematografico
secondo Benni Atria
Un seminario condotto da un montatore/sound designer tra i più geniali del panorama italiano

23 luglio
INCONTRO
FILMARE IL SUD
Presentazione del progetto Inter-Rives
Una serie di documentari corti sui paesi del Mediterraneo
a cura di COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo)
Sud e sviluppo negli sguardi del cinema documentario
Incontro con l’Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente (Regione Puglia), i registi Cecilia Mangini, Daniele Vicari, Michelangelo Frammartino, il critico cinematografico Antonio Medici (AAMOD), Silvio Maselli e Luigi De Luca ( Apulia Film Commission) coordinatore Paolo Pisanelli

24 luglio
INCONTRO
Appunti per un manuale del giovane filmaker: come ideare, finanziare, produrre, distribuire un film documentario ai tempi della crisi?
in collaborazione con DOC IT
Perché ideare un film documentario? È una forma di comunicazione che coinvolge il pubblico? A quale pubblico si rivolge l’autore? Come trovare finanziamenti? Quali sono le "nuove" forme di produzione? Quali strategie di distribuzione sono più efficaci? Un incontro che mira a far emergere e confrontare poetiche e pratiche di produzioni audiovisive, da raccogliere in una sorta di “manuale” per giovani filmakers ai tempi della crisi.

Saranno presenti: i filmakers Laura Halilovic, Pietro Marcello, Costanza Quatriglio, Rossella Piccinno, Stefano Savona, Carlo Schirinzi, Chiara Idrusa Scrimieri, Emanuele Svezia
i produttori Federico Schiavi (Presidente DOC IT), Gregorio Paonessa e Marta Donzelli (Vivofilm), il distributore Giuliano Girelli (DOCUME’), il direttore di festival Fabrizio Grosoli, coordina Paolo Pisanelli


MOSTRE E INSTALLAZIONI
Immagini/Poetiche/Visioni

Nei giorni della manifestazione si terranno incontri-laboratorio e saranno allestiti spazi espositivi relativi a opere grafiche e fotografiche. La sezione Sguardi e visioni della Festa di Cinema del reale ospiterà all’interno del Castello Risolo e nel Convento dei Francescani Neri, mostre e video-installazioni che nelle passate edizioni hanno riscosso molti apprezzamenti e grande partecipazione di pubblico.

FACCE / PIETRE / PAESAGGI
installazioni video
a cura di Laboratorio Musikì
Volti e territori incontrati durante “Musikì. Filmare la musica e il territorio”, il seminario-laboratorio finalizzato all’esplorazione filmica del Capo di Leuca, e alla realizzazione di documenti audiovisivi su canti e musiche tradizionali.

AUDIENCE
fotografie di Marco Calò
La macchina fotografica è un occhio messo al centro dello schermo del televisore. Le immagini ottenute sono il volto dell’audience.

L’AQUILA ANNO ZERO
Fotoracconto di un anno nel cratere
fotografie di Marco D’Antonio
La mostra si apre con l’immagine dell’orologio del campanile di Sant’Eusiano Forconese, piccolo comune della provincia dell’Aquila, fermo nell’ora esatta in cui la violenta scossa di 6.3 gradi Richter, ha quasi completamente distrutto la città abruzzese ed i suoi comuni e frazioni. Un reportage che racconta l’Aquila dai primi giorni del terremoto fino alla ‘rivolta delle carriole’.

IN UN MARE DI TAPPI
allestimento luminoso
a cura di Maurizio Buttazzo
Tappi e boe ‘spiaggiano’ a Specchia. Ecco i protagonisti della nuova serie di oggetti luminosi che accendono le stanze del Castello. La serie si inserisce nella ricerca del laboratorio sul riuso dei materiali nelle Manifatture Knos.

RESTANO CURE
fotopitture di Patrizia Emma Scialpi
Vecchie fotografie di lontani parenti. Immagini e storie della memoria familiare sulle quali l’artista interviene pittoricamente. Segni e tracce pittoriche, gesti mai nati, che come carezze sono capaci di ‘curare’.

VERSI/AMO
I poeti, ciò hanno scritto di me
Pe(n)sa differente per Cinema del Reale
INSTALLAZIONI DI SCRITTURA E VIDEO
a cura di Mauro Marino e Caterina Renna
Video-regia di Santa Scioscio
Riscrittura di testi poetici con il contributo dei Laboratori espressivi del Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DSM-ASL LE), nell’ambito del percorso terapeutico
In questa installazione, i versi dei poeti diventano parole-immagini, ponte di uno svelamento intimo che racconta il disagio e lo muove in un divenire che libera senso e sentire.

PAROLE PIETRA
Canzoni all’Italia
Motus per Cinema del Reale
a cura di Mauro Marino
Un intervento urbano che ri-usa le “Canzoni all’Italia” dei poeti antichi: parole-pietra utili a colpire chi dorme il sonno-mediatico e a ri-costruire un sentimento nazionale stinto e ormai senza “patria”.

FONìE
Sculture sonore di Antonio De Luca
Voce Silvia Lodi
Una originale installazione sonora/performance in cui il luogo ri-suona di un intreccio di voce e vibrazioni sonore negli spazi di una chiesa dove lo spettatore è chiamato ad una nuova e profonda esperienza di ascolto.

SIDERALE
Installazione sonora per acqua ferro e cotone
di Antonio De Luca
Suonare luoghi è il titolo dell’ultimo progetto di Antonio De Luca, scultore sonoro impegnato dal 1995 in un lavoro che mette in relazione forma, spazio e suono e che vede nell’esperienza dell’ascolto un’inedita possibilità di vivere un luogo, di ‘sentirne la voce’, di abitarlo poeticamente.




PRESENTAZIONE di PAOLO PISANELLI

cuore s.m. 1 (anat.) Muscolo cavo , contrattile, posto nel torace, centro della circolazione sanguigna
2 (fig.) sede dei sentimenti, delle emozioni,dei pensieri, dell’amore
pietra s.f. Frantume di roccia usato come materiale da costruzione o per ornamento
trasformazione s.f. 1 Mutamento di forma, di aspetto, di modo di pensare


FRAMMENTI DEL REALE E DELL’IRREALE

Trasformazioni di parole
“Culturame... mi piace usare questo termine che ha antiche accezioni, è il certo culturame parassitario vissuto sempre e solo di risorse pubbliche, le vostre, e che sempre ha sputato sentenze contro il proprio Paese, quello che, per intenderci, si può vedere in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia. Cosiddetti artisti e registi che hanno delle tabelline molto... gli score, molto chiari del loro curriculum. Hanno ricevuto 30-40 milioni di euro nella loro carriera per fare i loro film e quegli stessi film hanno incassato 3-4 mila euro. 30-40 milioni di euro ricevuti!! Da tutti noi!! Per produrre cultura.. e ai botteghini hanno incassato 3mila euro, 4mila euro... in tutta la loro vita non per un film. E questi stessi autori, registi, nobili, con la faccetta sempre sofferente ti spiegano che questa Italia fa schifo, che questa Italia non gli piace, che ne vorrebbero un'altra, salvo che loro non hanno mai lavorato per un'Italia migliore... non hanno mai lavorato!! (…) Noi siamo anche un po' masochisti eh! Perché, anche oggi che siamo al governo, per carità, siamo dei liberali, dei libertari, in questo o quel festival, pagato da noi, si alza il direttore del festival, o fa parlare qualcun' altro e la prima cosa che dice davanti al pubblico, e se la prende contro... se la prende con Bondi che gli taglia i soldi. Ma noi siamo liberali, noi siamo buoni... conosco anche Bondi che è in duro e la chiavetta la gira... e la gira, la gira!! A lavorare! Confrontatevi con il mercato!... Confrontatevi con il mercato!”
(Renato Brunetta, ministro del lavoro della Repubblica Italiana)

Trasformazioni di pietre
Specchia. Il nome di questo borgo risalirebbe al cumulo di pietre tipico dell'epoca messapica ("specchie" ) destinato a svolgere funzioni prevalentemente di avvistamento e difesa.
I megaliti, nel Salento come in tutto il mondo, hanno sempre avuto una funzione rituale, e questo "culto delle pietre" ha continuato ad esistere e a resistere nei secoli, costringendo la Chiesa, nel Medioevo, a fare diversi tentativi, che si rivelarono inutili, al fine di domarlo. La comunità cattolica pose fine al problema facendo scolpire delle croci sui megaliti più visitati e adorati, apportando, in tal modo, un'opera di cristianizzazione. (Giuseppe Palumbo, studioso di culture locali)

Trasformazioni di cuori
Il 7 luglio 2010 ero in Piazza Venezia a Roma. Faceva molto caldo, l’asfalto scottava per il calore e sentivo scottare anche tutti i miei ingranaggi elettronici. Il traffico in Piazza Venezia era completamente bloccato, tra sudori e imprecazioni e centinaia di autoveicoli fermi, i clacson e le sirene impazzavano. Era bloccato anche un autobus all’inglese scoperto, adibito ai tour panoramici della città, allora mi sono avvicinato e ho chiesto all’autista se potevo salire. Sono rimasto un po’ sorpreso quando ha teso subito verso l’alto il palmo della mano, poi ha sfoderato un sorriso romanesco: “Sali, sali… poi famo tutto un conto!”. Sopra al primo piano c’era una vista davvero panoramica, i turisti fotografavano composti il caotico e monumentale paesaggio urbano: mi sembrava una veduta d’altri tempi, come la scena di una battaglia. Io ho filmato i manifestanti che bloccavano la piazza con un sit-in e le migliaia di persone che si affollavano all’inizio di via del Corso, sventolando bandiere neroverdi di fronte a una fila di poliziotti schierati in tenuta antisommossa e a camionette blindate che sbarravano la strada verso i palazzi del Governo.
Sono sceso da lì e ho ringraziato l’autista… che mi ha squadrato e subito mi ha chiesto: “Su che canale va?” Io stavo già uscendo…“Come?” “Per che televisione è?”
“Non è televisione… è un documentario.” Mi guarda e sorride: “Ah, niente de che…”
“Niente de che…” rispondo “…Niente de che!” ci vuole grande determinazione e ironia per fare un film documentario. Non sapevo se ridere o arrabbiarmi ripensando al senso di questa schietta, emblematica esclamazione, che esprime un giudizio veramente sintetico su questo lavoro.
Niente giri di parole, niente cinema del reale come corpo a corpo con le realtà del mondo ma semplicemente “Ah, niente de che…”. Però non ho avuto nemmeno il tempo di pensarci perché in piazza era salita molto la tensione: “L’A-qui-la! L’A-qui-la” gridavano i cinquemila abitanti del capoluogo abruzzese venuti a Roma per manifestare contro l’abbandono della città dopo le grandi sfilate mediatiche del G8 e del Governo. Un anno dopo il terremoto si aggirano ancora spaesati per il loro territorio, come immersi in un brutto sogno: 25mila senza casa, 16mila senza lavoro, una città piena di macerie dove la ricostruzione non è mai cominciata e ci sono le tasse da pagare senza un progetto di rilancio economico per il futuro.
“Buffoni! Buffoni!” urlavano forte gli Aquilani.
Le forze dell’ordine sbarravano la strada al corteo, all’improvviso ho visto alzare i manganelli su vecchi e giovani e anche sui sindaci con i confaloni dei comuni. In pochi minuti si è scatenata una lotta, i manganelli dei poliziotti hanno picchiato i terremotati e hanno rotto le teste di tre manifestanti: il corteo si è tinto di rosso. Ma gli Aquilani sono montanari e hanno sfondato il cordone dei poliziotti, così dopo vari intoppi sono arrivati in piazza Montecitorio, già occupata dal corteo dei disabili in carrozzella che protestavano per i tagli all’assistenza.
Ogni giorno siamo investiti da notizie e immagini di licenziamenti, crisi, truffe, politici corrotti, mafie, sciacalli, violenze quotidiane su donne, inquinamenti, macerie, guerre infinite …
Le realtà superano sempre le fantasie… il cinema del reale include immagini e suoni di tutto quello che si potrebbe considerare irreale .
Non sempre puoi ricostruire al montaggio il senso di ciò che hai ripreso. Tu sei solo in strada con la videocamera surriscaldata in mano, hai sentito il puzzo del sudore tuo, della gente, dei poliziotti: tutto scorre per frammenti, vero e falso, immagini ben composte e messe in scena e immagini sporche, mosse, brutali… L’Aquila è stata il teatro delle trasformazioni e della politica, è la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, ore ore ore di registrazioni per un grande set ora in abbandono.
Tutto scorre e io sono travolto dal flusso di immagini, mi sforzo di filmare le facce degli Aquilani che gridano ridono piangono cantano si arrabbiano ma non stanno mai fermi . Non hanno più la casa, forse è per questo che non stanno mai fermi. Uno di loro con la sguardo acuto e la faccia stanca mi ha detto che quando sono andati a demolire la sua casa si sentiva strappare il cuore, se lo sentiva proprio strappare e ha cercato di conservare alcune pietre. Le pietre sono diventate un mucchio, le ha trasportate una alla volta da solo, le ha ordinate e così alla fine si sentiva meglio, era più forte.
Un film documentario sarà “niente de che…” ma può incidere sulle cose, senza vendere illusioni e senza pretendere di dare a vedere il reale. Può indagare le cose che viviamo e affrontare problemi in rapporto all’illusione, l’irrealtà, la finzione… può essere amore per tutto quanto è umano, acutamente umano, vale a dire debole e doloroso, vale a dire nobile; può essere passione che ti spinge a cercare il senso della verità e della giustizia.

Tutto scorre tra mille trasformazioni e da lontano sento ancora gridare una parola-pietra che mi colpisce al cuore: “L’A-qui-la!”.
(PAOLO PISANELLI, filmaker)




FILMARE (ANCORA) IL SUD di Antonio Medici

Forse pochi luoghi geografici al mondo, come il Mezzogiorno d’Italia, sono stati esplorati più con la bussola del mito che con quella delle mappe. “Mito” per dire: ideologie dello sviluppo, del riscatto o del fatalismo, storiografie pro o contro l’unificazione italiana, immaginari turistici, folklorici o criminali, retoriche politiche e sociali; filtri letterari, artistici, eredità millenarie. Lo sguardo del cinema si è sommato a questa densa stratificazione di racconti, qualche volta fabbricando in proprio nuove, originali visioni. Gli occhi che hanno inquadrato l’umanità meridionale, poi, spesso sono venuti da altre regioni italiane, carichi di suggestioni (al lombardo Visconti, la Sicilia di Verga era apparsa come «l’isola di Ulisse, un’isola di avventure e di fervide passioni»), a cercare l’esotico, l’altro da sé o i fratelli da amare e riscattare.
Del resto, alla data di nascita ufficiale del cinema (1895), il Sud era già “Questione meridionale”, cioè miseria, arretratezza, ribellismo ed emigrazione. Fenomeni che i primi meridionalisti addebitarono subito alle politiche coloniali di Casa Savoia e all’acquiescenza delle classi dominanti del Mezzogiorno. Fenomeni di scarso interesse per i film delle origini – al massimo inclini a movimentare con drammi veristi la bellezza scenografica di paesaggi, antichità o folklore. Via battuta anche a Napoli, ma con originale localismo, dalla Dora Film di Elvira Notari, che portò sullo schermo la grande tradizione del teatro e della canzone napoletana, protagonista la città, destinatario un sicuro pubblico popolare, anche tra gli emigrati oltreoceano. Qualche traccia di cinema del reale affiora in alcuni reportage, come quello del cineasta milanese Luca Comerio, che filmò le conseguenze del devastante terremoto di Messina (1908), riscuotendo, a leggere le cronache dell’epoca, grande e commosso interesse del pubblico. Catastrofi e potenza narrativa delle immagini in movimento: che affinità!
Dopo un ventennio di propaganda fascista, a gloria di moderne macchine agricole e “redenzioni” di terre paludosi, gli squarci sulla miseria e sulle lotte nel Mezzogiorno italiano si aprirono solo con la stagione del neorealismo, per proseguire nei decenni successivi. Ma spesso tanto chi denunciava le politiche governative dell’ingiustizia sociale e del malaffare, quanto chi ne celebrava i traguardi, indicavano entrambi, quale unica prospettiva per risolvere i problemi del Mezzogiorno, la strada della modernità industriale. Furono tenuti al margine, in quegli anni, altri sguardi, come quello partecipe di Vittorio De Seta, poco interessato ai teoremi del progresso; mentre le straordinarie e vaste indagini di Ernesto De Martino ispirarono film documentari in cui la testimonianza antropologica, quasi non potesse sussistere da sola, aveva comunque bisogno di puntelli letterari e politici (con importanti eccezioni, come in certi film di Cecilia Mangini, Lino del Fra, Gianfranco Mingozzi, Michele Gandin, Elio Piccon…). Oltretutto, il discorso demartiniano scartava dalle letture del Sud in chiave di sottosviluppo e sopravvivenze arcaiche, storicizzando sia i riti magici che la razionalità strumentale: entrambi luoghi della risposta umana alla precarietà dell’esistenza e alla potenza del negativo, efficaci se una comunità, in una certa fase della sua storia, vi si affida.
Da qualche anno, con il tramonto del fordismo, i cineasti vanno scoprendo nel Meridione (e non solo) le macerie sociali e ambientali delle iniziative industriali, statali (tante) e private (poche). Finito l’appeal dell’economia materiale, le fabbriche però sono ancora lì, e costringono cittadini e lavoratori al drammatico baratto di salute e diritti in cambio del pane da portare a casa. Chi lo racconta? In verità, anche queste vicende finiscono in un dibattito pubblico attuale in cui il Sud più esposto è quello dello spreco e del parassitismo. E’ ancora la contrapposizione con il Nord, a recriminazioni invertite, che dà identità al Meridione? Certo è che l’Italia di questi anni sembra bloccata in un ripetitivo presente, senza classi dirigenti con un qualche credibile progetto di Paese. Intanto, le narrazioni audiovisive si sono decentrate, in senso geografico e culturale, con approcci talvolta molecolari.
Oggi, sono molte le realtà produttive e numerosi i cineasti meridionali che hanno deciso di essere vicini e dentro le cose del Sud, ma con uno sguardo personale, orfano di “grandi narrazioni” progressiste, e forse proprio perciò fertilmente interrogativo. Il “locale” sembra il punto archimedico di questi sguardi, in particolare per il cinema del reale, che sia inchiesta, reportage, memoria, testimonianza sociale o antropologica, documentario di creazione. Un “locale” talvolta visto e narrato anche attraverso le correnti del mondo globale: allora il Sud torna ad essere il centro del Mediterraneo, marina via di fuga e tomba dei migranti. Nel “pensiero meridiano” di Franco Cassano, questo Sud, crocevia di vite che cercano riscatto e cambiamento, può addirittura pensare se stesso – riappropriandosi di soggettività – come un possibile avamposto di civiltà, sottratto alle logiche dell’economia di mercato, poiché «il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l’altro diventa difficile e vera». Chissà se in quelle visioni che provano a smarcarsi dalla giornalistica antitesi nazionale tra Settentrione e Meridione, o dal fascino delle catastrofi consumate nel tempo televisivo dello spettacolo, non possa farsi strada una nuova ricerca di complessità, umana e sociale, di identità e di futuro.

 
Data: 21/07/2010; Notizia Letta: 1939 volte
Fonte Notizia: Studio Antonazzo

 

<<< torna indietro

www.specchia.it