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A SPECCHIA ''BENEDETTO IL FRUTTO'' DI FEDERICA RICCHIUTO

 Presentazione dell’ultimo libro dell’autrice salentina

 

Clicca per ingrandire“Libellula edizioni” ha scelto il suggestivo atrio del Castello Risolo in Piazza del Popolo a Specchia come cornice a una serata all’insegna della cultura e che ha per protagonista la sua nuova pubblicazione: “Benedetto il frutto” di Federica Francesca Ricchiuto.

L’appuntamento, presentato dal giornalista MAURIZIO ANTONAZZO, è per GIOVEDÌ 8 LUGLIO alle ore 20.30, con la partecipazione del dott. FRANCESCO CACCETTA, Editorialista del periodico “Euromediterraneo”, del dott. DONATO CORVAGLIA e del dott. ALESSANDRO DE GIORGI, editori e amministratori di “Libellula edizioni”; del Sindaco del Comune di Specchia, Ing. ANTONIO BIASCO e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Specchia, dott. GIAMPIERO PIZZA. Durante la serata, l’insegnante ANNA CAZZATO e il dott. MAURIZIO TRANNE, leggeranno alcuni brani tratti dal libro, accompagnati dal dolce suono della viola del maestro FRANCESCO DE SIENA.

Il romanzo va ad arricchire e impreziosire la collana NovElle della giovane casa editrice di Tricase: una collana dedicata ai romanzi scritti al femminile, scritti dal punto di vista delle donne; una raccolta di pagine che sono specchio di tutte quelle donne che vogliono dire la loro. Libellula Edizioni è nata con l’intento di creare una realtà nuova nel panorama dell’editoria. Libellus, per i latini, era il piccolo libro e le ali distese come pagine scritte, hanno dato il nome alla Libellula. La leggerezza, la sua capacità di muoversi veloce in ogni situazione, il volo radente a sfiorare il terreno è l’idea di fondo che viene trasferita nelle scelte editoriali e nelle linee grafiche delle nostre pubblicazioni. Ogni collana presentata è un modo di intendere il testo, che si spinge oltre la mera pubblicazione. Ogni sezione è scandita da una linea grafica che la contraddistingue. Le edizioni cartonate dei Diari di Viaggio, in cui risalta l’arte della fotografia; le edizioni In lapis e I racconti della buonanotte con immagini al vivo e colori brillanti. Sono pochi esempi di ciò che è Libellula Edizioni, e del modo in cui vuole presentarsi ai lettori e agli scrittori. L’attenzione, infatti, è rivolta anche alla pubblicazione e promozione di giovani autori e in particolare al mondo delle Università e della Ricerca.

L’autrice salentina dopo la raccolta di racconti, “La stanza del tempo” edita da NordSud, Trento, nel 2007, pubblica un nuovo libro e lo fa con un racconto di vita e di tempi, di uomini ma soprattutto di donne, di amori e di passioni di colpe e di paure, di slanci alti di sentimento, di lancinanti tormenti e di conflitti interiori. Pagine scritte con punti alternati, di dritto e di rovescio, per introdurre il lettore e la coscienza a due mondi diversi, a due storie lontane e contrastanti ma paradossalmente identiche, a due donne figlie del loro tempo, ad una condizione femminile che lega indissolubilmente la donna alla vita. La formazione culturale di Federica Francesca Ricchiuto spazia dal teatro di Shakespeare, alle opere di Pirandello e di Verga, dai classici della poesia italiana agli autori della letteratura contempo¬ranea, passando per la letteratura americana. Collabora con alcune testate giornalistiche come La Gazzetta del Mezzogiorno e Lo Scirocco.

“Benedetto il frutto” è la storia di due donne, che vivono due mondi, due società storicamente, culturalmente, moralmente, socialmente ed economicamente differenti. Maria, donna sola, schiava della maldicenza, del giudizio altrui, è figlia dell’Italia meridionale del Dopoguerra e vittima di una condizione femminile ad autocoscienza limitata. Marta, invece, vive nella società odierna, moderna, complessa, espressione della velocità e della continua evoluzione: lei è una donna libera dai condizionamenti, ma è schiava del lavoro, del successo, della carriera e dell’affermazione di sé. Il libro è la storia di due donne diverse: Maria vive e parla d’amore, mentre Marta perde e soffoca il suo amore. Tra queste due realtà, fra queste due donne c’è la figura di Antonio, figlio delle scelte difficili, figlio dell’amore, di quell’amore che vince sempre la partita finale, di quell’amore comprende, che sa perdonare e che sa andare oltre, riuscendo a pronunciare parole di profonda speranza: “io non ti abbandono”.

 
Data: 04/07/2010; Notizia Letta: 1552 volte
Fonte Notizia: Libellula Edizioni

 

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