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PERSONALE DI PITTURA DI STEFANIA RIZZO A LECCE

 Viandante in terra di Puglia

 

Clicca per ingrandireSi comunica che presso la “37 Art Gallery” in Umberto I, 37 a Lecce, a cura di Francesca Portaluri (info: 338-80 82 027), è in corso “Viandante in terra di Puglia”, la Personale di Pittura di Stefania Rizzo. I cultori d’arte e il pubblico hanno la possibilità di ammirare le sue opere più recenti, ogni giorno dalle ore 9.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle ore 17.00 alle 21.00.
Stefania Rizzo, nata a Zug (Svizzera), da padre salentino e madre “friulo-russa”, il 19 maggio 1968. Nel 1977, la famiglia si trasferisce a Depressa di Tricase, paese d’origine paterna. Frequenta l’Istituto per stilista di Moda e ne consegue il diploma. Un giorno, per caso, prova a dipingere e scopre, quasi per magia, che quella è la sua strada. Essa predilige i paesaggi salentini con i loro vivissimi colori, fiumi di gialli, rossi, blu, campagne, tramonti e mare. Dopo aver partecipato, nel 2004, alla collettiva di pittura “Note di Colore”, l’anno successivo ha presentato a Tricase le sue opere nella personale “Fra Paesaggi e Mandala” e nel 2006 in quella dal titolo “Al chiaror di lune… ” e al Concorso IV Premio Nazionale di Pittura "Il Cavalletto" ad Andrano. Nel 2009 ha partecipato alla Collettiva “Colori e Forme del Terzo Millennio ”a Palazzo Balsamo a Specchia e “Segni Dell’anima. Connubio Lito - Cromatico di Terra d’Amendolia ” presso le Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase entrambe organizzate dall’Accademia delle Arti e dei Mestieri “Terra d’Amendolia” di Specchia (Le) raccogliendo sempre i consensi e l’ammirazione di coloro che hanno avuto la fortuna di ammirare i suoi lavori, dove la Rizzo riesce a deporre, con cura ed eleganza, quei colori che solo la natura salentina possiede. Stefania Rizzo espone permanentemente in via S. Demetrio 12 a Tricase (Le) Cell. 3389981748 - www.stefaniarizzo.com Email:stefy_rizzo@virgilio.it
Nicola Cesari dell’artista così scrive: “Il linguaggio pittorico di Stefania Rizzo ha qualcosa di inconfondibile, ossia una forte componente poetica che lo rende immediatamente riconoscibile. La produzione artistica della giovane pittrice,infatti, è caratterizzata da questa intensa e discreta valenza poetica, evidentemente collegata alla sensibilità e alla cultura dell’autrice. Un quid rilevante, che spesso i linguaggi figurativi contemporanei hanno subordinato a favore della tecnica o della tecnologia applicata all’arte. Verosimilmente la pittrice – pur appartenendo cronologicamente al contemporaneo – si colloca entro una specie di “riserva” artistica,dove il riferimento alla tradizione (anche figurativa) è costante. Nella sua produzione emerge la persistenza di una pittura “romantica”(il termine è da riferirsi al genere artistico), legata agli elementi della Natura, soprattutto al paesaggio come emblema del sublime e dello stato d’animo. Le fonti a cui Rizzo fa riferimento sono molteplici, ma certamente non può prescindere dal colore visionario di William Turner, uno dei più importanti rappresentanti della pittura romantica europea. Tutto questo è già presente nei dipinti riguardanti le architetture urbane, dove l’artista riesce a cogliere ed evidenziarne la poetica dei vicoli, testimoni di un passato sempre comunque presente nel percorso esistenziale della gente del Sud. Il paesaggio per la pittrice è costante fonte di ispirazione,tanto da caratterizzare una importante fase della sua produzione. Anche in questo “genere” l’elemento poetico è di vitale importanza. I suoi Paesaggi escono fuori dalle solite rappresentazioni “veristiche” di campagne o marine, ma sembrano respirare e trasudare vita. Attraverso il colore,mezzo espressivo ben impiegato dall’artista, il valore poetico emerge e coinvolge lo spettatore. Il colore è fortemente evocativo, e trasforma la raffigurazione in paesaggi interiori,che collegano non solo gli occhi ma anche l’anima di chi li osserva. Caratteristiche già messe in evidenza da Antonio D’Aversa che ha scritto:”Nei paesaggi rurali e marini matura la consapevolezza del colore attraverso un sentire emotivo. I paesaggi sono accarezzati da una luce solare,metafora di una sua luminosità interiore”. In Masseria Matine al tramonto (olio su antica tavola) le forme sono ridotte all’essenziale, la presenza umana è pari a zero; solo la costruzione collocata in profondità (realizzata con una prospettiva tonale), con accanto quel pino solitario che riporta alla mente il Pino sul mare di Carlo Carrà, ci fa percepire l’elemento umano. Lo spazio è silenzioso,amplificato dalla solitudine delle forme e dagli accostamenti cromatici. Il rosso del tramonto invade la scena e trasfigura la realtà rappresentata. Questo processo è enfatizzato – come già accennato- dagli accostamenti cromatici, soprattutto dall’impiego di colori primari e dei relativi complementari, rosso e verde, ad esempio. La pittrice quindi dimostra quanto la tecnica, se accompagnata da un’intesa vena lirica, possa diventare un eccezionale strumento espressivo. Questa simbiosi fra tecnica e contenuto poetico è riscontrabile anche nella tela Sarmennula, nella quale gli elementi che ricordano l’uomo (in questo caso una torre d’avvistamento quadrangolare) convivono pacificamente con gli elementi naturali come rocce e mare: su tutto regna sovrano il silenzio, il vero legante che unisce l’uomo alla natura.”

 
Data: 19/06/2010; Notizia Letta: 1385 volte
Fonte Notizia: StudioAntonazzo

 

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