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LETTERA APERTA DI SOLIDARIETA'’ ALL''ON. ANTONIO LIA

 Da parte di Alessandro De Giorgi

 

Clicca per ingrandire“Il silenzio è la più grande persecuzione” recitava il filosofo Blaise Pascal nei suoi Pensieri. E' stata la lettura di questa citazione che mi ha spinto oggi a scriverti questa lettera pubblica. Ed è proprio in questa coltre densa e peccaminosa di silenzio, che negli ultimi anni ha attorniato fino ad offuscare e trasfigurare la tua figura che non mi riconosco più. Non me la sento più di continuare, giornalmente, a contribuire all'oblio e all'azione sistematica di rimozione collettiva e sociale di tutto ciò che hai rappresentato e sopratutto hai fatto per il nostro Paese.

E di fronte ad un silenzio e una viltà che nei momenti importanti, proprio quando dietro la figura politica e civile si scopre l'Uomo, con le sue debolezze e le sue paure, quando stare in silenzio significa in qualche modo non aver fatto o detto nulla, sento il bisogno di parlare. Da uomo libero e da amico io voglio esprimerti pubblicamente, sperando che questo possa almeno alleviare il dolore e lenire la rabbia, la mia solidarietà e il mio rispetto nei tuoi confronti.
Ma come cittadino di un paese che ho visto cambiare e crescere dal nulla, specchiese come tanti a cui hai dato la possibilità di sentirsi orgoglioso di ciò che abbiamo e rappresentiamo, per tutto questo sento il bisogno di essertene riconoscente.

“Lo sforzo di fare bene a chi ci ama e si sforza di farci bene, si chiama Riconoscenza o Gratitudine; e perciò è manifesto che gli uomini sono molto più preparati alla vendetta che a ricambiare un beneficio.” così ancora un'altro grande Filosofo, Baruch Spinoza, ci insegna cosa significa la Gratitudine. Quanto pesano queste parole oggi e a quante persone, aihmè, suoneranno difficili da capire. La gratitudine, un concetto umano ed etico che non bisogna confondere con il favoritismo omertoso e deplorevole di chi da o ricevere perchè s'aspetta un ritorno, quella Gratitudine di fronte alla quale molti oggi si vergognano, si nascondono, hanno sensi di colpa o provano paura, di fronte a tutto questo io non me la sento di stare in silenzio.

Se questa straordinaria avventura che lungo 35 anni ha cambiato il volto e la storia di ciascuno di noi e di tutte quelle persone che nel bene e nel male ti sono state affianco, quella storia che in qualsiasi modo si cerca di attaccare e condannare, rappresenta una colpa o qualcosa di cui vergognarsi o di cui chiedere scusa allora anch'io, con te, sono il principale colpevole o il principale responsabile di quello che molti vorrebbero demolire, cancellare, distruggere, ma che resterà sempre motivo di orgoglio e di prestigio, qualcosa di cui non solo non dovremmo mai vergognarci ma qualcosa di cui saremo sempre fieri e onorati di aver realizzato.

Questa non è politica, è umanità, è civiltà. La gratitudine e il riconoscimento di ciò che una persona come te ha fatto per il nostro paese non ha nulla a che vedere con le fazioni e le divisioni politiche. La gratitudine è un sentimento nobile che va oltre tutti questi meschini e ipocriti comportamenti. La gratitudine, in questi momenti, diventa un'imperativo morale a cui bisogna rispondere senza paura o vergogna.

Questa lettera, perciò, prendila come la mia più semplice e sincera dimostrazione di Gratitudine per tutto quello che hai fatto e per cui come cittadino sento il dovere di dimostrarti.

Con la stima di sempre.
Alessandro De Giorgi

 
Data: 14/06/2010; Notizia Letta: 1677 volte
Fonte Notizia: Alessandro De Giorgi

 

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