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Il DITO E LA LUNA

 Riflessione sul '68 con canzoni, immagini, testimonianze.

 

Clicca per ingrandireSabato 24 aprile si terrà, presso il Teatro Politeama Greco, a Lecce, lo spettacolo "Il DITO E LA LUNA - riflessione sul '68 con canzoni, immagini, testimonianze", scritto dal magistrato Roberto Tanisi, e realizzato a cura dell'Associazione Culturale "Vittorio Bachelet" di Taviano. Porta ore 20:00; Sipario ore 20:45.

L'ingresso è gratuito.

Durante la serata saranno raccolte offerte in favore di "Il Mantello di San Martino ONLUS", asociazione che contribuisce alla realizzazione di diverse attività di sostegno per i pazienti dell'Hospice di San Cesario, e di "Io ho un sogno", progetto di solidarietà nato per iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale di Taviano, e finalizzato alla realizzazione di progetti specifici di sostegno alle persone in stato di bisogno, con particolare riferimento ai bambini e agli anziani.

Di seguito una breve presentazione dello spettacolo:

Cosa è stato il '68? Quali frutti ha dato il '68? È stato davvero un anno "formidabile" o su di esso si è solo costruita una vuota leggenda, destinata a non lasciare alcuna traccia, se non negativa, nel grande libro della storia?
A distanza di oltre quarant'anni il dibattito è più che mai aperto. Nei giudizi colti di recente sulla stampa o nei media è agevole scorgere una sorta di summa divisio: da una parte i nostalgici "adulatori", che vi ravvisano cose se non positive, dall'altra gli irremovibili detrattori, che imputano al 68 tutte le nefandezze degli anni a venire, sino ai giorni nostri. Come al solito a fare difetto è l'equilibrio!
"Il dito e la luna", lo spettacolo costruito dal magistrato Roberto Tanisi, non si schiera, non intende dare (almeno esplicitamente) una risposta a questi interrogativi, ma si limita a rievocare personaggi, storie, avvenimenti, immagini, testimonianze di un anno certamente straordinario, non comune. Con un'avvertenza, però: il '68 non può essere ridotto alle sole contestazioni giovanili, spesso chiassose, qualche volta anche violente, come si tende a fare oggi; perché quell'anno rappresenta, senza ombra di dubbio, qualcosa di molto più complesso, la maturazione di un percorso iniziato sul finire degli anni cinquanta (perché la storia non è un insieme avulso di monadi) e, al tempo stesso, un punto di rottura che, come scrive Aldo Cazzullo, "spariglia le carte, modifica traiettorie prefissate, sovverte le gerarchie, cambia i rapporti sociali, fa incontrare persone che prima - e dopo - hanno vissuto separate", ma che, in quel contesto, si sono scoperte simbioticamente vicine.
Il tutto filtrato attraverso le canzoni, bellissime, perché quella di quel periodo è stata veramente grande, bellissima musica.

 
Data: 20/04/2010; Notizia Letta: 1345 volte
Fonte Notizia: Associazione Culturale Vittorio Bachelet

 

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