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GALLERIA D’ARTE ''MENTANA'' DI FIRENZE

 Due mostre che, partendo da tecniche espressive differenti, si integrano nella sintesi dei significati.

 

Clicca per ingrandireGalleria D’arte “Mentana” di Firenze

Presenta
Dorian Van Braam e Marco Garofalo
Dal 21 novembre al 05 dicembre
Inaugurazione: Sabato 21 novembre ’09 dalle ore 18.00
Due mostre che, partendo da tecniche espressive differenti, si integrano nella sintesi dei significati.
Dorian Van Braam è un giovane artista inglese che da oltre un anno si è trasferito a Firenze e in questa città espone, per la prima volta, alla galleria Mentana, in mostra personale. L’artista ha al suo attivo un buon curricolo.
La sua formazione è classica e legata al figurativo: tracce di questi studi si ritrovano nelle opere in esposizione. La sua ricerca attuale è orientata all’ambito informale.
Le sue opere parlano della solitudine dell’uomo e delle angosce che ne turbano l’Io. Questi sentimenti si palesano nei soggetti scelti e nei colori bruni rischiarati da singole luci fisse. Il deserto degli animi viene descritto in uno sguardo perso nelle ombre o nel nulla, in un corpo, dal volto nascosto, scolpito da pennellate sicure, senza riferimenti spaziali e temporali, in un calice e in una bottiglia di stordimento. Tutto porta alla fuga dal reale anche i frammenti di corpi, genesi sofferta, che conservano il lancinante dolore del vivere nelle più piccole pennellate. L’angoscia è nell’ombra dei panneggi che conducono oltre il reale, è in un peperone che parla di natura ma appare artificioso: neanche il suo simbolico verde riesce a portare speranza di serenità.
In tutta la sua opera si coglie la giustificazione all’esistere tormentoso e la ricerca del trascendente: spiritualità interiore espressa nei dipinti.
L’artista è portato ad indagare l’animo e le debolezze umane, che, in una sintesi formale, maggiormente, si evidenziano nelle opere dai titoli Fragmented, Shifting emotions e Twilight Madonna: un gioco di colori e di forme che parlano oltre l’uomo. Federica Murgia

Marco Garofalo
Il fotografo Marco Garofano, nelle sue opere fissa scene di vita, costruite con accuratezza, fotografate secondo le sue intenzioni nella ricerca di significati e di colore. Le sue immagini sono la ricostruzione di uno spaccato della società moderna dove l’esagerazione e l’apparire denunciano le paure e la solitudine dell’uomo. Il vivere si manifesta nella dissacrazione, negli ammiccamenti, nei condizionamenti da antichi pregiudizi, nelle denuncie delle umane debolezze. Vi si ritrova l’esaltazione dell’esteriorità e dell’ostentazione che nascondono i valori dell’Essere, la debolezza e la povertà interiore.
Le sue opere non passano inosservate, ciascuna ha un messaggio che si fa comprendere, spesso, per simboli. Ci sono foto, la cui inquadratura ha tagliato la testa, che, però, mostrano la nudità dei corpi con accenni di memoria di pudicizia e i simboli dell’opulenza: come a volerci dire che ciò che si trova sopra il collo serve a ben poco nella società dell’esibire e del consumare.
Esili, belle, eteree ragazze, in posa giocano con metafore di verdure e di fiori, diventano umane quando il loro corpo viene ricoperto dalla madre terra: quasi a suggerire la provvisorietà della vita.
Le opere di quest’artista recano, in una gioiosa e colorata armonia e nella sintesi, non solo simbolica, del bianco e nero, un messaggio di denuncia delle vanità dell’insipienza dell’apparire. Federica Murgia

 
Data: 24/11/2009; Notizia Letta: 1214 volte
Fonte Notizia: Federica Murgia

 

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