Logo IWBank 235x60  

GUERRA AL «MATTONE SELVAGGIO»

 Da Gagliano a Leuca, da Castrignano a Salve, l'abusivismo edilizio non conosce tregua. In poco piú di due anni quasi trecento sequestri e 524 denunce (18 a SPECCHIA)

 

Clicca per ingrandireQuasi 300 costruzioni sequestrate, esattamente 273, e 524 persone denunciate: è questa la mappa dell'abusivismo in Terra d'Otranto a partire dal 1° settembre del 2003. Con 180 sequestri e 399 persone denunciate, è quella di Tricase la Compagnia dei carabinieri che si è per così dire maggiormente distinta nella lotta alle illegalità in campo edilizio. Quelle, per intenderci, che oltre a far sorgere come funghi stanze, recinti e persino vere e proprie ville anche nelle campagne più sperdute, deturpano, spesso con manufatti esteticamente deprecabili, arenili e costoni rocciosi.

Il dato complessivo è riferito anche alle altre cinque Compagnie dell'Arma provinciale, Lecce compresa, nonché all'azione svolta da polizia e guardia di finanza, anche se con riferimento al solo mandamento tricasino. E va da sé, che se in fatto di denunce, il dato supera di quasi il doppio quello dei sequestri, è perché i titolari degli immobili fuorilegge sono quasi sempre marito e moglie. Le cifre di Tricase, riportate in una speciale tabella che, è il caso di dirlo, nel territorio in questione viene aggiornata quasi ogni giorno, si riferiscono al periodo compreso fra il 1° settembre del 2003 ed il 28 aprile scorso, quando è stato denunciato l'ultimo «abusivo» in ordine di tempo, un uomo di Gagliano del Capo, che in un manufatto di 48 metri quadri realizzato al Ciolo, voleva allestire un bar.

Proprio Gagliano, assieme alla vicina Castrignano del Capo, è il paese dove si sono registrati più sequestri e più denunce. Sul territorio dei due Comuni, ricade infatti la marina di Santa Maria di Leuca, che appetibile in quanto stazione balneare tra le più gettonate della provincia, è anche quella dove molti vorrebbero possedere la casa al mare.

Nel caso di Gagliano, sequestri e denunce, sono, nell'ordine, 26 e 80, mentre per Castrignano, le cifre salgono rispettivamente a 41 ed a 128. E non è da meno il Comune di Salve, sul cui territorio ricadono le marine di Pescoluse, Posto Vecchio e Lido Marini. Non a caso, il numero di sequestri è uguale a quello di Castrignano, 41, mentre le persone denunciate sono solo (!) 74, una delle quali arrestata per aver tolto i sigilli alla costruzione già sequestrata. Con 18 sequestri ed altrettante denunce, seguono Specchia; Alessano e la sua marina, Novaglie, con 15 sequestri e sei denunce; Corsano e la località Guardiola con dodici sequestri e 19 denunce; Spongano da cui dipende la marina di Castro, con sette manufatti «sigillati» e dodici cittadini denunciati, e poi ancora, Presicce con sei sequestri e dodici denunce, e Tricase con quattro sequestri e sette denunce. Sin qui i sequestri e le relative denunce eseguiti dai militari delle Stazioni di riferimento.

Ma nel conteggio totale dei 180 sequestri e delle 399 denunce, va inserita l'attività degli uomini del Norm, il Nucleo operativo e radiomobile della stessa Compagnia tricasina, nonché degli equipaggi della motovedetta 608. Con cinque denunce e 18 denunce, quanto fatto dal Norm, deve essere aggiunto al lavoro svolto dai carabinieri della Stazione di Tricase, mentre il lavoro degli uomini della motovedetta, deve essere equamente diviso e quindi assegnato all'azione dei militari delle Stazioni di Castrignano, Gagliano, Salve e Spongano, perché gli avvistamenti effettuati via mare, riguardano immobili realizzati nelle località marine di Leuca, Pescoluse e Castro.

Vale ora sottolineare, che nella quasi totalità dei casi, si tratta di costruzioni relative a stanze, recinti, ville e villette, perché per il resto, si tratta invece di strutture ricettive quali ristoranti e piccoli residence, ai quali sarebbero stati eseguiti lavori di ampliamento non autorizzati. In molti casi, i lavori di ampliamento hanno riguardato anche gli antichi trulli, attorno ai quali sono stati realizzati lavori tali da farli risultare inseriti al centro di vere e proprie ville. In pochi ma documentati casi, i trulli sono sorti dal niente, anche laddove non c'erano mai stati, con pietre nuove, alla bisogna imbrattate di calce e cemento bianco, così da farle apparire antiche.

 
Data: 05/05/2006; Notizia Letta: 1382 volte
Fonte Notizia: Toti Bellone, Gazzetta del Mezzogiorno

 

<<< torna indietro

www.specchia.it