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AUMENTANO I CASI DI AUTOVETTURE CIRCOLANTI SENZA POLIZZA R.C. AUTO O CON CONTRASSEGNI CONTRAFFATTI

 Ulteriore conferma che la procedura d’indennizzo diretto non ha portato alcun beneficio per le tasche degli assicurati.

 

Clicca per ingrandireIl Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, preoccupato dal silenzio delle Associazioni dei Consumatori, ribadisce la necessità di abrogazione della procedura, e l’apertura di un nuovo tavolo tra Associazioni dei Consumatori, Governo, Associazioni di esperti ed ANIA per cercare soluzioni concrete al caro-polizze compatibili con un più equo sistema di tutele dei danneggiati.

Arrivano conferme da ogni parte d’Italia che la procedura d’indennizzo diretto in materia R.C.Auto, introdotta dagli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni) ed attuata con il D.P.R. 254/2006, oltre a comportare svantaggi e lungaggini amministrative per i danneggiati, non ha apportato alcun beneficio nelle tasche degli assicurati.
Questa volta, pare opportuno segnalare l’autorevole voce del presidente dell’AUTOMOBIL CLUB di Modena che in un’intervista ha confermato il dilagante e preoccupante fenomeno della contraffazione dei contrassegni assicurativi e del gran numero di auto circolanti senza polizza R.C.AUTO.

Tutto ciò in un periodo in cui ci si aspettava una cospicua diminuzione dei costi delle polizze R.C.Auto, conseguente ad un preteso abbassamento dei costi di liquidazione dei sinistri che sarebbe dovuto derivare dall’eliminazione pressoché generalizzata delle spese di assistenza legale o professionale in caso di sinistro.

Al di là degli ovvi problemi di natura procedurale che la normativa avrebbe potuto introdurre (e che ha introdotto) in un sistema civilistico come il nostro, ove il soggetto danneggiato è normalmente risarcito dal responsabile civile o da chi lo garantisce, è infatti noto a tutti, addetti del settore e non, che la procedura d’indennizzo diretto avrebbe dovuto comportare in pochi mesi una sensibile riduzione delle tariffe, sino al 15 % dei valori precedenti, mentre ad oggi, in assenza di statistiche ufficiali del Governo o dell’Ania (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative), se non qualche timido proclama apparso su qualche giornale economico notoriamente vicino alle grandi imprese, nella collettività degli assicurati non vi è alcuna percezione di abbassamento, anche minimo, dei premi, mentre come è tristemente noto il potere d’acquisto degli italiani è notevolmente calato nel corso degli ultimi anni.

La ovvia conseguenza è invece l’aumento, tra i meno abbienti, dell’incidenza della contraffazione dei contrassegni assicurativi e delle auto circolanti senza polizza assicurativa, con tutte le conseguenze in termini di costi sociali che tale preoccupante fenomeno può comportare.
Per queste ragioni, il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA preoccupato dal silenzio delle Associazioni dei Consumatori, ribadisce la necessità di abrogazione della procedura per la quale sono state presentate ben tre proposte di legge (abrogative) in Parlamento, tuttora pendenti, e l’apertura di un nuovo tavolo tra Associazioni dei Consumatori, Governo, Associazioni di Esperti ed ANIA per cercare soluzioni concrete al caro-polizze, compatibili con un più equo sistema di tutele dei danneggiati.

 
Data: 25/11/2007; Notizia Letta: 1527 volte
Fonte Notizia: Giovanni D’AGATA

 

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