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CALENDARIO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI

 Verso le Politiche 2006: Vademecum per il cittadino

 

Clicca per ingrandireGiovedì 23 febbraio 2006
Affissione, in tutti i comuni, del manifesto con il quale il sindaco porta a conoscenza degli elettori che il 9 e 10 aprile si terranno le elezioni politiche.


Da venerdì 24 febbraio a domenica 26 febbraio 2006
I partiti o gruppi politici che intendono partecipare alle elezioni depositano presso il Ministero dell´interno il contrassegno con il quale intendono contraddistinguere la loro lista all´elezione della Camera, all´elezione del Senato, nella circoscrizione Estero della Camera e nella circoscrizione Estero del Senato.
Gli orari sono stabiliti dalla legge; essi sono tassativi e sono i seguenti: venerdì 24 febbraio 2006, dalle ore 8 alle ore 20; sabato 25 febbraio 2006, dalle ore 8 alle ore 20; domenica 26 febbraio dalle ore 8 alle ore 16.


Entro martedì 28 febbraio 2006
Il Ministero dell´interno restituisce ai depositanti, al loro domicilio eletto in Roma, un esemplare del contrassegno da loro presentato con l´attestazione che il deposito medesimo è regolare.
Qualora un contrassegno non sia conforme alle disposizioni di legge, il Ministero assegna al depositante un termine di altre 48 ore dalla comunicazione per regolarizzare il contrassegno.


Da domenica 5 marzo a lunedì 6 marzo 2006
I partiti o gruppi politici che intendono partecipare alle elezioni depositano – presso gli Uffici centrali circoscrizionali per l´elezione della Camera (sono 27 e vengono costituiti presso la Corte d´appello o il Tribunale del capoluogo della circoscrizione elettorale), presso gli Uffici elettorali regionali per l´elezione del Senato (sono 20 e vengono costituiti presso la Corte d´appello del capoluogo della regione) e presso l´Ufficio centrale per la circoscrizione Estero costituito presso la Corte d´appello di Roma – le liste dei candidati relative a ciascuna circoscrizione o regione. Particolari modalità sono in vigore per la Valle d´Aosta (Camera e Senato) e per il Trentino – Alto Adige (Senato).
Gli orari in cui si depositano le liste dei candidati sono stabiliti dalla legge; essi sono tassativi e sono i seguenti: domenica 5 marzo 2006, dalle ore 8 alle ore 20; lunedì 6 marzo 2006, dalle ore 8 alle ore 20.


Entro martedì 7 marzo 2006
Gli uffici esaminano la documentazione relativa alle liste dei candidati presentate e concludono in giornata le loro operazioni, salvo riunirsi il giorno dopo per deliberare in merito a correzioni formali o nuovi documenti.


Entro sabato 25 marzo 2006
I sindaci affiggono il manifesto con le liste dei candidati della circoscrizione relativa all´elezione della Camera e quelle della regione relativa all´elezione del Senato.


Sabato 8 aprile 2006
Alle ore 16 si costituiscono i seggi elettorali per autenticare le schede di votazione relative alla Camera e al Senato.


Domenica 9 aprile 2006
Alle ore 8 inizia la votazione in tutti i seggi; le urne rimangono aperte sino alle ore 22; gli elettori che si trovino nel seggio all´ora di chiusura sono ammessi a votare.


Lunedì 10 aprile 2006
Alle ore 7 riprende la votazione che si conclude alle ore 15; gli elettori che si trovino nel seggio all´ora di chiusura sono ammessi a votare.
Chiusa la votazione, nel seggio viene accertato il numero di coloro che hanno votato per la Camera e per il Senato.
Quindi iniziano le operazioni di scrutinio delle schede prima per il Senato e quindi per la Camera.


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MODALITA' DI VOTO
Come, quando e dove votare


Come si vota
In base alla nuova legge, l´elettore ha a disposizione una sola scheda elettorale,di colore grigio, per votare i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati.
Sulla scheda sono raffigurati i simboli delle liste elettorali raggruppati per coalizione in ordine verticale.


Quando si vota
Per le elezioni politiche si vota domenica 9 aprile 2006, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 10 aprile 2006, dalle ore 7 alle ore 15; gli elettori che si troveranno nel seggio alla scadenza degli orari stabiliti saranno ammessi a votare nell´ordine in cui sono presenti.
Per l'elezione della Camera voteranno coloro che siano iscritti nelle liste elettorali mentre, per l´elezione del Senato, voteranno quelli, tra i predetti elettori, che compiranno 25 anni di età a far data dal 9 aprile.
Con riferimento alla Camera dei deputati il numero degli elettori, compresi i residenti all´estero, secondo le risultanze della revisione semestrale del 30 giugno 2005, risulta essere di 50.317.812 (24.246.420 maschi e 26.071.392 femmine).


Dove si vota
Si vota su tutto il territorio nazionale.
I comuni interessati sono 8.101.
Le sezioni elettorali dove si vota sono 60.798.
Gli elettori si recheranno a votare nella sezione nelle cui liste elettorali sono iscritti e che è indicata sulla facciata della tessera elettorale.
Qualora, prima delle elezioni, il comune invii un tagliando di aggiornamento da applicare sulla tessera, gli elettori dovranno recarsi all´indirizzo che risulta dal tagliando.


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IL NUOVO SISTEMA ELETTORALE
differenze tra vecchio e nuovo sistema


La legge 21 dicembre 2005, n. 270, ha riformato i sistemi di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, introducendo il voto di lista e il premio di maggioranza in favore della coalizione di liste collegate o della lista isolata che ottenga, sul piano nazionale per la Camera, o sul piano regionale per il Senato, il più alto numero di voti. Si tratta, dunque, in entrambi i casi, di un sistema maggioritario di coalizione, con successivo riparto proporzionale dei seggi spettanti tra le liste componenti.

Vecchio sistema
Risultano dunque abrogati i sistemi elettorali misti, che erano stati introdotti nel 1993 e applicati nelle elezioni parlamentari del 1994, 1996 e 2001, con cui tre quarti dei deputati e tre quarti dei senatori venivano eletti nell´ambito di collegi uninominali, in un unico turno di votazione, a maggioranza relativa dei voti; mentre il restante quarto costituiva la quota proporzionale, attribuita, con modalità differenziate, nelle 26 circoscrizioni elettorali per la Camera (tra le liste che avessero superato lo sbarramento del 4 per cento nazionale dei voti), e nelle regioni per il Senato (con le eccezioni della Valle d´Aosta e del Molise, i cui seggi senatoriali – rispettivamente uno e due – erano assegnati maggioritariamente in altrettanti collegi uninominali). Per la Camera l´elettore disponeva di due distinte schede di votazione (per la parte maggioritaria e per la parte proporzionale); per il Senato, invece, il voto veniva espresso su un´unica scheda, in favore di uno dei candidati del collegio, e i voti di tutti i candidati perdenti erano destinati al recupero proporzionale su base regionale.


Nuovo sistema
Con i nuovi sistemi di votazione, l´elettore ha a disposizione una sola scheda elettorale per la Camera, ed una scheda per il Senato. In entrambe sono raffigurati i simboli delle liste in competizione, rispettivamente, nella circoscrizione o nella regione. I simboli delle liste appartenenti alla medesima coalizione appaiono riprodotti in linea verticale, uno sotto l´altro, su un´unica colonna. L´elettore esprime il voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta. Non è possibile manifestare “voto di preferenza” per candidati; la lista è, infatti, “bloccata”: i nomi sono cioè presentati in un ordine stabilito.
Il voto espresso per la lista produce effetti anche in favore della coalizione di cui la lista fa parte.


La ripartizione dei seggi
Per l´elezione della Camera il riparto dei seggi si effettua su base nazionale, con successiva attribuzione alle circoscrizioni (vedi scheda). Accedono alla ripartizione le coalizioni che abbiano raggiunto complessivamente, sommando le cifre elettorali nazionali di tutte le liste componenti, il 10 per cento del totale dei voti validi, purché almeno una delle liste collegate superi il 2 per cento, o sia rappresentativa di minoranze linguistiche (in tal caso, presente esclusivamente in una circoscrizione territoriale di una regione il cui statuto riconosca particolari tutele, nella quale la lista abbia ottenuto almeno il 20 per cento dei voti circoscrizionali). Sono ammesse, altresì, le singole liste non collegate che abbiano ottenuto almeno il 4 per cento dei voti validi nazionali, nonché liste collegate a coalizioni non ammesse, ma che abbiano raggiunto singolarmente tale soglia, oltre a liste rappresentative di minoranze linguistiche (sempre alla condizione di aver ottenuto il 20 per cento dei voti validi nella propria circoscrizione).


Tra le coalizioni e le singole liste ammesse sono ripartiti complessivamente 617 seggi (ad eccezione, dunque, dei 12 seggi della Circoscrizione estero e del seggio della Valle d´Aosta, attribuito con metodo maggioritario uninominale), utilizzando la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti (1) . Ciò si verifica se, al termine di questa operazione, una delle coalizioni o delle liste singole abbia ottenuto almeno 340 seggi (corrispondenti circa al 55 per cento dei seggi da assegnare); in caso negativo, la quota di maggioranza (340 seggi, appunto) viene attribuita alla coalizione o alla lista singola con la maggiore cifra elettorale nazionale. Si procede, di conseguenza, alla ripartizione dei restanti 277 seggi tra le altre coalizioni o liste singole.
I seggi conquistati da coalizioni sono poi ripartiti, sempre sul piano nazionale, tra le liste componenti. A ciascuna ripartizione interna sono ammesse le liste che abbiano ottenuto almeno il 2 per cento dei voti e la maggiore tra le liste eventualmente sotto tale soglia (oltre alle liste collegate rappresentative di minoranze linguistiche, con le caratteristiche prima richiamate). Anche in tal caso, viene utilizzata la formula dei quozienti interi e dei più alti resti.
I seggi complessivamente spettanti a ciascuna formazione politica sul piano nazionale sono poi suddivisi tra le 26 circoscrizioni, in rapporto alla distribuzione territoriale dei voti delle coalizioni e delle singole liste.
Per l´elezione del Senato il riparto dei seggi si effettua esclusivamente su base regionale. Sono ammesse le coalizioni che ottengano il 20 per cento dei voti validi della regione, nonché le liste singole che raggiungano l´8 per cento (comprese le liste che abbiano tale percentuale pur facendo parte di coalizioni non ammesse). Tra le coalizioni o le singole liste ammesse si procede al riparto dei seggi senatoriali spettanti alla regione, applicando la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti.
Qualora, con tale operazione, nessuna coalizione o lista abbia ottenuto la quota di maggioranza corrispondente al 55 per cento dei seggi della regione, tale cifra viene automaticamente attribuita alla coalizione o lista singola con il maggior numero di voti. Il restante 45 per cento dei seggi è ripartito tra le altre coalizioni e liste singole.


I seggi conquistati da coalizioni vanno poi suddivisi tra le liste collegate (sempre utilizzando la formula dei quozienti interi e dei più alti resti).
A questo riparto interno sono ammesse le liste collegate che abbiano conseguito almeno il 3 per cento dei voti validi regionali.
Il sistema descritto per il Senato non si applica, però, a tutte le regioni. Per la Valle d´Aosta, il Molise e il Trentino-Alto Adige sono, infatti, previste alcune discipline specifiche. La Valle d´Aosta elegge l´unico senatore con sistema maggioritario semplice. Il Molise elegge i due senatori spettanti con sistema proporzionale regionale, senza correttivo maggioritario. Il Trentino-Alto Adige conserva, infine, il precedente sistema elettorale misto: sei senatori sono eletti, con sistema maggioritario semplice, in altrettanti collegi uninominali (tre nella provincia di Trento e tre in quella di Bolzano, definiti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 422, allo scopo di valorizzare la distribuzione territoriale dei diversi gruppi linguistici); mentre l´ultimo senatore è eletto in base al recupero regionale dei voti non utilizzati.


La formula, in generale, si applica determinando innanzitutto il “quoziente elettorale”, corrispondente alla parte intera risultante dalla divisione del totale dei voti validi delle formazioni ammesse per il numero dei seggi da assegnare; e, successivamente, dividendo la cifra elettorale di ciascuna formazione per il quoziente così ottenuto. Al termine di tali operazioni, i seggi non ancora attribuiti sono assegnati secondo l´ordine dei resti (cioè, del numero di voti eccedenti i quozienti interi).

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RIPARTIZIONE DEI SEGGI
Deputati per Circoscrizioni


1) Piemonte 1 - 2.165.619 (popolazione) 24 (seggi)
2) Piemonte 2 - 2.049.058 (22)
3) Lombardia 1 - 3.707.210 (40)
4) Lombardia 2 - 3.920.190 (43)
5) Lombardia 3 - 1.405.154 (15)
6) Trentino Alto Adige - 940.016 (10)
7) Veneto 1 - 2.713.294 (29)
8) Veneto 2 - 1.814.400 (20)
9) Friuli Venezia Giulia - 1.183.764 (13)
10) Liguria - 1.571.783 (17)
11) Emilia Romagna - 3.983.346 (43)
12) Toscana - 3.497.806 (38)
13) Umbria - 825.826 (9)
14) Marche - 1.470.581 (16)
15) Lazio 1 - 3.700.424 (40)
16) Lazio 2 - 1.411.989 (15)
17) Abruzzo - 1.282.392 (14)
18) Molise - 320.601 (3)
19) Campania 1 - 3.059.193 (33)
20) Campania 2 - 2.642.735 (29)
21) Puglia - 4.020.707 (44)
22) Basilicata - 597.768 (6)
23) Calabria - 2.011.465 (22)
24) Sicilia 1 - 2.383.132 (26)
25) Sicilia 2 - 2.585.859 (28)
26) Sardegna - 1.631.880 (18)
27) Valle d'Aosta 119.548 (1)
Totale 57.015.740 (618)


Circoscrizione Estero
Europa - 2.039.149 (6)
America Meridionale - 885.673 (3)
America Sett. E Cent. - 403.597 (2)
Africa, Asia, Oceania e Antaride - 192.390 (1)
Totale 3.520.809 (12 seggi)

 
Data: 03/03/2006; Notizia Letta: 1456 volte
Fonte Notizia: Corriere News

 

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