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A SPECCHIA FESTA DI SAN SEBASTIANO

 Patrono della polizia municipale

 

Clicca per ingrandireIl Comune di Specchia ed il Comando di Polizia Municipale comunica che VENERDI 20 GENNAIO sarà celebrata la Festa di San Sebastiano, Patrono dello Polizia Municipale. L’Amministrazione comunale per l’occasione ha organizzato una giornata dedicata alla ricorrenza, alla quale interverranno: l’On. Antonio Lia, Sindaco di Specchia ed il Ten. Luigi Scupola, Comandante della Polizia Municipale di Specchia, e gli amministratori comunali di Specchia. Il programma dell’iniziativa prevede per le ore 17.00, il ritrovo dei partecipanti presso la Sede Municipale in Via S. Giovanni Bosco, ed alle ore 18.00 presso la Chiesa Madre sarà celebrata una Santa Messa ed al termine della quale interverrà il Sindaco ed il Comandante della Polizia Municipale di Specchia.
Il patronato del Corpo dei Vigili Urbani è stato attribuito a San Sebastiano per la sua ritenuta appartenenza ad una cohortes della milizia di Roma. Il Santo, infatti, secondo quanto raccontato dalla Leggenda Aurea, "una volta trasferitosi in questa città da Milano, sua città natale, divenne così amato dagli imperatori Diocleziano e Massimiano, che questi gli affidarono il comando della prima coorte", cioè dei pretoriani.
San Sebastiano, si narra, nacque da madre milanese e dal padre, un alto funzionario romano della Gallia meridionale. Successivamente si trasferì a Roma ove si arruolò nei pretoriani. Prestando servizio con fedeltà e lealtà, raggiunse alte cariche militari che gli permisero di svolgere, per molto tempo, azioni a favore dei cristiani. Li curò in carcere, attese alla sepoltura dei martiri e si dedicò, inoltre, alla diffusione della religione fra nobili e magistrati, con prodigiose conversioni. Questo aspetto della vita del Santo, diviso con la stessa onestà tra il giuramento militare prestato e la sollecitudine verso i sofferenti, o la Verità da loro professata, fu motivo per la Polizia Municipale di acquisirne il patronato. Scoperta tale attività, San Sebastiano fu condannato: legato nudo a un palo subì il martirio saettato dai propri commilitoni, le cui frecce lo ridussero "come un riccio irsuto" e, creduto morto, il suo corpo venne abbandonato. Irene, una cristiana, accorsa nella notte per recuperare la salma, si accorse di lievi respiri e quindi curò il Santo, dopo averlo trasportato nella propria casa. Una volta guarito, invece di lasciare Roma come lo scongiuravano i compagni di fede, affrontò l’imperatore Diocleziano durante una celebrazione nel Tempio di Ercole. Dopo una prima e prevedibile sorpresa dei presenti, egli fu catturato, frustato a morte e il corpo gettato nella cloaca massima affinché si disperdesse. Lo recuperò Lucina, una matrona, alla quale il Santo era apparso in sonno indicandole il posto in cui era arenato, popolarmente si dice presso l’attuale Chiesa di S. Andrea della Valle. Gli fu data sepoltura, come lui stesso aveva richiesto alla donna, nella catacomba sulla Via Appia "accanto ai resti degli apostoli".
La spiegazione della scelta di San Sebastiano patrono dei Vigili Urbani d'Italia la troviamo nel Breve Pontificio del 3 Maggio 1957 con il quale Pio XII ha formalmente proclamato il santo martire "custode di tutti i preposti all'ordine pubblico che in Italia sono chiamati "Vigili Urbani". Senza dubbio l'attività militare "cittadina" di San Sebastiano svolta al pari con quella cristiana a favore dei sofferenti ha fatto si che venisse scelto come patrono della Polizia Municipale. S. Sebastiano durante il Medio Evo fu eletto protettore di diverse corporazioni, fra cui bisogna almeno ricordare quelle dei mercanti di ferro, degli arcieri e degli archibugieri. E’ possibile quindi che questo legame con le armi abbia, infine, favorito il moderno patronato sui Vigili Urbani.

 
Data: 18/01/2006; Notizia Letta: 1202 volte
Fonte Notizia: Maurizio Antonazzo

 

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