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PAOLA CASALI IN: LES FLEURS DU BALLET - SILEA BALANO IN: EROTIC DREAMS

 Galleria Maccagnani - Lecce, Via Vittorio Emanuele - dal 21 al 31 agosto ’06 - Orario: 9.30/13.00 - 17.30/22.00

 

Clicca per ingrandireLes Fleurs du Ballet
Il fotografo fissa attimi e situazioni che stimolano l’aspetto sensorio proprio e dello spettatore, coglie momenti dolorosi o gioiosi di fatti o luoghi: momenti casuali o attesi che non bisogna far fuggire.
Questa volta si parla di danza e gli scatti non riguardano attimi inattesi ma sensazioni, spesso, costruite da Paola Casali che ha aspettato la giusta luce, la giusta espressione del momento per impressionarle sulla carta sensibile.
Per quest’artista è fondamentale inquadrare, ascoltare il silenzio interrotto solo dal clic, donarci immagini d’emozionante bellezza.
Possiamo dire che il percorso visivo inizi con la foto di una ballerina, s’ intuisce nello sfondo, che guarda come in un sogno le scarpette da ballo. In una seconda immagine viene immortalato il momento del calzare le scarpette, apparentemente fragili, in un rito che fa pregustare la danza e sa di pagano. L’incrociare i nastri delle ballerine è già come costruire trame di una storia.
Ci colpisce la solitudine di una danzatrice che cerca i passi fra le dune seguendo una musica misteriosa, forse suonata dalle onde: è un’Afrodite che nasce dalla spuma del mare e cerca il mondo.
In questa mostra sono protagoniste le ballerine: libellule che si vibrano in volo.
I loro tutù, che si mischiano ai fili di vegetazione nella spiaggia e nella campagna, accompagnano alla scoperta di una dolce melodia, interpretata da morbidi corpi che si flettono, s’innalzano, si poggiano seguendo le note udite solo da chi balla.
Le ballerine, petali che cadono, si posano sfiorando il terreno e assumendo posizioni solo apparentemente casuali.
E’ il riposo, fra le dune di sabbia in riva al mare, di due ieratiche giovinette, i cui leggerissimi indumenti da ballo neri risaltano fra i colori, che fa pensare a dei fiori spuntati casualmente per completare un quadro.
Pareti sberciate, corrose dal tempo sono sfondo d’inquadrature, forse si trovano in una vecchia cappella o nel segreto degli antichi locali privati di un maniero, fanno emergere, in un contrasto di temporaneità, i luoghi, la classicità delle pose e dei movimenti e la giovinezza.
Fra gli alberi, sui ruderi di una vecchia barca fuori luogo o in una vecchia automobile fuori tempo, delle giovani continuano a parlare con la gestualità dei loro corpi, raccontano storie accompagnate da musiche che invitano al riposo: intervallo dalle fatiche della danza.
Le foto, dove si evidenzia l’ingannevolezza delle immagini riflesse dagli specchi, sono moniti alla fatuità e alla brevità della vita che ha nella giovinezza il momento di maggiori attese.
Le piccole apprendiste ballerine nella scuola di ballo esprimono appieno i desideri, le gioie, l’impegno e la fiducia nel futuro che, probabilmente, le vedrà protagoniste.
Paola Casali, in questa mostra, presenta foto che sono racconti di luci e d’ombre, immagini di desideri e di storie segrete: musiche e ritmi recitati con il corpo.

Erotic Dreams
Le opere di Silea Balano pongono dei problemi che certamente non sono semplici ma sono sicuramente al femminile: la vita delle donne.
Erotic Dreams è il titolo della sua mostra ma è anche quello di un suo libro, racconti sogno, di brandelli onirici: spesso oscuri.
Su alcune opere le storie sono scritte con grafia curata, ma, non sono in primo piano come se queste non riguardassero più la donna che le ha vissute ma fossero divenute racconti, lontani, di sogni, appunto: ” erotic dreams”.
Opere dall’apparente ordine, quasi meticoloso, che descrivono i tumulti sopiti d’animi, scossi come vulcani prima delle eruzioni, apparentemente sereni.
Descrivono schizzi di violenza le gocciolature e gli spruzzi di denso colore, rosso vivo.
Gocce diventate lacrime di sangue, che non cessano di scorrere, si materializzano su tele, sempre più coinvolgenti, diventate gotte di donna.
Macchie che si allungano e si espandono, lasciano leggere fiori aperti alla vita e calpestati nel modo più doloroso.
La violenza, non sempre denunciata, ma vissuta sino alla follia, emerge nei disegni, contraddittori, dal tratto preciso, che lasciano intuire lividi dolorosi, nelle poche note di colore: ancora rosso.
I racconti sono più amicanti quando il riferimento esplicito è al maschio.
Preservativi e organi maschili vengono schiacciati da un’elegantissima scarpa, con tacchi a spillo, s’intuisce in questo gesto un fare stizzito ma anche una catarsi.
Una scarpa rossa intrigante, ma allo stesso tempo minacciosa, è segno di riscatto della donna alla violenza subita nei tempi, purtroppo drammaticamente non superata.
E’ sempre la scarpa rossa che divenuta cuneo per difendersi, quando le parole non bastano più, parla di strada percorsa alla ricerca di una salvezza che spesso la donna non ha trovato e non troverà.
Sogni, frequentemente infranti nella più tenera età, che non lasciano dormire e che tengono la donna (madre, figlia, sorella, amante e perché no anche quella cosiddetta di malaffare) prigioniera in un mondo non sempre voluto e scelto liberamente.
L’amore della donna, senza limiti, trova esplicito riferimento nell’opera, costituita da piccoli disegni che lasciano intravedere segni femminili (icone dell’abnegazione per lai vita ), dedicata ad Emergensy (medici senza frontiera).
Lei, donna, madre, figlia, sorella, sposa ha un abbraccio di gratuito amore per tutti e in questo annulla la sua esistenza, mostra la sua infinita generosità e capacità di perdonare anche se non sempre dimentica le ferite che le sono state inferte.
Erotic Dreams, è sessualità cercata, negata, di gioia, ricordata e temuta come si ricorda una violenza, è anche amore come solo la donna sa dare.
Libertà di vivere, amare senza violenza è ciò che Silea Balano chiede a gran voce con i suoi dipinti e con il suo libro, Erotic Dreams, ed è anche ciò che vorrebbero tutte le donne.

Info: Il raggio Verde S.R.L. – Tel. 0832 347892 - info@ilraggioverde.it

 
Data: 26/08/2006; Notizia Letta: 1365 volte
Fonte Notizia: Federica Murgia

 

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