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UN CASO DI VOYEURISMO MEDIATICO

 Una nota dei Sanitari dell’Inail di Lecce

 

Clicca per ingrandireSi legge in numerosi siti di Internet una nota de “Lo Sportello dei diritti della Provincia di Lecce” con il seguente titolo: “Lecce, per i medici può lavorare. Però è senza una parte di cranio”.

Se il fatto fosse vero…, ma fortunatamente il caso è un altro, ed afferisce specificatamente ad un lavoratore che ha subito un “Trauma cranico con ematoma sottodurale acuto in sede fronto-temporale destra” con un conseguente intervento di craniectomia per lo svuotamento dell’ematoma ed una I.T.A. al lavoro riconosciuta di 4 mesi, ed un successivo intervento di cranioplastica effettuato a distanza di oltre sei mesi dalla definizione della malattia per la riparazione della breccia cranica.

Una fattispecie lesiva assolutamente diversa quindi, riferita a un Infortunio del dicembre 2003, che viene ora inspiegabilmente (sic!) strombazzato ed enfatizzato dallo “Sportello dei Diritti” nelle more di un procedimento giudiziario presso il Tribunale del Lavoro promosso dal Lavoratore de quo per una integrazione della I.T.A. riconosciuta dall’INAIL (il fatto sarà incidentale?).

Un evento che viene pubblicizzato a distanza di circa due anni e mezzo dalla guarigione clinica certificata e dalla stabilizzazione e valutazione dei postumi effettuati dall’Inail; un caso che era stato di già oggetto di un contenzioso amministrativo nel corso del quale (la coincidenza sarà fortuita?) i Consulenti dell’Infortunato avevano maldestramente contestato e sgradevolmente vilipeso il Sanitario che aveva valutato per l’INAIL il caso di specie, che, di conseguenza, ha dovuto rivolgere una denuncia all’Ordine dei Medici per ottenere una legittima tutela della sua dignità personale e professionale e per il rispetto del codice deontologico.
Una storia, quindi, che seppur datata, viene ora ripresa attraverso diversi canali mediatici in cui “Lo Sportello dei diritti della Provincia di Lecce” ha riversato al pubblico ludibrio una ordinaria questione clinica e medico-legale.

Appare logico che questa storia non possa essere trascurata dai Sanitari chiamati ingiustamente ed inopportunamente in causa!

Che storia è questa? Chi vuol mestare qui? Quali sono le vere intenzioni e le recondite finalità del/i mestatori d’opera? Perché si travisano, si strumentalizzano e si diffondono questi fatti?
Quali ragioni sottendono alla pubblicizzazione falsata e postuma di un evento infortunistico e di una questione professionale attraverso numerosi canali di informazione mediatici da parte di un Servizio Istituzionale che dovrebbe invece garantire una informazione corretta e imparziale senza comportamenti voyeuristici e finalità pubblicistiche? Perchè denigrare gratuitamente i Sanitari dell’INAIL di Lecce?

Chi ha inteso scrivere e divulgare siffatte notizie avrebbe dovuto avere una esatta conoscenza dell’evento lesivo, e curare l’acquisizione di tutti i dati e le informazioni clinico-documentali del caso, comprese quelle disponibili dall’Inail, prima di mettere alla gogna mediatica Professionisti che con correttezza e professionalità riconosciute operano da tanti anni nel settore .

Chi si è azzardato a disquisire di questioni medico-legali senza disporre delle necessarie competenze può non sapere, ancorché sia moralmente e giuridicamente responsabile del danno procurato, che in Medicina legale la lesione è una condizione diversa dalla menomazione, che la prognosi clinica non coincide con la prognosi medico-legale, che l’inabilità temporanea è uno stato diverso dall’inabilità permanente, così come l’inabilità generica è altra cosa dall’inabilità specifica, e che le competenze istituzionali dell’INAIL sulla inabilità temporanea sono ancor diverse da quelle del Medico competente sulla idoneità al lavoro specifico, e che nel particolare il giudizio di guarigione clinica contestato al Sanitario dell’Inail era assolutamente compatibile con la specie della menomazione residuata (craniectomia) e con la condizione clinica dell’Infortunato, avendo all’uopo rimesso il Sanitario dell’Inail al Medico competente l’accertamento di specie sulla specifica idoneità lavorativa, per le precipue misure di pertinenza.

In ordine a ciò Noi Sanitari dell’Inail di Lecce, rilevando di essere stati scientemente offesi e denigrati in modo specioso da un Servizio Istituzionale che ha travisato la verità dei fatti diffondendo indebitamente e improvvidamente il caso in questione in numerosi siti informatici senza ricercare e verificare la reale natura delle lesioni e delle menomazioni del Lavoratore, Ci riserviamo di esercitare ogni attività ed intervento presso le Sedi opportune, per tutelare la dignità e professionalità intenzionalmente e strumentalmente vilipesa dagli Autori dell’azione professionalmente infamante.

 
Data: 17/07/2006; Notizia Letta: 1245 volte
Fonte Notizia: I Sanitari dell’Inail di Lecce

 

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