Logo IWBank 235x60  

VOLANTINO VIA ROMA

 Email inviata da Franz Nicola Rizzo

 

Clicca per ingrandireSpecchia 9 ottobre 2010

POSSO?!?!!!!!! n. 1

VIA ROMA

PROGETTO PER LA MODERAZIONE DEL TRAFFICO ZONE 30
TRATTO: DA VIA MATTEOTTI A VIA PELLICO

Cari Concittadini,
ritengo di non dovermi trattenere ancora dal farvi conoscere alcune mie, diciamole, divagazioni ad alta voce.
Durante la campagna elettorale amministrativa, maggio-giugno 2009 (quanto sembra lontana, quante affermazioni dimenticate), un carissimo amico mi chiese se sapessi il motivo dello spostamento delle cinque panchine in marmo da Piazza degli Artisti in via Roma, tratto interessato dal progetto. Lo assicurai che, se eletto, gli avrei dato una risposta.
Anche adesso pur non essendo consigliere comunale, parecchi concittadini, come me convinti della cattiva esecuzione dei lavori in via Roma, mi chiedono se l’Amministrazione Comunale può contestare al Responsabile Unico del Procedimento, al Collaudatore dell’opera, al Direttore dei Lavori ed infine all’Impresa appaltatrice la non esecuzione dei lavori a “perfetta regola d’arte”.
Avendone la possibilità allego copia della perizia di variante ed assestamento del Progetto, perizia depositata agli atti del Comune il 30 ottobre 2008 ed approvata con delibera di Giunta Comunale n. 114 del 6 novembre 2008.
Perché in grassetto le date? Se avete la curiosità di leggere per intero la determina n. 302 del 10/11/2008 Ufficio Tecnico, ognuno potrà fare più compiutamente le proprie considerazioni. La determina la trovate alla pagina 7 di 33 sul sito on-line del Comune nelle determine 2008, nel caso potrò fornirvi copia della stessa.
In data 10 novembre 2008 il Responsabile del Servizio approva tutto, compreso il C.R.E. certificato di regolare esecuzione (è il così detto collaudo dell’opera), e dispone di liquidare e pagare ai R.U.P. responsabile unico del procedimento, all’impresa e al progettista, anche direttore dei lavori e collaudatore dei lavori, le somme a loro dovute.
Di fatto le panchine in marmo spostate sono sette, le altre due panchine facevano parte dell’arredo urbano di Piazza del Popolo.
Eppure pochissimi anni sono passati dalla riqualificazione urbana delle due piazze, Piazza del Popolo e Piazza degli Artisti (ex Mercato Coperto). Non erano più adatte? Sono più adatte le recuperate vecchie panchine in ghisa e legno in Piazza degli Artisti? Quelle di Piazza del Popolo erano troppe?
Cari concittadini, come potete constatare dal documento allegato, al punto 22/022 le 6 (sei) panchine previste in progetto sono state eliminate con la variante. In nessun altro punto della variante è però previsto lo spostamento con ricollocazione delle 2 (due) panchine di Piazza del Popolo e delle 5 (cinque) di Piazza degli Artisti in via Roma.
Ed allora chi ha autorizzato lo spostamento? Omertà, si dice e non si dice. Perché manufatti non più previsti in progetto sono stati accettati nel collaudo?
L’attuale Amministrazione, se lo dovesse ritenere opportuno e naturalmente a spese di chi ha autorizzato, riporterà le panchine negli arredi urbani di origine, Piazza del Popolo e Piazza degli Artisti?
Per avere una visione più chiara vi suggerisco di leggere tutte le voci della perizia.
Ma voglio segnalarvi una voce in particolare: al punto 04/004, oltre alla variazione da metri quadri 2,50 a metri quadri 176, non ho capito se, per quanto riportato su basoli e zanelle rimasti “…..utilizzare, che resterà di proprietà dell’impresa”, i basoli e le zanelle rimasti sono conservati in un deposito comunale, per un eventuale successivo loro utilizzo per altre opere pubbliche, o sono stati lasciati in proprietà all’Impresa che ha eseguito i lavori?
Cari concittadini, per il secondo punto su possibili azioni che una Amministrazione può intraprendere, vi riporto due articoli di Decreto Legislativo e Codice Civile.
Decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006
CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI, FORNITURE IN ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE 2004/17/CEE 2004/18/CE
(testo come aggiornato per ultimo dal D.Lgs. 152/2008 , dalla L. 201 del 22 dicembre 2008, dalla L. 94 del 15 luglio 2009 e Legge 3 agosto 2009 n. 102 e Legge 20 novembre 2009 n. 166))
Articolo 141 (Collaudo dei lavori pubblici)
(art. 28, l. n. 109/1994)
Comma 3. Per tutti i lavori oggetto del codice è redatto un certificato di collaudo secondo le modalità previste dal regolamento. Il certificato di collaudo ha carattere provvisorio e assume carattere definitivo decorsi due anni dall'emissione del medesimo. Decorso tale termine, il collaudo si intende tacitamente approvato ancorché l'atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla scadenza del medesimo termine. Nel caso di lavori di importo sino a 500.000 euro il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare esecuzione; per i lavori di importo superiore, ma non eccedente il milione di euro, è in facoltà del soggetto appaltante di sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione. Il certificato di regolare esecuzione è comunque emesso non oltre tre mesi dalla data di ultimazione dei lavori.

Codice Civile
Art. 1669
Rovina e difetti di cose immobili

Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.

La scadenza dell’articolo 141 è il 9 novembre 2010 ma ritengo, per aver ascoltato le cosiddette voci di corridoio, che l’Amministrazione Comunale abbia provveduto a contestare a chi di competenza.
Attuale Amministrazione Comunale animata, come più volte rimarcato, dalla volontà che. “In un paese normale l’Amministrazione Comunale ha il dovere di difendere la generalità dei cittadini per non gravare sull’intera collettività” (dall’intervento del Dott. Rocco Pagliara, Assessore al Bilancio dell’Amministrazione Biasco ed ex Assessore al Bilancio dell’Amministrazione Lia 1999-2004 su “LA VOCE” di marzo 2010).
Pertanto, credo e ne sono sicuro, che mai l’Amministrazione Comunale permetterà che alcun onere sia a carico del bilancio comunale, e quindi a carico dell’intera Collettività, per “dare il lavoro finito a perfetta regola d’arte”.
Carissimo Enzo Agostinello, che nella tua lettera di dimissioni dall’Associazione Amo Specchia motivi tra le cause della tua decisione anche “il problema di via Roma”, chiedi lumi dei perchè ai tre attuali Consiglieri di minoranza che nel periodo erano Assessori dell’allora Amministrazione ed hanno approvato la variante.
E per scopiazzare, tanto ritengo di divagarmi per l’uso che ne vorrete fare……….
Cordiali saluti.


Franz Nicola RIZZO

 
Data: 12/10/2010; Notizia Letta: 1909 volte
Fonte Notizia: Franz Nicola RIZZO

 

<<< torna indietro

www.specchia.it