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EXPO 2000: INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DEL SALENTO

 A Miggiano dal 14 al 17 ottobre 2010

 

Clicca per ingrandireL’Amministrazione comunale di Miggiano comunica che oggi 11 OTTOBRE presso la Sala Stampa della Provincia di Lecce a Palazzo Adorno è stata presentato agli organi di informazione, il programma dell’edizione 2010 della Fiera Regionale “EXPO 2000 INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DEL SALENTO”, che si svolgerà dal 14 al 17 ottobre prossimi.

Alla conferenza stampa hanno partecipato: GIOVANNI DAMIANO, Sindaco di Miggiano, ANTONIO DEL VINO, Consigliere Provinciale e Vicesindaco di Miggiano, DONATO COLUCCIA, Consigliere Comunale con delega a EXPO 2000 e VINCENZO PIRATO, Presidente WFP Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite Comitato Puglia.

Giovanni Damiano ha annunciato che “EXPO 2000”, si svolgerà dal 14 al 17 ottobre prossimi e sarà inaugurata da Raffaele Fitto, Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale e che nella stessa occasione, come in ogni edizione, sarà consegnato il Premio Miggiano giunto quest’anno all’XI edizione, un attestato di riconoscenza a tre cittadini locali o della provincia oppure sodalizi che si siano distinti per attività meritevoli e da portare come esempio.

Antonio Del Vino,si è complimentato con gli amministratori della sua cittadina per l’ottima organizzazione dimostrata,che dopo la sua decennale esperienza, hanno ereditato l’appuntamento fieristico che si conferma sempre ricco di novità e di nuove proposte.

Donato Coluccia, Consigliere Comunale con delega a EXPO 2000 ha evidenziato che le 250 aziende espositrici provengono da tutta la regione Puglia, ma anche da fuori regione, molto lontane come la Sardegna, ed ha illustrato i convegni e gli altri appuntamenti della quattro giorni fieristica.

Vincenzo Pirato ha ringraziato l’Amministrazione comunale di Miggiano per l’invito e la collaborazione per l’incontro con il mondo della scuola denominato: “Aggiungi un pasto a tavola" e per l’attività di sensibilizzazione che in occasione di EXPO 2000 l’organismo internazionale potrà svolgere.


SALUTO DEL SINDACO

Animati dalla trepidazione e dall’emozione che ac-compagnano sempre l’attesa di un evento importante e sorretti dall’auspicio che, anche quest’anno, il suc-cesso possa gratificare le fatiche e gli sforzi corali, ci ritroviamo per salutare l’edizione 2010 di EXPO 2000 Industria Artigianato Agricoltura del Salento.

Una ricchezza miggianese, un vanto miggianese: que-sto e tanto altro ancora è ora quella che, un tempo, era la tradizionale “Fera de Miscianu”; dietro questa nostra grande manifestazione ci sono l’intraprendenza e la capacità di osare, la lungimiranza ed il desiderio di crescere, la determinazione e lo spirito di sacrificio, la dedizione senza sconti e la voglia di cimentarsi di un’intera comunità, di un intero paese, dell’intera Miggiano. Mi piace pensare ad EXPO 2000 come alla figlia diletta di tutta la cittadinanza, di ogni miggianese, anche di quelli lontani che in questi quattro giorni di ottobre tornano alle loro origini, alla loro storia, al grembo che li ha nutriti ed allevati e che, ogni anno, riscoprono una storia.

Mi piace pensare ad EXPO 2000 come alla sfida che, tutti insieme, possiamo lanciare a noi stessi: un volano di sviluppo che consenta al nostro paese di aprirsi, con la laboriosità e l’umiltà che da sempre lo contraddistinguono, al mondo che lo circonda con la fiducia di poter offrire anche soltanto una possibilità a chi ha voglia di misurarsi.

Mi piace pensare ad EXPO 2000 come ad un’opportunità di proficuo ed incessante scambio non soltanto economico e commerciale ma anche umano. Dal 14 al 17 ottobre questo estremo lembo d’Italia, felice propaggine protesa verso quel mondo al quale siamo uniti dall’unico abbraccio del Mediterraneo, sarà teatro di una grande vetrina che, di anno in anno, continua a gratificare tutta la nostra comunità con un successo sempre crescente.

Divenuta ormai sicuro punto di riferimento per i tanti espositori che tornano sempre carichi di buone speranze e per quelli che, invece, arrivano per la prima volta. E’ presente, infatti, con uno stand tutto suo il World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale), un’organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite che si preoccupa di sensibilizzare il mondo ricco e fortunato sul problema della povertà e della fame nelle parti meno fortunate della Terra. Abbiamo fortemente voluto questa prestigiosa presenza convinti che l’economia ed il commercio non debbano ignorare certe tematiche e perché, soprattutto, vogliamo che, nel suo piccolo, anche Miggiano possa fare la sua parte.

In un momento particolarmente critico auspico, auspichiamo, che anche EXPO 2000 possa svolgere al meglio la sua parte nello sforzo di far recuperare alla gente la voglia di confidare in un futuro che, perché no, passa anche dalla nostra manifestazione. E’ un mio personale piacere, ma lo faccio anche a nome dell’intera Amministrazione e di tutta la comunità dei miggianesi, porgere il benvenuti a quanti verranno per la prima volta a visitare la nostra vetrina ed il bentornati a coloro che, invece, vorranno ancora una volta onorarci della loro presenza. Miggiano è fiera di avervi in Fiera.

Giovanni Damiano
Sindaco del Comune di Miggiano


PROGRAMMA EDIZIONE 2010

GIOVEDI’ 14 OTTOBRE

Ore 19,00
• Inaugurazione dell’on.le Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Regionali, alla presenza delle Autorità Civili, Militari e Religiose.
• XI^ edizione del “Premio Miggiano”
• Esibizione del gruppo Sbandieratori e Musici di Oria “I Federiciani”

VENERDI’ 15 OTTOBRE

Ore 9,30 – 12,30 - Scuolainfiera

Ore 10,30 - Convegno “Le agevolazioni per le imprese tra crisi e ripresa” promosso da Top Consulting, presso Theatrum, via Roma.

Ore 16.30 - Convegno “Il sistema del credito e le imprese salentine dopo Basilea 3”,
promosso da Top Consulting presso Theatrum, via Roma.

Ore 21,30 - Area Spettacoli: Ariantica in concerto

SABATO 16 OTTOBRE

Ore 9,30 – 12,30 - Scuolainfiera

Ore 10,30 - “Aggiungi un pasto a tavola" il World Food Programme delle Nazioni Unite incontra la scuola, Theatrum, via Roma

Ore 19,30 - Sagra del maiale

Ore 21,30 - Arena spettacoli:
• Indiano Salentino Artetnica in concerto.
• I Briganti di Terra d’Otranto in concerto.

DOMENICA 17 OTTOBRE

Ore 8.00 - “Fera de Miscianu”

Ore 21,00 - Mondo Radio Tour in diretta, musica e divertentismo



VENERDI’ 15 OTTOBRE 2010

Convegni promossi da Top Consulting presso Theatrum in via Roma

Ore 10,30 - Tema “Le agevolazioni per le imprese tra crisi e ripresa”

Ore 16.30 - Tema “Il sistema del credito e le imprese salentine dopo Basilea 3”.

La Top Consulting, società di consulenza leader nello scenario dell'economia del Grande Salento ha voluto, sottolineando così l'importanza che col tempo ha assunto la Fiera di Miggiano, dedicare due momenti di riflessioni sul tema dello sviluppo delle piccole e medie imprese, attanagliate in questo momento dalla crisi economica e finanziaria.
Le relazioni tecniche saranno tenute dall'amministratore della Top Consulting, Dott.ssa Maria Marrocco e da personalità del mondo economico, accademico e finanziario salentino. Sarà dato ampio spazio alle domande da parte del pubblico, pertanto gli incontri sono particolarmente adatti a tutti gli operatori economici e ai loro consulenti.
Il primo incontro vuole fornire una panoramica sulle tante opportunità presenti a favore imprese che spesso ancora ignorano o trascurano tante potenzialità che i Fondi strutturali riservano agli imprenditori che vogliono cogliere il volano della prossima ripresa.
Il secondo incontro vuole, partendo dalle novità introdotte da Basilea 2, approfondire prospetticamente gli effetti di Basilea 3 sul sistema del credito per le piccole e media imprese. L'incontro ha l'ambizione di presentare spunti su come è possibile riorganizzare le aree gestionali d'impresa per meglio affrontare l'evoluzione del mercato reale e finanziario.

SABATO 16 OTTOBRE 2010

Ore 10,30 - “Aggiungi un pasto a tavola" il World Food Programme - Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) incontra la scuola presso il Theatrum in via Roma

La città di Brindisi ospita la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite e la Base Logistica delle Nazioni Unite a sostegno delle operazioni di pace.
La Base operativa di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore. UNHRD - United Nations Humanitarian Response Depot è gestita dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).
La UNLB - United Nations Logistic Base - Base Logistica delle Nazioni Unite a sostegno delle operazioni di pace è operativa dal 1994. E' stata scelta per le sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (porto, aeroporto, ferrovia e autostrade) e i servizi disponibili sia a livello di telecomunicazione che generali. È la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite. Dal primo giugno 2000 anche il WFP ha spostato la sua base da Pisa a Brindisi. È la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite. Dal primo giugno 2000 anche il WFP ha spostato la sua base da Pisa a Brindisi usufruendo cosi di una serie di strutture più ampie per dare sostegno con gli aiuti umanitari alle popolazioni bisognose. Compiti principali della base sono quelli di ricevere, immagazzinare, ispezionare e ridistribuire il materiale secondo le direttive ONU, mantenere una sorta di “kit di primo intervento” che può essere predisposto in brevissimo tempo ed è sufficiente ad iniziare una nuova missione in qualunque parte del mondo, gestire il centro satellitare di telecomunicazioni che connette 23 operazioni di peacekeeping, molte agenzie e quartieri generali dell’ONU, fungere da centro di formazione per mantenere e sviluppare le capacità tecniche e manageriali della base.


BREVI NOTIZIE STORICHE SU EXPO 2000

L’“EXPO 2000: Industria Artigianato Agricoltura del Salento”, un evento come sempre nel segno della tradizione ma anche con molte novità, nacque alla fine del secolo scorso, quasi in sordina, con strutture rimovibili e non molte aziende espositrici, aumentando, da due a quattro giorni, la durata tradizionale e sviluppando due appuntamenti consecutivi locali di ottobre: nella serata del terzo sabato con la “Sagra del Maiale” e la mattina della domenica successiva con la “Fera de Miscianu”.
La sera di sabato, come ogni anno avviene da qualche secolo, sono numerosi a raggiungere Miggiano per la “Sagra del maiale", in quanto la tradizione vuole che la vigilia della “Fiera di Miggiano”, si mangi la carne di maiale, questa usanza non veniva rispettata solo nel privato di ogni mensa familiare, ma era una caratteristica della stessa fiera che essendo fin dall’antichità a carattere prevalentemente zootecnico, includeva anche questo tradizionale fiera. La “Fiera di Miggiano” tradizionalmente è nota anche come "Fera de Miscianu ci boi" poiché si possono trovare prodotti di tutti i settori merceologici.
L’evento fieristico sin dalla prima edizione ha ottenuto i patrocini da numerose Istituzioni, enti locali e Associazioni di categoria.
Nell’anno 2002 all’evento fieristico fu assegnato il titolo di “Fiera regionale”, per i seguenti motivi: per il notevole successo di visitatori, che dalla prima edizione è andato sempre crescendo, grazie altri fattori come la consuetudine, l’innovazione, la posizione strategica, l’assetto merceologico, ed essendo una manifestazione di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici regionali, e per le antiche tradizioni della Sagra del Maiale” e della “Fera de Miscianu”,
In occasione dell’edizione 2003 di EXPO 2000 fu inaugurato il primo lotto del nuovo quartiere fieristico permanente che contava su un totale di 50 box, per una superficie totale di circa 7000 mq di cui 1500 mq coperti per una spesa totale di circa 1 milione di euro; inoltre, nei pressi dei nuovi stand, fu installata una struttura espositiva di circa 2200 mq ed ulteriori 30 stand.
Nel 2005 fu inaugurato il secondo lotto della struttura permanente del quartiere fieristico, ultimati con il cofinanziamento dei fondi POR Puglia 2000 - 2006 Misura 4.2 portando l’estensione complessiva sarà di circa mq 7.800, dei quali mq 2.350 coperti, composta da circa 70 box espositivi.
Dal 2006 l’importante appuntamento fieristico della Puglia, che con le sue 250 aziende presenti è divenuta oramai un’autentica “Campionaria”, può annoverare anche il patrocinio di PADOVA FIERE.
In ogni edizione sono molto apprezzati gli stand presentati dalla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza, dall’Arma dei Carabinieri, dall’Esercito Italiano e dall’Aeronautica Militare.
Le aziende espositrici provengono da tutta la Puglia, ed anche da tutte le regioni del Sud Italia e anche da quelle settentrionali. Molte di esse, al termine dell’evento fieristico provvedono ad opzionare lo spazio espositivo per l’edizione successiva.
In ogni edizione viene data particolare attenzione al settore agricoltura, in quanto il periodo di svolgimento di EXPO 2000 precede la raccolta delle olive, e molti imprenditori e commercianti del settore agricolo propongono le ultime novità tecnologiche orientate ad agevolare il lavoro degli agricoltori,
In occasione di ogni inaugurazione dell’evento fieristico l’Amministrazione comunale di Miggiano assegna il "Premio Miggiano", giunto quest’anno all’XI edizione, un attestato di riconoscenza a tre cittadini locali o della provincia oppure sodalizi che siano distinti per attività meritevoli e da portare come esempio.
In occasione di ogni edizione si svolgono interessanti convegni, in occasione dei quali anche i rappresentanti istituzionali ed economici provinciali hanno la possibilità di confrontarsi con gli operatori aziendali del territorio al fine di conoscere le loro esigenze e i loro problemi.
EXPO 2000, costituisce una favorevole occasione per il rilancio dell'economia della Puglia, confermando le aspettative dell’Amministrazione comunale di Miggiano, in quanto è divenuta una rassegna della produzione delle piccole-medie imprese regionali e non, soprattutto, per le produzioni delle aziende artigianali del Capo di Leuca, frutto della abilità manuale e della cura dei particolari di capaci maestri, dove tutti trovano la passerella ideale per farsi conoscere e proporsi su mercati sempre più vasti.


COMUNE DI MIGGIANO

PROFILO STORICO E SOCIO ECONOMICO


Secondo alcuni deriverebbe dal latino miscellaneus, col significato di mescolanza (di popoli); per altri da medianus "che sta nel mezzo". Probabilmente è di origine prediale, dal nome latinizzato di persona Maedius. Gli abitanti si chiamano Miggianesi.

IL TERRITORIO

Il territorio di Miggiano ha una superficie di 7,64 kmq con una densità di popolazione di 490,70 abitanti per Kmq e sorge su un colle (107 m) digradante verso il Capo di Leuca. Confina a Nord ed a Ovest con i feudi di Montesano Salentino e Ruffano, a Sud ed a Est con quelli di Tricase e Specchia. L'intero territorio ha una configurazione pianeggiante. Dal punto di vista geologico e morfologico, lo stesso si presenta composto a partire dalla superficie da calcari di Melissano, pietra leccese, calcareniti del Salento, calcareniti con intercalazioni sabbiose ed infine da depositi colluviali. Dista dal capoluogo di provincia 46 km ed il centro urbano è facilmente raggiungibile dalle strade statali n. 16 Adriatica e n. 275 di S.Maria di Leuca oppure n. 476 di Galatina e da vane strade provinciali interne. Il territorio si trova in una posizione molto felice; è allocato nel bel mezzo del Capo di Leuca, quasi a formare un triangolo equilatero i cui lati ipotetici sono la manciata di chilometri che si percorre per raggiungere da un lato il mar Adriatico, dall'altro lo Ionio e dall'altro ancora l'incrocio fra i due mari, Santa Marìà di Leuca.

ORIGINE

In un territorio ricco di insediamenti preistorici, greci e romani, sorse nell'Alto Medioevo per opera delle popolazioni della costa in cerca di rifugio dalle invasioni barbariche e saracene. Sotto i Normanni, fu infeudata ai Monteroni e, successivamente a varie famiglie nobiliari: gli Acquaviva, i Gallone, i Vernaleone, che vi costruirono un sontuoso palazzo. Nel corso del XIV secolo si insediò un'attiva comunità di frati carmelitani che avviò opere di messa a coltura e di valorizzazione agricola. Nel 1480 subì il saccheggio dei Turchi impadronitisi di Otranto e del territorio circostante; successivamente fu attaccata dai Veneziani, spintisi nell'entroterra. Dopo l'Unità fece parte del demanio regio. Negli anni Trenta del Novecento il suo territorio beneficiò della bonifica e della realizzazione di opere infrastrutturali. Gli ultimi quattro decenni del secolo hanno visto la straordinaria crescita delle attività manifatturiere, specialmente mobilifici, e di quelle terziarie, che hanno trasformato profondamente l'economia e la società

(cenni storici da Anonimo 1876) I primi documenti cartacei testimoniano l'esistenza di Miggiano nel XII secolo. Nel 1156 Guglielmo il Malo distrusse la città di Vaste e gli abitanti, sbigottiti e fuggenti,si rifugiarono in parte nella valle dove sorge l'attuale nucleo abitato ed in parte in località Torrepaduli. Testimonianza dell'originario miscuglio di popoli da cui deriva il paese è il suo stesso nome che, nel corso dei secoli, si evolve da Mesiano in Misiano, poi Misciano e Miggiano dei Paduli nel 1600 ed infine Miggiano. L'esistenza storica del paese è provata da due documenti dell'archivio di Napoli, uno del 1182 e l'altro del 1272, nel quali si nomina il "villaggio di Miggiano". Nel 1190 il Conte Tancredi di Lecce donava il feudo di Miggiano insieme a quello di Specchia e di Taunisano a Filiberto Monteroni. Le vicende storiche del paese ricordano il saccheggio e le stragi fatte dal turchi nell'ottobre del 1480, in cui vennero rapiti donne e bambini e le scorrerie dei Veneziani, nel giugno del 1484, che devastarono completamente il paese. E' solo grazie alla pietà di Bellisario Acquaviva, che ebbe la giurisdizione penale e civile per quel periodo, che i pochi abitanti rimasti potettero scampare alla terribile carestia che afflisse per un lungo periodo il territorio. Nel 1486 il feudo di Miggiano passò al Vescovo di Castro che ne perdette la giurisdizione soltanto nel 1808 a favore dell'Arcivescovo di Otranto, finchè nel 1866 venne incamerato al Regio Demanio. La giurisdizione criminale appartenne dapprima alla famiglia Gallone e poi a quella dei Vernaleone, persa poi solo in seguito all'abolizione della feudalità con legge del 2 agosto 1806. La giurisdizione ecclesiastica appartenne sempre al vescovo di Ugento. Questo quanto scriveva sulle origini di Miggiano un anonimo nel 1876 su un documento agli atti del Comune. Un'ipotesi suggestiva, ma non per questo poco reale, fa risalire invece le origini di Miggiano all'età del bronzo. La presenza,infatti,in loco di insediamenti umani nsalenti a questo periodo è testimoniata dal ritrovamento di vari menhir e grotte scavate nella pietra.
Tra l'altro, anche le numerose tombe messapiche e romane ritrovate nel 1878 sono il segno evidente che le origini del paese sarebbero molto più antiche di quanto riportato dai documenti cartacei e dunque sicuramente prima del XII sec.

CHIESA MATRICE
Secc. XVI-XIX-XX
La fine dell’epoca barocca segna in terra d’Otranto il passaggio da uno stile ricco di ornati e di decorazioni ad uno più austero influenzato da linee e forme provenienti da altri centri più importanti come Roma e Napoli. L’affermazione del ceto borghese contribuì alla modifica del gusto architettonico che venne orientato verso forme più sobrie e lineari. Il basso Salento con l’attività di progettisti e maestranze qualificate (De Palma, Orfano, Palma ecc..) realizzò una serie di edifici religiosi e laici che sortirono il salto di qualità avvenuto in questo territorio. Alcune fabbriche però non riuscirono a perdere del tutto i caratteri originari e a quelli più antichi aggiunserò gli stilemi nuovi e più aggiornati, facilmente comprensibili dai contemporanei.
A Miggiano la Chiesa Matrice, dedicata a San Vincenzo Martire, protettore del paese e della diocesi di Ugento, rappresenta un interessante esempio di edificio religioso in epoche diverse a partire dall’ XVI secolo quando le novità stilistiche provenienti da fuori del Regno di Napoli si erano ormai affermate e divenute linguaggio architettonico diffuso nel salento. La pianta della Chiesa è a tre navate con bracci del transetto contratti, ampio coro e profonde cappelle laterali. La facciata è decorata con statue barocche. Le coperture a spigolo e le finestre centinate a lunetta denunciano chiaramente la presenza di esecutori locali abituati a costruire edifici residenziali e opifici. Nell’interno gli altari tardo-barocchi che emergono dai paramenti murari sono nati da sculture. Di particolare rilevanza artistica è la tela di San Vincenzo Martire posta sull’altare maggiore, dipinta agli inizi del XVII secolo probabilmente dal neretino Donato Antonio D’Orlando.

CRIPTA BASILIANA
Risalente al IX secolo dopo Cristo, la cripta si trova nell'ex grancia dei Carmelitani. E' costituita da un vano quadrangolare con affresco di Santa Marina del 1400; su tutte le pareti si notano tracce di colore di antichi affreschi, ormai definitivamente perduti. A sinistra dell'ingresso insistono due piccoli vani, uno dei quali completamente affrescato con immagini tipiche dell'iconografia Bizantina.: San Nicola, Santa Catenina di Alessandria d'Egitto, Santo Anonimo, Arcangelo Gabriele. La cripta riveste notevole importanza per la presenza della "Dormitio Virginis", raffigurazione ipogeica unica in Italia.

FRANTOI IPOGEI
Archeologia industriale di origine ancora incerta. Qualcuno azzarda l'ipotesi che questa particolare tipologia tecnologica del produrre olio trae ongine dal Neolitico. Si tratta di monumenti scavati in roccia, attestanti l'operosità e la laboriosità contadina Miggianese che si è protratta per millenni, quasi fino al giorni nostri, senza subire i cambiamenti delle normali dinamiche evolutive.

MENHIR
Sculture in pietra tufacea, ritrovate in Miggiano, nei pressi di un agglomerato di grotte, in zona Monti di sala, potrebbero raffigurare divinità funerarie. La più enigmatica è la stele senza volto; ha il collo appena accennato e la nuca intonacata e dipinta, come per significare i capelli; ha il volto completamente sfigurato, vuoto, senza lineamenti, quindi privo di occhi, naso e bocca; sulla testa, quasi nella zona frontale, presenta un foro cieco per metà occupato da un pezzo di legno: tentativo di cristianizzare con una croce il manufatto pagano. Visto il contesto ambientale, dove originanamente era situata, si può legittimamente ipotizzare che sia una divinità funerafia: se così fosse, ci si troverebbe di fronte ad una scultura particolare, unica in tutta la preistoria, poiché descritta in modo così astratto ed irreale da veicolare comunque un messaggio forte, riguardante il destino ultimo dell'uomo: riveste di significato il detto miggianese, ancora in uso, de "la morte è cieca nu varda in faccia a nessuno" e richiama l'inquietante versetto biblico del "…tu non puoi vedere la mia faccia, perché un uomo non può vedere me e restare vivo"(Esodo 33,20).
L'altra scultura, invece, è ben definita: raffigura forse un defunto, un capo o un guerriero, ha il busto appena abbozzato, in parte intonacato con evidenti tracce di colore a bande grigie/grigio chiare; sulla testa è visibile un incavo su cui doveva essere allocata una corona, un elmo o un cappello di pietra, ha i tratti del volto ben determinati con occhi, naso e bocca; in questo caso, in fatti, l'ignoto artista ha lavorato la pietra grezza per comunicare sentimenti ed emozioni.

CASE A CORTE
Si tratta di particolani tipologie edilizie di origine medioevale, insistenti nel nucleo storico del paese; hanno un impianto radiale che ricorda l'antica "domus" romana, caratterizzata da un grande atrio centrale e comune che dà luce al vani adiacenti e contiene i servizi essenziali come la cisterna, la pila ed i sedili in pietra, ed altro.

CASE A SCHIERA
Ubicate tra viuzze disposte in parallelo. E’ un'architettura d'impianto a schiera, povera ma dignitosa e molto interessante. Generalmente ad un piano, ma non mancano esempi a due piani, il prospetto principale presenta una finestra e tre porte, delle quali una per la “liama" (terrazza mediterranea), l'altra, architettonicamente più elaborata, dà accesso all'abitazione e la terza alla cantina adibita il più delle volte a cucina. I prospetti, perfettamente allineati, si affacciano su delle stradine larghe m 1,50 e lunghe m 250.

SAGRA DEL MAIALE
Avvenimento dalle origini arcaiche. Si collega ai riti pagani che i romani e i greci celebravano al ritorno della stagione autunnale. Sicuramente trae onigine dalle "Nundine", così si chiamavano i grandi mercati annuali dell'antica Roma.
E una ricorrenza festiva laica: se fosse stata istituita nel Med'ioevo, come qualcuno afferma, sarebbe stata titolata ad un santo.
Sono affermazioni avvalorate anche da un'attenta decodifica dei riti millenari non del tutto scomparsi in Miggiano:
• la sacralità del maiale protetto ed allevato dall'intera collettività;
• l'atto devozionale dell'assaggio delle carni dell'animale ucciso con ritualità arcaica;
• le cicorie selvatiche, perciò amare, miste alla carne del maiale (piatto tipico del pranzo della fiera), ricordano le lacrime amare, il dolore di Demetra per il ratto violento della figlia Persefone (mito greco), che in autunno sprofonda nell'Ade, insieme ai maiali del porcaro Eubeleus.
Ritualità pagane che ancora vivono in noi e che hanno strette similitudini con quelle delle feste del periodo della semina dei Romani, le "mundus Cereris" e le "Tesmoforia" dei greci.

La storia
E' certo che già agli albori del secondo millennio ogni terza domenica di ottobre i contadini e gli allevatori del circondario si davano appuntamento nel borgo che, sicuramente non si chiamava ancora Miggiano, per scambiarsi sementi ed animali. Una sorta di tappa obbligata: l'estate si era appena conclusa ed i frutti avevano lasciato il posto alle semenze, elemento vitale per la più accurata preparazione della successiva stagione di semina e raccolto. Ed era proprio in vista di un raccolto ottimale che a Miggiano gli agricoltori accorrevano per scambiarsi ogni genere di informazione, consiglio o suggerimento utile: tale intreccio di relazioni e di scambi commerciali aveva il suo luogo naturale nell'area adiacente il convento dei monaci di nito greco. Raggiungere quel luogo non era certo viaggio facile e veloce: i mezzi di trasporto erano gli animali da soma che assicuravano una certa resistenza ma non la celerità degli spostamenti. La struttura della fiera allora cominciò a mutare: per essere certo di poter scegliere una buona postazione e per garantirsi il buon avvio degli affari sin dalle prime luci del giorno, qualcuno, infatti, pensò bene di raggiungere i1 luogo deputato nel pomeriggio del sabato preparandosi, in tal modo, al meglio per l'indomani. Per assicurarsi la cena i contadini non potevano che ricorrere al loro stesso "bagaglio": e quale più appetibile pasto se non la carne suina lessata in acqua carica di spezie ovvero arrostita? E' lecito presumere pertanto, che potrebbe essere stato proprio questo frangente a dare origine all'usanza della tipica pietanza della carne de porcu 'ndalassata. Con gli anni, con i secoli, quell'originaria zona rurale cominciò a popolarsi divenendo vero e proprio insediamento urbano, e non ci volle poi molto perché capissero che quella pietanza (la carne di maiale), tutto sommato molto utile ma ricca di calorie, potesse diventare fonte di un sé pur minimo guadagno ma, soprattutto, oggetto do forte aggregazione umana. Quella convivialità del sabato sera, possibile grazie all'imporsi dell'usanza di allevare maiali da scannare per l'occasione, divenne ben presto appuntamento tanto atteso quanto la “fera” del giorno dopo richiamando attenzione e “appetiti”, non soltanto dei diretti interessati, ma anche delle tante persone che vi accorrevano mosse soltanto da una curiosità. Questa straordinaria tradizione ha attraversato indenne la storia superando secoli bui, guerre, invasioni e carestie: ha varcato la soglia del terzo millennio avendo conservato, quasi intatto, il suo originario sapore intrinsecamente legato proprio a questa nostra terra Salentina.

EXPO 2000 - FIERA DEL SALENTO (Fiera regionale dal 2002)

E' ormai da alcuni anni l'evento più importante e di risalto del Salento, forte strumento di richiamo di nuove tecnologie nel diversi settori di produzione, in particolar modo di quello artigianale del legno, di nuovi e fonte di aggregazione sociale e culturale. Alla sua notorietà hanno contribuito una serie di eventi situazioni. Le origini antichissime che la Fiera di Miggiano vanta. Sicuramente trae origine dalle Nundinae, i grandi mercati annuali dell'antica Roma (come ampiamente scritto in precedenza).
Un'espansione continua e costante, adeguata alle dinamiche evolutive ha portato la fiera ad assumere le caratteristiche di vetrina espositiva per eccellenza per le numerose attività produttive locali e regionali. E' infatti dal 1995, che le Amministrazioni comunali succedutesi negli anni ed in particolar modo la vivacità e l'entusiasmo con cui gli operatori hanno accolto l'iniziativa, hanno dato un valore aggiunto alla manifestazione. Manifestazione che ha raggiunto negli ultimi anni un interessante dimensione di fiera campionania, allargando l'orizzonte e misurandosi con traguardi via via crescenti da meritare la qualifica di fiera regionale.
Una felice posizione geografica, poiché Miggiano e posizionata in una zona pianeggiante fra le due serre del Basso Salento. E' certo infatti che, già dagli albori del II° millennio, come si evince da numerosi documenti, ogni terza domenica di ottobre i contadini e gli allevatori della zona si davano appuntamento nel borgo di Miggiano per scambiarsi merci e sementi, nonché utili suggeRimenti per la coltivazione della terra e l'allevamento degli animali.
Miggiano con la sua manifestazione fieristica, oggi, rappresenta il punto di massima aggregazione del Salento, convogliando capacità artigianali, commerciali ed imprenditoniali. La collocazione geografica dell'area che è interessata dall'evento fieristico, praticamente nel cuore del Mediterraneo, permette di valonizzare i prodotti della nostra cultura non solo a livello regionale e nazionale, ma anche a livello internazionale, al cui mercati tra l'altro si guarda ormai con interesse e senza remore, grazie soprattutto alle nuove opportunità legate al mondo telematico. L'innovatività che la Fiera di Miggiano, con EXPO 2000: Industria Artigianato Agricoltura del Salento presenta ogni anno. Il settore leader dell'evento fienistico è quello artigianale, dove la cucina componibile rappresenta da sempre il riferimento principale per l'intero terntono. La cucina componibile degli artigiani locali continua si ad essere realizzata con le metodologle più tradizionali, ma presentando al contempo aspetti tecnologici e di design d'avanguardia e quindi una costante innovazione nel settore, in grado di far affluire e confluire operatori e visitatori da tutto il territorio nazionale, non solo nei giorni dell'evento fienstico, ma durante tutto l'anno. EXPO 20002000 dunque, si presenta come una fiera che, pur non discostandosi dalla tradizione, che costituisce un saldo legame con la sua storia, si apre con fiducia alle innovazioni in ogni campo del sapere e delle tecnologie.

Finalità che EXPO 2000 annovera fra le sue principali peculiarità. Dall'indiscusso primato della cucina componibile, che trova proprio in Miggiano la sua culla, al prodotti tipici della nostra terra, quali olio (veramente ecologico, cioè senza trattamenti chimici sulla pianta e raccolta a frutto maturo), pasta (prodotta con sistemi primordiali), vino, per i quali non è mancata nell'ultima edizione la sponsorizzazione garantita dalla presenza di numerose aziende agroalimentari.
Gli usi, i costumi e le tradizioni popolari, che costituiscono i segni di riconoscibilità di ogni territorio e che per quello di Miggiano sono così penetranti riconoscibili che lo rendono unico e particolarmente diverso dagli altri. Con l EXPO 2000 si concretizza un rapporto equilibrato fra diversi elementi che sono i presupposti fondamentali per uno sviluppo consapevole e rispettoso delle risorse naturali e umane; sviluppo basato sulla specificità del luogo, della tradizione e delle attività artigianali e industriali e che rappresenta l'affermazione di un popolo da sempre operoso e pacifico. La manifestazione quindi, diventa uno strumento di valorizzazione del nostro territorio, in particolar modo dei suoi aspetti storici, visto il legame fra EXPO 2000 e l'antichissima Fiera di Miggiano, artistici e folckloristici, vista l'ampia rassegna di musica e spettacoli della tradizione popolare collegati all'evento espositivo.

Altre notizie
La sera di sabato, vigilia della fiera, come ogni anno avviene da qualche secolo, saranno numerosi a raggiungere Miggiano per la “Sagra del maiale", in quanto la tradizione vuole che la vigilia della "Fera de Miscianu" si mangi la carne di maiale, questa usanza non veniva rispettata solo nel privato di ogni mensa familiare, ma era una caratteristica della stessa fiera che essendo fin dall’antichità a carattere prevalentemente zootecnico, includeva anche questo tradizionale fiera. Un volta, l'evento fieristico era uno dei più importanti appuntamenti commerciali del Basso Salento, e ad esso partecipavano venditori e compratori che raggiungevano la cittadina salentina da tutto il Sud Italia, ma anche dalla Jugoslavia, dall'Albania e dalla Grecia. Ai nostri giorni la sagra si svolge secondo il tradizionale rituale, che vuole che in enormi pentole di rame rosso, si prepari la carne “ndalassata” (lessa) del maiale, e la storia racconta che durante la fiera veniva venduta agli avventori delle osterie insieme al classico bicchiere di vino del luogo, in questo modo, verrà riproposta un antica tradizione che, secondo antichi testi, risale all'XI secolo. La “Fiera di Miggiano”, che si svolgerà nella mattinata di domenica, tradizionalmente è nota anche come "Fera de Miscianu ci boi" poiché si possono trovare prodotti di tutti i settori merceologici.

PATRIMONIO ARCHITETTONICO CULTURALE

DISTRETTO DEL LEGNO E DEL MOBILE

Nasce a Miggiano e si propone come un punto di riferimento per lo sviluppo economico ed occupazionale dell'area Salentina a sostegno dello sviluppo industriale della stessa in cui forte è la concentrazione d'imprese artigiane ed industriali del mobile e del legno.
Il Distretto del legno e del mobile si propone dunque di sopperire ad una cronica mancanza di substrato terzista per la produzione di semilavorati, che costringe le nostre imprese a rivolgersi a fonti esterne localizzate prevalentemente al Nord con grave dispendio di energie e tempo e denaro.

UN CUORE VERDE

E' il parco comunale situato al centro del Comune di Miggiano di circa 40.000 mq. Ha una fitta vegetazione di lecci: è provvisto di parco giochi per bambini ed è attrezzato a percorso ginnico. Un posto incantevole e raro, è un'oasi di pace dove è possibile trovare vera tranquillità in una vita sempre più frenetica.

NATALI ILLUSTRI

Diodato Rao (chimico fIsico) nasce in Miggiano il 28 febbraio del 1810¬. A soli 23 anni consegue la laurea in chimica nella Regia Università di Napoli “Federico II” dove per le sue grandi doti continua a svolgere l'attività accademica.
Pubblica: Memoria di un saggio chimico fatto su un minerale creduto aurifero reperibi1e in un terrìtorio di Specchia Preti Lecce 1846;Analisi critica su di critiche osservazioni de farmacista Pasquale Greco da Lecce Lecce 1848;Repertorio delle incompatibilità chimiche tra farmaci più in uso con quadro alfabetico rispettivo sunto teorico Napoli 1859,La chimica inorganica e le note alla fisica di Scotti – inedite. Ritiratosi dall'attività accademica, si dedicò esclusivamente alla conduzione della propria farmacia non trascurando mai l'opera educativo culturale tra i giovani del luogo. Muore a Miggiano a soli 46 ami il 6 dicembre del 1856.

Rev.ndo Cosi Don Luigi ( parroco e autore di drammi sacri) nasce in Miggiano il 3 febbraio 1884. Frequenta le scuole medie e il ginnasio presso il seminario di Ugento, frequenta, poi, il corso liceale e propedeutico presso il seminario di Otranto e il corso liceale di teologia presso il seminario di Lecce. Il 30 luglio 1911 è ordinato sacerdote nella Cattedrale di Ugento. Dal 1911 inizia a frequentare la facoltà giuridica presso l'Università di Napoli.Dal luglio 1912 al marzo 1913 è padre spirituale della Confraternita del Carmine in Miggiano e nel giugno 1913 viene richiamato in diocesi dal vescovo Mons. Pugliese per ricevere prima l'incarico di economo curato e poi di parroco di Corsano. Dal maggio 1925 al 1 settembre 1971 è parroco di Miggiano dove muore il 30 gennaio del 1974. Don Luigi Cosi fu un cultore delle scienze, amante dei libri di ogni genere. Possedeva una biblioteca ricca di migliaia di volumi di ogni genere letterario a cui i ragazzi dell'epoca attingevano sapendo di trovare sempre ogni informazione utile per tutti i tipi di ricerca.
La sua straordinania passione e vocazione per il teatro e per il dramma sacro ha proiettato Miggiano, probabilmente senza saperlo, in quell'universo dello spettacolo di cui fecero parte tutte le regioni d'Italia ed in particolare l'Umbria e la Toscana. Moltissime ed importanti sono state infatti le opere di drammaturgia sacra scritte dal nostro sacerdote: Maria Passione di Cristo; Sant'Ippazio, San Biagio; Addio giovinezza; Genoveffa di Brabante; Pia dei Tolomei, Scampolo di Nicodemo: Marcantonio e Cleopatra; Cantata dei Pastori; Santa Marina; San Vincenzo.

Istituto Figlie di Santa Maria di Leuca: la congregazione nasce in Miggiano nel 1938 per opera di una donna pia e coraggiosa Elisa Marinez di Galatina. Fu il vescovo di Ugento, Mons. Giuseppe Ruotolo, che conobbe nel 1941 la congregazione con diritto diocesano, a chiedere alla fondatrice di chiamare le sue figlie con il nome di S.Mana di Leuca.
Nonostante il fiagello della seconda guerra mondiale, la congregazione estese la sua attività prima in tutta Italia, ottenendo nel 1943 il riconoscimento pontificio e poi nel mondo. Nascono congregazioni in Svizzera, Francia, Portogallo, Spagna, Canada e in Asia, in particolare nell'India e nelle Filippine.
Le suore svolgono il loro Apostolato soprattutto nel campo sociale ed assistenziale, con un occhio di riguardo ai più piccoli, ispirandosi al Vangelo: “ciò che avete fatto al più piccolo dei mieifratelli l'avetefatto a me " (Mt 25,40) e cogliendone il significato più vero e profondo.

LA LEGGENDA DI SANTA MARINA

L’introduzione del culto di Santa Marina a Miggiano è da collegarsi alla presenza dei monaci basiliani. L’attaccamento dei miggianesi a questa Santa si è rafforzato nel corso dei secoli e la tradizione ha conservato i suoi caratteri originari.

La storia di questa giovinetta è così incredibile da sembrare irreale.… Marina nacque in Asia Minore nel VII secolo d.C. e sin da piccola dimostrò il suo attaccamento alla religione. Piccolissima rimase orfana di madre e il padre Eugenio, avendo sani principi morali e non volendosi risposare, decise di chiudersi in un convento. Poiché non voleva separarsi da Marina e non essendo consentito l’accesso di donne nel convento, decise di tagliare i bellissimi capelli e di condurla con se facendole assumere sembianze maschili. L’inganno sortì il suo effetto e Marina entrò insieme al padre nel convento e condusse vita monastica. Era un finto monaco molto bello e tutte le fanciulle se ne innamoravano. Qualche anno dopo il padre morì e Marina continuò la sua santa vita nel convento mantenendo il suo segreto. Un giorno le fu ordinato di recarsi, insieme agli altri frati, in un posto lontano per svolgere un lavoro. Strada facendo scoppiò un violento temporale e tutti furono costretti a rifugiarsi presso una locanda. Per un segno del destino quella stessa notte la figlia del locandiere si fece sedurre da un soldato. La colpa ricadde su fra’ Marino e padre e figlia si recarono dal priore del convento informandolo dell’accaduto. Fra’ Marino venne immediatamente allontanato dal luogo sacro e nonostante fosse innocente non disse nulla in sua difesa. Non si allontanò mai dalle vicinanze del convento e ripose le proprie speranze nella preghiera. Visse tra gli stenti e l’indifferenza dei passanti. Qualche frate, convinto della sua innocenza, le portava da mangiare di nascosto. Quando ormai la sua fine era vicina la riammisero al convento. Pochi giorni dopo morì in Bitinia, nell’Asia Minore. Spogliandola, grande fu lo stupore dei frati nella scoprire che si trattava di una donna. Si inchinarono tutti e le chiesero umilmente perdono. Una luce abbagliante si diffuse in tutta la stanza, l’aria divenne festosa e i confratelli chiesero ancora perdono al Signore.La Santa che aveva sopportato con pazienza le ingiuste calunnie si assicurò un posto in Paradiso, mentre la ragazze che l’aveva accusata arse viva nel fuoco dell’inferno.La leggenda di Santa Marina si tramanda da molte generazioni e la curiosità che suscita la sua storia si nota nello sguardo di chi ascolta.

Cappella di Santa Marina

Nei pressi del cimitero, in una zona denominata “Cumentu”, è situata l’antica cappella di Santa Marina, edificata sui resti di una cripta brasiliana. Il culto di questa Santa è stato introdotto dai monaci greci che portarono tecniche innovative in tutti i campi. Nella cripta si può ammirare il bellissimo affresco raffigurante la Santa, risalente al 1300. E’ molto suggestivo ma l’umidità ascendente ha rovinato molte immagini che raffiguravano San Nicola, Santa Caterina ed altri non individuabili. Il pavimento della cripta è in terra battuta e su di una parete è raffigurata un’immagine della Madonna molto rara. Si trova distesa sopra un giaciglio ed accanto sono sistemati gli Apostoli. Questo luogo è meta di pellegrinaggio soprattutto nel mese di luglio quando il paese si veste a “festa” per onorare la Patrona. Più recente è la cappella di San Giuseppe (1700), dove si può ammirare un bellissimo altare in pietra leccese riccamente decorato.
Nel centro storico, allo sguardo del visitatore non possono passare inosservate le eleganti decorazioni dei palazzi Vernaleone ed Episcopo.

Come si arriva a Miggiano

In auto: raggiunta Bari attraverso l’A14 si prosegue per Brindisi e Lecce da dove è possibile imboccare la SS 16 in direzione Maglie-S. Maria di Leuca; uscita Miggiano.

In treno:stazione FFSS di Lecce da cui si può proseguire sempre in treno tramite le Ferrovie Sud Est o in autobus usufruendo del servizio di trasporti locale (STP, Ferrovie Sud Est, Salentoinbus).

In aereo: l'aeroporto più vicino è Brindisi dal quale è possibile raggiungere Lecce tramite servizio navetta a pagamento per poi proseguire in autobus.

 
Data: 12/10/2010; Notizia Letta: 1910 volte
Fonte Notizia: Ufficio Stampa EXPO 2000

 

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