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NUOVA FIGURAZIONE

 Inaugurazione Sabato 9 Ottobre 2010 alle ore 18.00

 

Clicca per ingrandireEmanuele Conti - Inaugurazione: Sabato 9 Ottobre 2010 ore 18.00 - Saletta Mentana Piazza Mentana, 2/3r - FIRENZE
Galleria Mentana Piazza Mentana, 2/3r - FIRENZE
Saletta Mentana
PRESENTA
Emanuele Conti
Nuova Figurazione
Inaugurazione: Sabato 9 Ottobre 2010 ore 18.00
DAL 9 AL 28 OTTOBRE 2010
Tel. 055.211985 - Fax 055.2697769
www.galleriamentana.it
E-mail: galleriamentana@galleriamentana.it
Emanuele Conti
L’artista, indagando il mondo meccanico, trova nella macchina un simbolo della nostra epoca che ha rivoluzionato lo stile di vita.
La descrizione con una conformità della sua pittura al tempo che viviamo è anche un invito a una riflessione sulla spiritualità dell’uomo, molte volte dimenticata.
La velocità, fondamentale esigenza in un mondo globalizzato, comincia a far emergere l’alienazione di chi non si sente più adeguato.
Ormai, superato il sogno di dinamismo e velocità dei primi del novecento, si avverte l’esigenza di un ripensamento sul significato della vita. L’artista coglie questo spirito nuovo descrivendolo nella quietezza delle sue pitture dove i mezzi non sono ansiosi di scatti improvvisi, ma appaiono meditabondi come se avessero capito che la società e l’ambiente hanno bisogno di un cambiamento dei costumi e delle abitudini.
E’ una lussuosa auto in primo piano che esalta le pattumiere allineate che, in un piccolo scorcio di paesaggio urbano, lasciano intravvedere la società del consumismo sfrenato. Nella strada, percorsa dal tir, che trasporta le nuove auto, in primo piano c’è un tombino che ricorda la vita nelle città, sullo sfondo il muro invalicabile dell’egoismo di chi pensa solo all’oggi. La scritta sull’immenso camion “Televisione CIVEDO” sembra voler dire che l’uomo ha smesso di vedere se stesso e la natura. Una speranza viene dal ritmo dei colori delle auto, mai troppo squillanti, immobili e disposte su due piani, che racconta di sogni di speranza e di recupero di sensibilità sopite. La moto metallica, dagli immensi tubi di scappamento, ha smesso di rombare per volgersi verso la città come se riflettesse su ciò che essa significa per i giovani e su ciò che sarebbe opportuno fosse: magari un cimelio da museo che ha smesso di inquinare. Le pennellate dense e in rilievo, nel loro pacato racconto, assumono tratti di liricità profonda nello sfuggire alla necessità dell’apparire e dall’esteriorità delle reali verniciature patinate.
L’artista è un poeta della natura che benché non la citi chiaramente la esalta.

By investigating the mechanical world, the artist finds machine to be a symbol of our time which has revolutionized our style of life.
Describing his painting as being in accordance with the times we live in is also an invitation to reflect on the spirituality of man, something very often forgotten.
Speed, a fundamental need in a globalised world, begins to alienate those who no longer feel adequate.
At this point, having gotten over the dream of dynamism and velocity felt in the beginning of the last century, one feels the need to rethink the meaning of life. The artist seizes this new spirit describing it the quietness of his painting where nothing is impatient for sudden changes and instead all appears meditative and to understand that society and nature need to change customs and habits.
It is the luxurious car in the foreground which brings out the lined-up trashcans which, in a little part of a cityscape, reveal a society of uncontrolled consumerism. In the street full of trucks which transport the new cars, there is a manhole on the foreground which reminds us of life in the city, in the background is the insurmountable wall of the egoism of those who only live for today. The words on a gigantic truck which read, “Television ISEEUS)” seems to be saying that man no longer sees himself and nature. Some hope comes through in the rhythm of the colors of the cars, never too bright, immobile and ready on two levels that speak of dreams of hope and of regaining a soothed sensibility. The metallic motorcycle with its enormous exhaust pipes has stopped rumbling to face towards the city as though it were reflecting on what it signifies for young people and on what it would be appropriate that it were: perhaps a museum relic which has stopped creating pollution. The thick impasto brushstrokes in their calm recitation become lyrical, profound in their escape from the need to show off and from the outward appearance of the real glossy painted surfaces.
The artist is a poet of nature who, though he doesn’t cite it, clearly he exalts it.

 
Data: 04/10/2010; Notizia Letta: 1514 volte
Fonte Notizia: Federica Murgia

 

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