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NUOVA FIGURAZIONE

 Galleria Mentana dal 9 al 28 ottobre 2010

 

Clicca per ingrandireGalleria Mentana Piazza Mentana, 2/3r - FIRENZE

PRESENTA

NUOVA
FIGURAZIONE

Inaugurazione: Sabato 9 Ottobre 2010 ore 18.00
DAL 9 AL 28 OTTOBRE 2010
Tel. 055.211985 - Fax 055.2697769
www.galleriamentana.it
E-mail: galleriamentana@galleriamentana.it

Artisti: ANTONIO ACERBI, ANTONIO CALABRESE, SIMONE DEMASI, ROBERTO LUCATO, GILBERTO PICCININI, MASSIMO RENZI.

ANTONIO ACERBI
Nelle opere dell’artista prendono forma le scelte,non sempre positive,dei giovani.S’incrociano piercing
e tatuaggi di appartenenza a un gruppo e la violenza non solo della droga.C'è il fallimento dei sogni e
l'angoscia che un tenero orsacchiotto,che ha rasserenato l’infanzia,non riesce più a placare.
Antonio Acerbi, nella distruzione e ricomposizione delle immagini, ritrova i mutamenti di chi si avvia a
essere Uomo con sofferenza. Ci sono i sogni che hanno infuocato gli adolescenti, pieni d’ideali, che si
sono scontrati con la dura realtà. Ci sono i perché dell’esistere e delle sofferenze. Le eterne domande"
chi sono" e "perché sono", prendono forma nel duplicarsi delle facce e nei tormenti che si tingono di
rosso sangue in un sottopasso dove gli schizzi della volta hanno offuscato la speranza.Una rosa,simbo-
lo d’amore,emerge da una ragnatela che muove da una grata,copre due visi che sembrano allontanar-
si lasciandosi alle spalle il dolore dell’esistere.
Federica Murgia
In the work of this artist, one sees the not necessarily positive choices of young people. There are pier-
cings and tattoos, belonging to a group and the violence not only of drugs. There are lost dreams and
anguish that can no longer be calmed by a soft teddy bear, though it made childhood more peaceful.
Antonio Acerbi, in the destruction and re-composition of images discovers the changes of he who sets
out to become a man and suffers. There are the dreams full of ideals which ignited adolescence which
collide with hard reality. There are the questions about existence and suffering; there are the eternal que-
stions, “Who am I?” and “Why am I here?” They take form in the duplication of the faces and in the
torments which are blood-red colored in an underpass where the drawings that cover the archway block
out hope. A rose, symbol of love, emerges from a spider web that comes from a grating, covering two
faces which seem to be moving away, leaving behind the pain of existence.



ANTONIO CALABRESE
Il mondo dei sogni prende forma negli incanti di paesaggi fatati.Castelli d’infanzia,dagli alti torrioni
e dai vivaci colori,fanno da guardia ai giochi di libertà.Il volo di un bimbo verso i magici soli riporta
alla magia dell’immaginazione, dove tutto è possibile. Sulle nuvole l’unicorno segue la fantasia di
“c’era una volta…“,mentre le bolle,di mondi gioiosi,sono palle che rimbalzano da nuvola a nuvola
per approdare fra felici mani.Rose,diventate albero con petali ramo,accolgono nei profumi di felici-
tà di nani e gatti remoti, la vita dei giochi. Personaggi d’antiche fiabe dialogano, rappresentando le
loro storie,in oggetti e costumi,per giungere a un bel finale di armonie di colori.Le imbarcazioni,dalle
vele che hanno raccolto il vento,si muovono alla ricerca dell’ignoto. Luoghi e spazi ricomposti da una
visione incantata che rifiuta gli orrori che l’uomo riesce a fare inseguendo l’egoismo e il potere.
Federica Murgia
The world of dreams takes form in spells of magic landscapes. Castles from childhood with tall
towers and bright colors guard over games of freedom. The flight of a child reminds us of the magic
of imagination where everything is possible. On the clouds, the unicorn follows the design of “Once
upon a time…” while the bubbles of joyous worlds are balls which bounce from cloud to cloud to
land in happy hands. Roses which have become trees with brass petals hold the scent of happiness
of midgets and remote cats, the life of games. Characters from old fables converse, representing
their stories with objects and costumes reaching a happy ending of harmonious colors. Ships move
toward the unknown with sails full of wind. Places and spaces recomposed by an enchanted vision
which refutes the horrors man creates by following egotism and power.

SIMONE DEMASI
Il suo Io,prigioniero delle angosce,si manifesta in grovigli di bosco,in città immense che ingabbia-
no il suo essere alla ricerca di libertà: di fuga dalle angosce del vivere. L’uomo appare solo e impo-
tente nelle sue descrizioni nebbiose e ovattate.I profili fatti da linee spezzate creano una sensazio-
ne d’ansia che prefigura paure.Gli scuri,che incupiscono i climi,si presentano nei primi piani di grigi,
sempre più bui,delle gestuali colate di colore:ombre dell’animo.La mestizia del tempo è nell’alter-
narsi delle gradazioni dei bruni,in un ritmo solo apparentemente calmo.Nelle sagome indefinite di
palazzi e di ciminiere, che gettano i loro fumi verso il cielo per perdersi nell’infinito, l’artista ricerca
la poesia della natura. Miraggi di luci, di abbaglianti bianchi, vogliono essere la speranza, l’andare
oltre il momento del buio:la vita che continua nella ricerca di una gioiosità sognata.Pitture e scul-
ture per l’artista sono catarsi del suo vivere.
Federica Murgia
His ego, prisoner of anguish, manifests itself in tangles of forest, in immense cities which cage his
being in its search for freedom, in its escape from the anguish of life. Man appears impotent and
alone in his misty, wooly representations. Profiles made with broken lines create a sense of anguish
which prefigures fear. The dark colors which deepen the climate, are found in foregrounds of grey
which become gradually bluer in gestural drippings of paint- shadows of the soul. Time’s melancho-
ly is shown in the alternating gradation of browns whose rhythm only appears calm. In the silhouet-
tes of buildings and chimneys which billow their smoke toward the sky to lose themselves in infini-
ty, the artist studies the poetry of nature. The mirages of lights, of blinding whites, are like hope
moving beyond the dark moments: life as it continues in its search for a dreamed-of joy. Painting
and sculpture are a catharsis for the artist.

ROBERTO LUCATO
I pensieri si fanno confusi,gli ideali si sbiadiscono sino a perdere i significati e i principi,prima tanto
chiari. E’ l’uomo moderno, che va troppo di fretta per potersi soffermare a riflettere sul senso della
vita:sulla spiritualità dell’esistere.E’ la rincorsa del tutto e subito che porta a lidi d’angoscia sino ad
andare controcorrente alla ricerca del nulla.E’ nell’apparenza che si rincorrono e si realizzano idea-
li disconnessi di costume.I colori si fanno più cupi,la barca beccheggia seguendo i flussi di una cor-
rente che non da scampo. Le grate dei pensieri impediscono la libertà, mentre l’angoscia mortifera
della solitudine travolge l’esile individuo,ormai ricordo di quel che era e dei suoi sogni più puri,che
non riesce a vedere la finestra azzurra di speranza.E’ l’uomo che,persi i valori,si scopre,senza digni-
tà,accerchiato nella scacchiera della vita in una mossa che non ha salvezza dallo scacco matto.
Federica Murgia
Thoughts become confused and ideals fade until they lose meaning and principles which were for-
merly very clear. It’s modern man who goes too quickly to stop and reflect on the meaning of life;
on the spirituality of existence. It’s the rush toward wanting it all and wanting it now which leads
to shores of anguish to the point of going against the current in the search for nothing. It is in appea-
rances that they chase after and realize fashionable disconnected dreams. The colors become gloo-
mier; the boat pitches following the flow of a current which has no way out. The gratings of thoughts
impede freedom while anguish, deadly with solitude sweeps away the slender individual who at this
point is just a memory of what was and of his purer dreams; he cannot see the blue window of hope.
It is the man who, having lost his values, finds himself with no dignity surrounded in the chess game
of life in a move without the salvation of checkmate.


GILBERTO PICCININI
Nelle opere di Gilberto Piccinini le armonie di colori freddi raramente vengono riscaldate da campi-
ture calde e i pochissimi rossi,da lui usati,sono sempre molto affievoliti,come se avessero perduto
la loro forza simbolica.Gli spruzzi di un mare agitato,che si dissolvono in tracce di luce,illuminano
l’imbrunire di paesaggi in immagini oniriche che sanno di solitudine.Onde,racconti del moto conti-
nuo della vita, s’infrangono lasciando una spuma leggera che smorza la sensazione di violenza e
lascia intravvedere un subconscio romantico:i sentimenti più nascosti dell’artista.Le rocce,smussa-
te dal tempo,si rivelano in un digradare di colori,tendenti al greve,che si aggrappano come se voles-
sero ricercare le antiche asperità.I cumuli di nuvole si tingono di tempesta e rivelano le intime ango-
sce dell’artista che con serene pennellate, di un andamento sicuro, rivelano le luci e le ombre dei
ritmi della natura e del vivere di chi insegue il sogno.
Federica Murgia
In Gilberto Piccinini’s work the harmony of cold colors are only rarely heated up with fields of warm
colors and the very few reds he uses are always very toned down as if they had lost their symbolic
force. The sprays from an agitated sea which dissolves in traces of light illuminate the darkening lan-
dscapes in dream- like images which have an air of solitude. Waves break, telling of the continuous
motion of life, leaving a light foam which soften the sense of violence and reveal a romantic sub-
conscious: the artist’s most hidden feelings. The rocks, rounded by time are shown in gradated colors
which tend to be heavy and which cling on as if they were searching for the lost roughness. The
banks of clouds are tinged with storm and reveal the private anguish of the artist, who paints with
serene, sure brush strokes; they reveal the lights and shadows of the rhythms of nature and of the
life of those who follow their dream.


MASSIMO RENZI
Un paesaggio,sfumato di rosa tramonto,racconta la solitudine di chi si è perso nei pensieri e conti-
nua a guardare,cercando di vedere oltre l’orizzonte,alla ricerca di se stesso e dell’ignoto. Una poe-
sia cromatica parla del mare,che rispecchia un cielo di speranza,che non riesce a pacificare l’animo
di chi, pronto a partire alla ricerca dei sogni, è trattenuto a riva da ancore misteriose che invitano
all’attesa.Il domani si appresta,mentre altre imbarcazioni giunte all’approdo sono pronte a ripartire
alla ricerca di nuovi sogni. La sensazione di libertà e d’infinito data dal mare calmo porta all’inebria-
mento nei colori,che prendono vigore solo negli alberi dai fusti nodosi d’antiche ferite.Le delusioni e
le speranze del tempo che passa,si perdono nei silenzi di un fiume giunto a valle con acque ricche di
ricordi.La fissità di una casa vuota,dalle finestre scrostate,invita al sogno di nuova vitalità.
Federica Murgia
A landscape shaded in sunset pink tells of solitude of one lost in thought who continues to look,
hoping to see beyond the horizon, searching for himself and the unknown. A chromatic poetry spe-
aks of the sea that mirrors a sky of hope, that can’t pacify the soul of he who, ready to go in search
of his dreams, is held back on the shore by mysterious anchors, inviting him to wait. Tomorrow pre-
pares itself while other ships at the landing are ready to leave again in the search for new dreams.
The sense of freedom and infinity from the calm sea causes an intoxication of colors that find force
only in the tree trunks knotted with old wounds. The delusions and hopes of time that passes lose
themselves in the silences of a river which has reached the valley with waters rich in memories. The
fixed image of an empty house with scratched windows suggests a dream with new vitality.


ORARI: 11.00/13.00 - 16.30/19.30
CHIUSURA: Domenica e lunedì mattina

Prossimo Evento:
SPAZI APERTI
Novembre 2010

 
Data: 02/10/2010; Notizia Letta: 1816 volte
Fonte Notizia: Federica Murgia

 

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